giovedì 31 gennaio 2013

Lekvárove Taštičky (bustine di confettura) e scopriamo ancora la Slovacchia !



La ricerca di aspetti particolari e curiosi della cultura slovacca è proseguita, invogliata dalla presentazione che Terry ci ha fatto di questo paese di cui conoscevo ben poco.



Tanto per cominciare molti piatti dolci, che noi considereremmo da fine pasto, per loro sono invece piatti principali!!!

Sbirciando tra le ricette dei vari siti slovacchi ho notato che nella loro cucina fanno un grande uso dei semi di papavero, che io fino ad oggi avevo solo adoperato, alla stregua del cumino o del sesamo, per arricchire pane o stuzzichini di pasta sfoglia.
Loro li usano molto insieme allo zucchero per rendere dolci alcune pietanze che possono essere anche salate se accompagnate da verdure o carne, ma quello che mi ha sorpresa è il significato che danno a questi semi.
Se qui in Italia abbiamo l'usanza di mangiare lenticchie il primo dell'anno perché si dice "che portino soldi", per gli slovacchi i papaveri sono un segno di ricchezza ed è consuetudine augurare a qualcuno "peňazí ako Maku", cioè "avere soldi quanto i semi di papavero". Sarà per questo che mangiano così tanti piatti conditi con i semi di papavero? ;-) Chissà!!!

E così seguendo le ricette con i semi di papavero ho scoperto le usanze del Natale slovacco.
Uno dei piatti della tradizione è bobaľky , un piatto composto di piccoli panini di pane dolce ammorbiditi nel latte ed insaporiti con zucchero a velo, semi di papavero e burro.
Il pranzo natalizio inizia con un bicchierino di liquore, il prípitok, poi la padrona di casa offre i wafers di Natale ( oblátky ) con aglio e miele che portano buona salute. Si mangia quindi "bobaľky" seguito da una zuppa e il pasto principale.


Foto dei wafers di Natale presa da Ja.Wikipedia.


Foto del "bobaľky" presa da questo sito.

Ma una tradizione veramente particolare di molte zone della Slovacchia è quella che riguarda proprio uno dei piatti della cena della vigilia di Natale.
E' il padre che inizia, prendendo un cucchiaio di bobaľky o di lokše (una sorta di crèpes fatte con le patate, che possono essere ripiene di confettura e condite con semi di papavero o salate con crauti o cavolo) e lanciandolo sul soffitto. Più ne resterà attaccato al soffitto, più il raccolto successivo sarà abbondante. Inoltre lo lancia anche agli altri membri della famiglia e più si è imbrattati di bobaľky più si avrà fortuna nell'anno nuovo.

Queste tradizioni hanno origini lontane.
In epoca pre-cristiana durante il solstizio d'inverno si lasciava sul davanzale di una finestra aperta un pò di bobaľky. Se gli uccellini o piccoli animali lo mangiavano, i vivi e gli spiriti dei morti potevano comunicare.
I semi di papavero inoltre erano anche sparsi in tutta la casa per allontanare gli spiriti maligni.
Quanti significati racchiusi in un semino così piccolo!

La voglia di preparare dei dolcetti con un ripieno di semi di papavero era tanta, ma quando ieri sera sono andata a pesare la farina la bilancia digitale mi ha abbandonata............BATTERIA SCARICA!!!!
Ma una ricettina facile facile, che a dir la verità avevo fatto anch'io tante volte senza sapere che l'usassero anche in Slovacchia, prevedeva della pasta sfoglia che avevo in freezer e della confettura di mirtilli che piace tanto ai miei figli.
Potevo quindi rimediare con le Lekvárove Taštičky , appunto le bustine di confettura, provandone alcune con il ripieno di semi di papavero. Ma vediamo i pochi ingredienti necessari.


Lekvárove Taštičky


un rotolo di pasta sfoglia
confettura di mirtilli

Per il ripieno di semi di papavero:

semi di papavero tritati
zucchero
cannella in polvere
pochissimo latte

Da spiegare c'è veramente poco, le immagini parlano da sole, basta bagnare appena i bordi delle bustine di pasta sfoglia per farle chiudere bene ed inserire un cucchiaino di confettura di mirtilli o di semi di papavero misti a cannella, zucchero e latte, pennellare con un rosso d'uovo le bustine (che io in realtà non ho fatto perché preferivo cospargerle di zucchero a velo), una ventina di minuti in forno ad alta temperatura ed il gioco è fatto.




Qui invece vedete il ripieno di semi di papavero (dovevo metterci un pò meno latte!!).


Devo dire che il sapore del ripieno ai semi di papavero mi è proprio piaciuto e non appena comprerò le batterie per la bilancia la ricettina che avevo intenzione di fare sarà realizzata!!




E il viaggio continua...........................................

mercoledì 30 gennaio 2013

Veľkonočná čokoládová bábovka (torta al cioccolato di Pasqua) dalla Slovacchia


Eccoci alla seconda tappa del viaggio attraverso le tradizioni culinarie dei paesi della comunità europea.



Questa volta tocca alla Slovacchia partendo con Terry di Crumpets & Co. che ha aperto la raccolta con la ricetta dei Bryndzové halušky.

Non ho mai avuto l'opportunità di conoscere questo paese che Terry ci ha presentato in tutta la sua bellezza. Molte foto che lei ci ha fatto vedere mi hanno ricordato le piccole cittadine tedesche ed i castelli quelli della vicina Austria. Anche la cucina slovacca, da quello che ho potuto capire, ricorda molto quella dei paesi confinanti come normalmente accade quando popolazioni limitrofe si incontrano e scambiano usi, costumi e tradizioni.
Si tratta di una cucina molto semplice e naturale ma che sicuramente sa soddisfare il nostro palato, anche grazie ai vari tipi di pane che accompagnano ogni loro pasto e che si differenziano da zona a zona.

Non conoscendo le tradizioni della Slovacchia ho cercato una ricetta che mi desse modo di conoscerne almeno qualche aspetto ed avendo trovato un dolce tipico della Pasqua, la "Veľkonočná čokoládová bábovka" ( torta al cioccolato di Pasqua ) ho voluto fare una piccola ricerca su come vivono questa festività gli slovacchi.

In Slovacchia, come pure nella Repubblica Ceca, la Pasqua è anche la festa di primavera. In questi due stati, specialmente nelle campagne, si conservano ancora le vecchie usanze e tradizioni e in tutti i paesi slavi il simbolo pasquale per eccellenza è l'uovo che è considerato simbolo di rinascita e quindi strettamente legato all'idea della Resurrezione.
Possono essere colorate con cera d'api o china o altri colori naturali, dipinte o decorate con paglia e cipolla, e addirittura incise con un coltellino ( si chiamano kraslica). Ogni linea e punto delle decorazioni ha un significato; si va da motivi geometrici di cui è più difficile capire il senso, a motivi decorativi come il sole o i fiori.
In alcune regioni questa tradizione è diventata una vera e propria arte.

Le foto sono state prese da questo sito.

Nei Paesi slavi di religione ortodossa esse riportano la scritta (in alfabeto cirillico) XB, che significa "Christos Voskres", "Cristo è risorto", che è la prima frase di augurio che ci si scambia la mattina di Pasqua e a cui bisogna rispondere "Voistino voskres", cioè "in verità è risorto".
Per tradizione le uova di gallina si fanno benedire durante la veglia pasquale e si mangiano al mattino con tutta la famiglia riunita.
Nel Lazio abbiamo anche noi l'usanza di fare colazione la mattina di Pasqua con uova sode che possono anche essere colorate con colori naturali, insieme a fette di corallina (un salame tipicamente romano) e l'immancabile pizza dolce di Pasqua.
In Slovacchia (ma anche nella Repubblica Ceca), le uova vengono svuotate ed appese a rami secchi o a veri e propri alberi.


La foto è stata presa da questo sito.

In alcune zone è nota la tradizione tedesca del leprotto che porta e/o nasconde le uova, e a volte piccoli regali, per i bambini che debbono trovarle (so che si usa anche nei Paesi Bassi). Talvolta si mantiene ancora l'usanza del "koledovani": un gruppo di ragazzi dal giovedì fino al sabato prima di Pasqua va per le case a chiedere uova bianche o colorate. Hanno delle frustine di salice intrecciato, decorate con nastri colorati: uno strumento particolare che si chiama "crepitacolo" che fa un gran rumore e cantando e recitando delle filastrocche chiedono alle ragazze di donare loro le uova.

La tradizione del Lunedì di Pasqua in Slovacchia è associata ai ragazzi (kúpaci) che spruzzano d'acqua le ragazze nubili, ed in Slovacchia occidentale la tradizione aggiunge i ragazzi che battono le ragazze con sottili rami di salice intrecciati a formare un frustino (korbáč) che ricorda una treccia di capelli. Per tradizione, se le ragazze volevano essere belle, in buona salute e piene di vita, non dovevano evitare l'acqua o i frustini. Le fruste di Pasqua vengono ancora oggi fatte con rami freschi di salice. Si credeva che battendo le ragazze con la frusta fatta di rami freschi, tutti i poteri di fertilità e vita si trasferissero dall'albero alla ragazza, mentre l'acqua spruzzata si credeva portasse salute e bellezza. Battendo le ragazze e bagnandole con acqua, i ragazzi inoltre ricevevano in cambio da ciascuna di loro speciali omaggi, tra i quali uova decorate (kraslice), che simbolizzano la fertilità, dolci, torte e bicchieri di alcolici locali, quali la Borovička (distillato dalle bacche di ginepro), ed un nastro che veniva legato alla cima del frustino. I ragazzi raccoglievano i regali ed organizzavano una festa la sera stessa, alla quale le ragazze erano naturalmente invitate. Il martedì (il giorno seguente), in alcune zone della Slovacchia i ruoli si invertivano e le ragazze avevano la possibilità di rendere il servizio. I ragazzi venivano battuti e spruzzati con acqua, sebbene non ci fosse alcun carattere cerimoniale legato al giorno, ed inoltre le ragazze non ricevevano alcun omaggio.
Dal sito: http://sites.google.com/site/allegrait/home


La foto è stata presa da questo sito.

In passato i bambini in campagna si divertivano a fare le gare con le uova mettendo insieme due rastrelli di legno e formando un binario su cui facevano scorrere le uova.

Il pranzo festivo varia da regione a regione, un piatto tipico è la torta salata (veľkonočné plnka ) preparata con carne, uova, latte ed erbette primaverili. La torta salata può essere un piatto unico oppure essere usata come ripieno per le carni.
Altra tradizione abbastanza diffusa nei Paesi slavi è quella di servire al pranzo pasquale del burro modellato a forma di agnello, altro classico simbolo di questa festa religiosa. I dolci tipici di Pasqua sono l'agnello, fatto di pan di Spagna, ricoperto con zucchero oppure cioccolato, pan dolce (mazanec) con uvetta e mandorle e "jidáše" treccine di pasta di pane.
Noterete che la "Veľkonočná čokoládová bábovka" ricorda molto la torta austriaca "Kugelhupf", ma ormai abbiamo imparato che la storia non solo ci lascia avvenimenti da studiare sui libri, ma anche modi di vivere e tradizioni, tra cui quella culinaria.


"Veľkonočná čokoládová bábovka" ( torta al cioccolato di Pasqua)


Ingredienti:

120 gr di burro a temperatura ambiente
100 gr di zucchero
3 uova
200 gr di farina
6 cucchiai di latte
1/2 bustina di lievito in polvere
1 cucchiaino di cacao amaro in polvere (oppure dell'uva passa fatta riprendere in liquore a piacere, pezzetti di cioccolato e noci spezzettate)

Per la glassatura:

100 gr di cioccolato fondente (io ho usato quello al latte che piace a mia figlia)
qualche cucchiaio di latte bollente
una piccola noce di burro

Per decorare:

noci sbriciolate (io ho usato delle lamelle di mandorle)




Montare il burro con le fruste fino a farlo diventare spumoso.


Aggiungere i tuorli d'uovo e lo zucchero..................


................quindi la farina mescolata con il lievito ed il latte!!!

A questo punto lasciare le fruste ed amalgamare con un cucchiaio le chiare montate a neve fermissima dall'alto verso il basso.


Versare metà dell'impasto in uno stampo con foro centrale imburrato e infarinato.


All'altra metà dell'impasto aggiungere il cucchiaino colmo di cacao in polvere sempre girando dall'alto verso il basso.


Versare anche il composto al cacao nello stampo senza mischiare i due composti. Porre in forno già caldo a 175° per circa un'ora, facendo la prova stecchino.

Preparare la glassa sminuzzando il cioccolato e facendo sciogliere con un pò di latte bollente ed il burro. Non appena sarà tiepida glassare la torta e decorare con lamelle di mandorle.



Spero che questa rapida incursione nella Pasqua slovacca sia stata interessante e piacevole per voi come lo è stata per me!!! A presto!!

martedì 29 gennaio 2013

Ancora una torta ispirata a Beatrix Potter !!



Per il compleanno della ragazza di mio figlio ho voluto farle una torta che fosse romantica e quale tema migliore dei disegni di Beatrix Potter?

I suoi topini che si tengono per mano sula mensola tra tazze e zuccheriere erano troppo carini e così li ho dipinti con i coloranti in gel su una cialda in pasta di zucchero.



Il vero problema è stato creare una torta che fosse destinata a chi è intollerante al lattosio, non tanto per la base, visto che la chiffon cake è priva di latte e burro, ma per la crema con cui farcirla.


Questa è la chiffon cake, morbidissima anche se cotta in uno stampo senza foro e sempre dal sapore delizioso!

Dopo una incursione sul web ho optato per una crema pasticcera in cui sostituire al latte la stessa quantità di acqua, aromatizzandola con 5 o 10 cl (secondo i gusti) di succo di limone per litro di acqua.


Questa è la crema pasticcera senza latte, nulla da invidiare alla tradizionale!!!

La bagna fatta con acqua, zucchero e poco rum, mentre ho ricoperto la chiffon cake di confettura di albicocche fatta in casa dovendo evitare qualunque tipo di ganache.



Sulla torta ricoperta di pasta di zucchero ho posizionato la cialda ornata con un doppio giro di foglioline fatte con ghiaccia reale ed ho terminato con foglie e fiorellini sempre in pasta di zucchero.

Mi hanno detto che oltre ad essere bella era buonissima e questo mi ha fatto veramente piacere.

Spero piaccia anche a voi!!

lunedì 21 gennaio 2013

Roze Koeken ( torte rosa olandesi) ancora per l'Abbecedario Culinario Europeo!!



Dopo le Kruidnoten ho cercato ancora qualche ricetta della cucina nederlandese, veramente avrei voluto cucinare un piatto salato ( e non è detto che non ci riesca prima che si passi al secondo paese europeo) ma mi sono ritrovata nuovamente alle prese con delle tortine che sembra siano uno dei dolci tipici dell'Olanda!!

Gli ingredienti sono semplici: burro, zucchero, farina e uova. La particolarità di queste tortine sta nel colore della glassa che li ricopre, un bel rosa acceso dovuto al succo di frutti di bosco.

In un sito olandese ho letto che mordere una tortina con questo colore così sgargiante, in un paese calvinista, dà la sensazione di commettere quasi un gesto peccaminoso. ;-)
Per i mondiali di calcio sembra che la glassa sia eccezionalmente arancione.

Non sono riuscita a trovare le origini di questi dolcetti, sembra che ad Amsterdam siano chiamati anche 'moesselientjes' (piccoli Mussolini) perché prima della seconda guerra mondiale erano venduti nelle gelaterie italiane.

Ma passiamo alla ricetta che ho trovato qui.

Ingredienti:

200 gr di burro a temperatura ambiente
200 gr di zucchero
4 uova a temperatura ambiente
220 gr di farina 00

Per la glassatura:

160 gr di zucchero a velo
1 cucchiaio e 1/2 di succo di frutti di bosco (io non l'avevo ed ho usato del colorante alimentare)
acqua q.b.

Si debbono battere con le fruste elettriche per 10 minuti il burro con lo zucchero fino a che non è diventato un composto cremoso ed omogeneo.


Si aggiungono quindi, sempre con le fruste, le uova uno alla volta senza aggiungere il successivo fino a che il precedente non è stato incorporato alla perfezione.

Per ultima si unisce la farina poca per volta sempre con le fruste.

Dopo aver preriscaldato il forno a 160°, imburrare gli stampini, riempirli per 3/4 con l'impasto, metterli in una teglia grande, coprirli con un foglio di carta da forno ed adagiarvi sopra una teglia che comprimendoli faccia rimanere piatte le tortine anche dopo la cottura.

Farle cuocere per non più di 25 minuti a 160° per non farle seccare troppo. Una volta tiepide estrarle dagli stampini e decorarle con la glassa che poi si asciugherà.





Sono veramente soffici ed ottime per accompagnare una tazza di tè o caffè.


Una curiosità molto simpatica, se andate su questo sito olandese potrete sapere di più su dei biscotti (ma in effetti la forma ricorda le nostre fette biscottate mentre dall'impasto sembrerebbero delle fette di pane leggermente tostate) che si usa offrire per la nascita di un bambino.
Sono i "Beschuit met muisjes" (biscotti con topolini), su cui si spalma del burro e si cospargono di semi di anice ricoperti di zucchero. Proprio i semi glassati da cui spunta la codina del seme darebbero l'idea di un topolino e sarebbero all'origine del loro nome. Per le femminucce si usano confettini bianchi e rosa, per i maschietti bianchi e celesti. Questo perché sembra che l'anice abbia molte proprietà, tra cui quella di aiutare la produzione del latte materno.

L'immagine è stata presa in prestito da qui

Alla prossima incursione nelle tradizioni culinarie europee!!! ;-)