domenica 31 maggio 2015

Les pains d’anis fribourgeois dalla Svizzera


Da lunedì scorso con tutta la comitiva dell'Abbecedario culinario mondiale ci siamo trasferiti in Svizzera, ospitati per questa tappa da Ivy di "Kopiaste.org".

Con questo paese ho avuto fin da piccola un rapporto particolare, avendo conosciuto e frequentato per molti anni una cliente di mia madre, la signora Bianca, cugina del grande artista svizzero Alberto Giacometti.
Nella sua casa ho guardato mille volte i disegni del cugino, splendidi schizzi a matita, ritratti della stessa cugina (di cui l'artista si era innamorato) e le tante fotografie che li ritraeva insieme. Tra l'altro la signora Bianca continuava a gestire una pasticceria di famiglia qui a Roma dove producevano dei meravigliosi dolci svizzeri e da allora ho sempre amato i dolci elvetici, pur avendo avuto modo di vedere solo lo splendido Lago di Costanza.
Ed è con il ricordo di quei dolci squisiti che mi offriva la signora Bianca che con gioia cercherò delle ricette di dolci svizzeri da realizzare per l'Abbecedario.
I primi che ho voluto preparare sono dei biscotti con anice tipici del Cantone di Friburgo, appunto "les pains d'anis fribourgeois" che si differenziano da quelli prodotti in altre regioni del paese in quanto più morbidi grazie alla presenza di burro ed ammoniaca.
Sembra che questa versione risalga all'inizio del secolo scorso. Nel 1905 una casalinga nei suoi quaderni delle ricette cita tra gli ingredienti il burro, mentre oltre al burro si parla per la prima volta di lievito nella quinta edizione del Manuale di cucina del 1928 in uso presso les Ecoles Ménagères de Reymond et Delacrausaz, scuole dove le giovani ragazze si preparavano alla conduzione di una famiglia imparando a cucinare, cucire, lavare e stirare il bucato, e fare giardinaggio. 
In questo manuale si facevano anche lavorare le uova con lo zucchero fino ad averle ben montate e bianche, mentre nelle vecchie ricette ci si limitava a far mescolare insieme tutti gli ingredienti.
In alcune ricette viene anche citato l'olio di anice verde o anice stellato, ma non è indispensabile, basta aumentare un pochino la quantità di anice verde.

Ingredienti (per 100 biscottini) :  
  • 3 tuorli
  • 100 gr di zucchero semolato
  • 25 gr di semi d'anice
  • 1/2 cucchiaino di ammoniaca per dolci
  • 80 gr di burro a temperatura ambiente
  • 50 gr di latte
  • 250 gr di farina 00
  • ulteriori 100 gr di zucchero semolato per rotolarci i biscotti
Iniziamo a montare i tuorli con lo zucchero fino a renderli bianchi e spumosi, vi aggiungiamo il burro morbido e continuiamo a montarli con le fruste.


Setacciamo la farina e l'aggiungiamo insieme all'ammoniaca sciolta nel latte ed i semi d'anice. 


Amalgamiamo tutto con una spatola, lavoriamo sul piano di lavoro fino a farne un panetto omogeneo che risulterà molto morbido.


Lo poniamo nella ciotola chiusa con pellicola e facciamo riposare in frigorifero almeno 2 ore.

Trascorse le 2 ore accendiamo il forno a 220° e nel frattempo prepariamo i biscotti.

Formiamo con un pò dell'impasto un rotolino da 1 cm di diametro, lo rotoliamo nello zucchero semolato, ne tagliamo un bastoncino di 5 cm di lunghezza dove pratichiamo 3 incisioni, uniamo le due estremità a formare un anello e poniamo i biscotti in una teglia foderata di carta da forno.





Abbassiamo la temperatura a 200° e facciamo cuocere per 10 minuti, facendo attenzione con non si coloriscano.
Debbono rimanere chiari ed una volta estratti dal forno ancora morbidi raffreddandosi acquisteranno più consistenza.

Si consumano alla fine dei pasti o per accompagnare il caffè o il tè delle quattro ed è uno dei dolci tipici della festa di Bénichon, la festa del cantone di Friburgo.



Mentre cuociono un delicato profumo di anice invade la cucina ed appena freddi...uno tira l'altro!! 

Alla prossima!! =^-^=

domenica 24 maggio 2015

Japanese cotton cheesecake


Per quest'ultimo giorno della tappa giapponese dell'Abbecedario culinario mondiale ho voluto preparare un dolce che si discosta dai tradizionali dolci nipponici, ma che tuttavia è entrato a far parte dei dolci più amati del paese. 
Questa giapponese  è una versione più soffice della classica cheesecake newyorkese dovuta alla mancanza della base di biscotto, ad una diversa lavorazione delle uova e soprattutto al diverso metodo di cottura.
Gli ingredienti sono pochi e semplici, ingredienti che anche noi abbiamo abitualmente nelle nostre dispense, ma vi assicuro che il risultato è eccezionale. 

Ingredienti: (per una tortiera a cerniera da 24 cm)

  • 250 gr di formaggio cremoso (nel mio caso Philadelphia)
  • 50 gr di burro
  • 100 ml di latte
  • 1 cucchiaio di succo di limone
  • 6 tuorli
  • 60 gr di farina 00
  • 20 gr di amido di mais
  • 1/2 cucchiaino di lievito per dolci
  • un pizzico di sale
  • 140 gr di zucchero extra fine (potete anche rendere impalpabile lo zucchero semolato con il macinacaffè) 
  • 6 albumi 
  • 1/4 di cucchiaino di cremor tartaro 
Innanzitutto i vari ingredienti freschi, comprese le uova, debbono essere tutti a temperatura ambiente.

Accendiamo il forno a 160° e ci prepariamo la teglia a cerniera foderandone il fondo e la parete (ma in misura doppia rispetto all'altezza della teglia) con carta da forno. Per farla aderire bene cospargiamo sia il fondo della teglia che la parete con del burro, disponiamo prima la fascia di carta da forno aderente alla parete che rigiri per 2 cm sul fondo e poi adagiamo il disco che ricopre il fondo.
Esternamente invece disponiamo un triplo strato di carta di alluminio che avvolga sia il fondo che le pareti, questo per impedire all'acqua del bagnomaria in cui cuoceremo la torta di penetrare nella teglia.



In una ciotola posta a bagnomaria su un pentolino facciamo sciogliere il formaggio cremoso insieme al burro ed al latte con l'aiuto di una frusta perché tutto sia ben amalgamato e privo di grumi. Riguardo al tipo di formaggio cremoso da utilizzare ho scelto il Philadelphia, ma nelle varie ricette consultate ho trovato anche chi utilizza Robiola o ricotta. 




Lasciamo raffreddare, quindi vi aggiungiamo il succo di limone ed i tuorli sempre con l'aiuto della frusta, quindi passiamo tutto attraverso un colino perché sia perfettamente privo di grumi.




Setacciamo insieme la farina, l'amido di mais, il lievito per dolci ed il sale e li aggiungiamo sempre con la frusta al composto di formaggio ed uova.



Ora passiamo a montare gli albumi nella planetaria con il cremor tartaro e quando iniziano ad essere spumosi vi aggiungiamo in 3 volte lo zucchero, fino a raggiungere la consistenza di picchi morbidi.



Li aggiungiamo con una spatola pochi per volta al composto mescolando con delicatezza dal basso verso l'alto per non farli smontare e versiamo il composto nella tortiera.



Disponiamo la tortiera in una teglia capace dove verseremo tanta acqua bollente quanta ne riesce a contenere senza che superi l'altezza della tortiera. Disponiamo anche un foglio di carta da forno sopra alla carta da forno che riveste la parete della tortiera.



Facciamo cuocere a 160° per 1 ora e 10 minuti, senza aprire mai il forno e controllando alla fine con uno stecchino se la cottura è giusta. Lo lasciamo in forno con lo sportello tenuto semichiuso dal manico di un mescolo di legno fino a che non si è freddato.

Facciamo quindi riposare la cheesecake in frigorifero almeno 4 ore prima di servirla.

Possiamo accompagnarla con una coulis di fragole come vi spiego di seguito.

Ingredienti per la coulis di fragole:

  • 250 gr di fragole tagliate a pezzettini 
  • 80 gr di zucchero
  • 1 cucchiaio di succo di limone.
Facciamo cuocere in una casseruola le fragole con lo zucchero ed il succo di limone per 5 minuti, quindi frulliamo tutto con un frullatore ad immersione.



Per decorare la japanese cotton cheesecake ho immerso per metà delle fragole nella cioccolata fondente fusa, qualche fogliolina sempre di cioccolata fondente realizzata cospargendo di cioccolata fondente fusa la faccia inferiore di alcune foglie corpose e qualche mora, spolverizzando per finire un pò di zucchero a velo. 



Vi assicuro che è squisita, fatela e ne rimarrete conquistati!!


Questo è il mio ultimo contributo alla raccolta giapponese che è stata ospitata da Sabrina di "Nato sotto il cavolo" che ringrazio per la disponibilità e l'ospitalità. 
A presto!!