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giovedì 27 agosto 2015

Banana pancakes - Papua Nuova Guinea


Dire pancake ci fa subito pensare alla tipica colazione americana, a quella dolce torre di frittelle brune poste una sull'altra e grondanti di sciroppo d'acero.
Tuttavia la storia di queste frittelle si può dire che abbia attraversato tutto il mondo. A partire dalla Grecia del 500 a.C. con le teganites o tagenites (dal nome della padella usata), frittelle dolci fatte con farina ed olio d'oliva, addolcite con miele e servite calde con formaggio, mentre nella Roma Imperiale si mangiavano le alita dolcia preparate con farina, latte, uova e spezie.
Dal Medioevo in poi in tutta Europa, compresa l'attuale Russia, si preparavano delle frittelle dolci che poi giunte in America sono diventate più soffici con il baking powder, il lievito chimico.
Nulla di strano quindi se queste frittelle sono giunte anche in Papua Nuova Guinea arricchendosi della purea di banane nell'impasto e anzichè sciroppo d'acero (albero che non vive in PNG) ho deciso di utilizzare il golden syrup molto comune nei dolci della vicina Australia, ed i cui ingredienti non mancano certo in Papua, di cui troverete la ricetta per farlo in casa in questo post della mia amica Rosa Maria.
Dunque se volete anche voi regalarvi una squisita colazione ecco la ricetta.

Ingredienti 

Per circa 23 banana pancakes

  • 190 gr di farina 00
  • 1 e 1/2 cucchiaini di lievito in polvere
  • 1 cucchiaio di zucchero
  • 1/2 cucchiaino di bicarbonato di sodio
  • 30 ml di olio di semi
  • 1 uovo 
  • 360 ml di latte
  • 1 e 1/2 banane mature
Per la crema di banane
  • 3 banane mature
  • 30 gr di amido di mais
  • i semi di 1/2 baccello di vaniglia
  • latte q.b.
Per guarnire
  • banane a rondelle
  • golden syrup

Prepariamo la crema di banane riducendole in purea, mettendole in un tegamino,aggiungendoci i semi di vaniglia e coprendole di latte. A fiamma bassa e mescolando continuamente facciamo addensare la crema.


Iniziamo ora a preparare i pancakes riducendo in purea la banana e mezza. Mescoliamo il latte con l'uovo leggermente battuto, vi aggiungiamo la purea di banane, l'olio e con una frusta vi amalgamiamo la farina setacciata insieme al lievito, allo zucchero ed al bicarbonato. 


In una padella appena imburrata versiamo un cucchiaio e mezzo d'impasto per ogni pancake.


 Quando cominciano a formarsi delle bollicine sulla superficie lo giriamo. Dovranno essere bruniti entrambe i lati.





Quando abbiamo cotto tutti i pancakes cominciamo a farcirli con un cucchiaino di crema di banane.


Sovrapporreremo un altro pancakes e così via. L'ultimo pancake della porzione lo guarniremo con qualche rondella di banana, con altri frutti a piacere, annaffieremo abbondantemente di golden syrup e volendo daremo anche una spolverizzata di zucchero a velo.



La nostra golosa colazione è pronta e renderà sicuramente più gradevole l'inizio di giornata!!



Ricetta destinata ad Eloisa di "abc in cucina" che ospita la tappa in PNG dell'Abbecedario culinario europeo.

Alla prossima!!=^^=

lunedì 24 agosto 2015

Papuan banana cake con glassa al cioccolato


Di versioni della banana cake ce ne sono moltissime, ma se in un paese come la Papua Nuova Guinea la banana è una fonte primaria di cibo è naturale trovarla nella realizzazione di svariati piatti tra cui la squisita torta di banane.
Diversi banani selvatici sono endemici della Papua e sembra che la coltivazione delle banane risalga addirittura a 7.000 anni fa se non addirittura a 10.000 anni fa. 
Attualmente nelle coltivazioni e nei giardini sono coltivate centinaia di varietà di banane. 
Per questo dolce sono necessari pochi ingredienti, ma il risultato è squisito e con la glassa al cioccolato al sapore di cocco che lo ricopre è sicuramente una torta degna di una festa (ricordando che il cacao ed il cocco sono entrambe coltivati in Papua). 

Ingredienti (per una teglia di 20 cm di diametro)

Per la base 

  • 2 uova
  • 90 ml di olio di semi
  • 125 gr di zucchero semolato
  • 3 banane molto mature ridotte in purea
  • 225 gr di farina autolievitante (oppure a della normale farina 00 aggiungete 2 cucchiaini di lievito in polvere per dolci, 1/2 cucchiaino di bicarbonato di sodio ed un pizzico di sale)
  • 1 cucchiaino di bicarbonato di sodio
  • 80 ml di latte
  • 1 cucchiaino di vaniglia
Per la glassa al cioccolato
  • 130 gr di cioccolato semidolce
  • 120 ml di latte di cocco 
Cominciare a battere insieme l'olio, lo zucchero e la vaniglia.
Aggiungere un uovo per volta e quindi la purea di banane. 


Mescolare il bicarbonato con il latte ed aggiungerlo al composto alternandolo alla farina fino a che non sia ben amalgamato.



Versarlo nella teglia rivestita di carta da forno e far cuocere in forno preriscaldato a 180°C fino a che inserendoci uno stecchino non ne esca asciutto.



Mentre il dolce si raffredda prepariamo la glassa. Facciamo scaldare il latte di cocco (che io ahimé in vacanza non ho trovato e l'ho sostituito con del comune latte di mucca) e quando ha raggiunto il punto di ebollizione lo versiamo sul cioccolato che abbiamo tritato finemente.

Lasciamo raffreddare almeno una mezz'ora, quindi lo mescoliamo energicamente e versiamo la glassa sul dolce. 


Qui vi mostro la fetta con uno scatto rubato con il cellulare mentre ero a cena con i nostri parenti a cui è piaciuta moltissimo.



Anche questa ricetta è destinata ad Eloisa di "abc in cucina" che ospita la tappa in Papua Nuova Guinea dell'Abbecedario culinario mondiale.

Alla prossima!! =^^=


martedì 18 agosto 2015

Yam patties - le crocchette di patate della Papua Nuova Guinea



Da lunedì con la comitiva dell’Abbecedario culinario europeo siamo approdati in Papua Nuova Guinea, che è composta dalla parte orientale della Nuova Guinea, l’isola più grande al mondo dopo la Groenlandia, e da numerose isole che appartengono all'Arcipelago di Bismarck ed alle Isole Salomone. 
E' situata nell’emisfero australe a nord dell'Australia da cui dista appena un centinaio di chilometri. 
Attraverso i documentari di questo paese conoscevo solo le antichissime popolazioni  degli aborigeni, di cui si ignorava l’esistenza  fino alla seconda metà del secolo scorso. Tribù  che, come i nostri antenati dell’età della pietra, continuano a vivere  come cacciatori e raccoglitori nella fittissima foresta che ricopre in gran parte il paese.


Huli wigman delle Southern Highlands (foto da wikipedia di Nomadtales)

Mudman di Asaro nelle Eastern Highlands con la tipica maschera di argilla (foto da wikipedia di Jialiang Gao)

Stando a quello che affermano gli studiosi,  per salvaguardare il nostro pianeta ben presto dovremo riprendere le abitudini dei primi uomini, abbandonare l’allevamento di animali che necessitano di enormi quantità di acqua e cibo e tornare come gli aborigeni della Papua a cibarci di insetti: vermi del bambù, grilli, scorpioni, cavallette, come dimostrano le confezioni che si possono vedere ma non acquistare nel Future Food District o nell’ Exhibition Area di EXPO 2015 a Milano.

A parte le abitudini alimentari degli aborigeni della foresta, la cucina tradizionale locale si base comunque su ingredienti semplici, facilmente raccolti nella giungla o coltivati nei propri giardini: frutta tropicale, patate dolci, ortaggi vari,  farina ricavata dal cuore della palma di sagù per produrre pane e dolci, caffè e cacao.
La carne più consumata è quella di maiale, pollo ed agnello mentre sulla costa sono disponibili pesce fresco ed ottimi frutti di mare.

La prima ricetta che ho deciso di realizzare consiste in una sorta di crocchette che nella versione originale dovrebbero avere come ingrediente principale le patate dolci, ma poiché possono essere sostituite con patate comuni, taro, manioca o tapioca ho usato le comuni patate che qui in vacanza sono le sole che abbia trovato in commercio.

Ingredienti:

  • 3 tazze di patate cotte e ridotte in purea
  • 1 uovo
  • 2 cucchiaini di cipolla grattugiata
  • 2 cucchiaini di prezzemolo tritato
  • sale e pepe q.b.
  • farina con cui ripassare le crocchette
Mescolare in una ciotola tutti gli ingredienti tranne la farina.


Con l'impasto formare delle crocchette e ripassarle nella farina.


Far friggere in olio caldo e farle scolare su carta assorbente. 


Servirle accompagnate da insalata mista a pomodori, cipolla e cetriolo.


Sono veramente gustose e se realizzate in dimensioni più piccole possono costituire un gradevole finger food da utilizzare con l'aperitivo.

Ho trovato anche questa versione dolce dei tortini, realizzati con la patata dolce, lo zucchero e la cannella e cotti nel burro. Sicuramente sarà molto gradita ai bambini.



Questa ricetta è destinata ad Eloisa di "abc in cucina" che straordinariamente ospita la tappa in Papua Nuova Guinea dell'Abbecedario.

Alla prossima!! =^^=

sabato 15 agosto 2015

Korovai - Il pane rituale di nozze ed anniversari in Ucraina


Prima di lasciare l'Ucraina con la carovana dell'Abbecedario culinario mondiale ho voluto realizzare un pane dolce che è tipico dei matrimoni svolti in questo paese ma viene usato anche per anniversari o per le celebrazioni natalizie, il Korovai.
Questo pane è pieno di significati per il popolo ucraino fin dalla sua preparazione.
Per quello destinato ai matrimoni un tempo 7 donne felicemente sposate erano invitate a casa della sposa per preparare il Korovai. Queste donne, chiamate korovainytsiportavano gli ingredienti per prepararlo; ognuna portava una tazza di farina, 1 uovo, l'acqua di un pozzo e via dicendo.
Durante la realizzazione del Korovai eseguivano canti rituali che le guidavano nella sua preparazione e prima di essere introdotto nel forno il pane veniva benedetto.
Il Korovai può essere decorato con nastri di stoffa, fiori, oppure con simboli in pasta: riccioli, trecce, pigne, croci, sole, luna, albero della vita o uccelli. La coppia di uccelli sistemati sulla sommità rappresenta gli sposi, gli altri i vari parenti.
Normalmente si prepara un Korovai a più piani di cui l'ultimo rimane come ricordo agli sposi, oppure uno grande da consumare con gli ospiti ed uno piccolo per gli sposi che lo porteranno nella nuova casa come simbolo di buona fortuna e prosperità futura..
La ricetta che ho seguito prevedeva la realizzazione delle decorazioni con lo stesso impasto del pane, ma esteticamente sarebbe meglio seguire altre ricette (come questa) dove sono realizzate con un altro impasto non commestibile ma che mantiene inalterata la forma durante la cottura, a voi la scelta. Qui potrete anche vedere come realizzare le decorazioni. 
Personalmente, non dovendo realizzare il Korovai per un matrimonio, ho preferito che fosse tutto commestibile, ma in questo articolo potrete vedere quali sono le tradizioni e gli usi legati alle nozze ucraine veramente molto interessanti.
Di seguito vi riporto la ricetta nelle dosi necessarie alla realizzazione di un piccolo Korovai, ma anziché utilizzare una teglia da 20 cm di diametro come indicato nella ricetta originale vi suggerisco di utilizzarne una da 26 cm di diametro, questo eviterà che la treccia posta intorno al pane durante la cottura si schiacci come è successo a me.

Ingredienti: (da cuocere in una teglia da 26 cm di diametro)

  • 80 ml di latte evaporato 
  • 40 ml di acqua tiepida
  • 1/3 di cucchiaino di sale
  • 1 cucchiaio di zucchero (per far attivare il lievito disidratato)
  • 4,6 gr di lievito di birra disidratato
  • 430 gr di farina 00
  • 56 gr di burro fuso
  • 2 uova grandi battute
  • 42 gr di zucchero (io ne metterei anche un pò di più oppure 2 belle manciate di uva passa come ho letto in altre ricette)
  • 1/2 cucchiaino di estratto di vaniglia
  • 1/2 cucchiaino di essenza di rum
  • la scorza grattugiata di mezzo limone
  • 1/2 uovo mescolato con un goccio di latte per glassare il dolce
Se non doveste trovare in commercio il latte evaporato vi basterà mettere sul fuoco a fiamma bassissima 200 ml di latte intero e farlo sobbollire fino a che, evaporando parte dell'acqua, non si sarà ridotto del 60%.

Cominciamo a riattivare il lievito disidratato facendolo sciogliere in una ciotola con il latte evaporato, l'acqua tiepida ed il cucchiaio di zucchero fino a che non forma la schiuma.


A questo punto aggiungiamo metà della farina (215 gr) dopo averla setacciata ed il sale. Formiamo un composto liscio e lasciamo lievitare coperto con pellicola in luogo tiepido fino a farne raddoppiare il volume.



Quando sarà raddoppiato a parte montiamo le uova con lo zucchero unendovi la vaniglia, il rum e la scorza grattugiata di limone.

Riprendiamo il primo impasto lievitato, vi aggiungiamo il resto della farina, le uova battute con lo zucchero ed il burro fuso e lavoriamo l'impasto per 15 minuti.




Lo facciamo quindi riposare coperto per 5 minuti e poi lo lavoriamo ancora alcuni minuti sul piano infarinato.

Suddividiamo l'impasto in 2 parti di cui una di 1/3 del peso dell'altra.



Con la parte più grande formiamo una palla da posizionare al centro della teglia imburrata e infarinata o ricoperta di carta da forno come ho fatto io.

Dall'altra parte d'impasto ne preleviamo circa 45 gr per fare i 2 uccellini e con il resto formiamo una treccia che posizioneremo intorno alla torta centrale e due spighe stilizzate, mentre posizioneremo i 2 uccellini sulla sommità della torta.

Facciamo nuovamente riposare la torta coperta in luogo caldo per 30 minuti e poi la glassiamo con l'uovo misto a latte.




Facciamo cuocere nel forno preriscaldato 15 minuti a 180°C e poi altri 30 minuti a 160°C.

Glassiamo nuovamente tutto il korovai con l'uovo misto a latte e lo lasciamo nel forno caldo ma spento perché diventi brunito. Nel mio forno elettrico ho dovuto passarlo alcuni minuti sotto al grill.


Con un pò di uva passa nell'impasto (ma non in quello destinato alle decorazioni) sicuramente sarà ancora più saporito.




Con quest'ultima ricetta, destinata a Stefania di "BigShade" lascio a malincuore questo paese che mi ha sorpreso per le sue ricette e per le sue tradizioni.

Alla prossima ricetta ed alla prossima tappa dell'Abbecedario!! =^^=

mercoledì 12 agosto 2015

Solozhenik alle mele e mirtilli



Le vacanze possono fermare l’Abbecedario culinario mondiale? Giammai! ;-)
Anche sul lago Trasimeno, tra i campi ancora color oro per i girasoli tardivi, ho voluto realizzare una ricetta ucraina che mi piaceva.
Tra l’altro l’Ucraina è tra i più grandi coltivatori di girasoli e quindi quale cornice migliore per questo dolce?
Solozhenik è  un dolce composto da crèpes sovrapposte farcite con frutta (mele, ciliegie, prugne) o con confettura o anche i semi di papavero e ricoperto di meringa.

Ingredienti: 

Per le crèpes
  • 150 gr di farina 00
  • 100 gr di burro a temperatura ambiente
  • 50 gr di zucchero
  • 3 tuorli d'uovo
  • 100 gr di crema di latte
  • 100 ml di latte
  • la scorza grattugiata di mezzo limone
Per il ripieno 
  • 3 mele
  • 50 gr di burro
  • 1/2 cucchiaino di cannella in polvere
  • 180 gr di confettura di mirtilli
Per la meringa
  • 3 albumi d'uovo
  • 70 gr di zucchero
Frutti di bosco a piacere per guarnire (io mortilli)

Iniziamo a preparare le crèpes montando con le fruste elettriche il burro con lo zucchero, aggiungiamo i tuorli, la scorza di limone, la crema di latte appena tiepida ed il latte.
Per ultima aggiungiamo sempre con le fruste la farina setacciata.
Dovremo avere un composto liquido, nel mio caso per raggiungere la giusta densità ho dovuto aggiungere ancora un pò di latte.
Riscaldiamo una padella antiaderente sporcandola la prima volta con pochissimo burro e cuociamo le crèpes che nel solozhenik non debbono essere mai meno di tre. Dovremo fare molta attenzione nel girarle perché sono molto più delicate delle normali crèpes, infatti ne avevo preparate 8 ma una si è irreparabilmente rotta e quindi ho avuto solo 7 strati.
Mettiamole da parte.


Prepariamo ora le mele per il ripieno. Dopo averle sbucciate le tagliamo a tocchettini e le facciamo ammorbidire in una padella con il burro e con la cannella.


Mentre le mele si intiepidiscono prepariamo la meringa montando con le fruste elettriche gli albumi con lo zucchero fino ad averli spumosi e lucidi.

Cominciamo quindi a montare il dolce su un piatto che possa andare in forno o sotto il grill.

Disponiamo una crèpe per volta e la farciamo con un pò di mele e qualche cucchiaino di confettura di mirtilli, procedendo così fino ad aver sovrapposto tutte le crèpes ma lasciando l'ultima senza nulla sopra.


Con l'aiuto di un cucchiaio disponiamo la meringa a coprire tutto il dolce.


Mettiamo ora nel forno a 200° o sotto il grill fino a che la meringa non abbia raggiunto un bel colore brunito. Internamente la meringa dovrà rimanere comunque morbida.


Per finire guarniamo con qualche mirtillo passato in padella con poco zucchero e qualche cucchiaio d'acqua perché formino uno sciroppo.


Vi assicuro che è buonissimo, io ho aspettato che si freddasse ma loro lo mangiano anche caldo!!



Ricetta destinata a Stefania di "BigShade" che ospita la tappa ucraina dell'Abbecedario.

Alla prossima!! =^^= 

domenica 2 agosto 2015

Varenyky con ripieno di patate e formaggio ... e pranziamo alla ucraina


Siamo ancora in Ucraina con la carovana dell'ABC ed io sono andata a caccia di altre tradizioni del paese.

La tradizione delle uova decorate

Questa delle uova decorate per la Pasqua, i "pysanky", mi è piaciuta tanto.
Gli ucraini dei Carpazi che vivono nell'Ucraina Occidentale credono che il destino del mondo sia legato al pysanka poichè li protegge dal male che è rappresentato sotto forma di un mostro, chiamato Pekun, che vive incatenato ad una rupe. Se gli uomini fanno meno pysanky le sue catene si sciolgono ed il mostro può vagabondare sulla terra portando dolore e distruzione, se invece sono fatti più pysanky dell'anno prima le catene trattengono saldamente il mostro e per un altro anno il bene trionfa sul male.
Anche secondo il cristianesimo le uova decorate rappresentano la protezione di Dio.
I pysanky destinati alle persone più anziane hanno moltissimi disegni e colori più scuri perché la loro vita è piena di esperienze, mentre quelli destinati ai giovani hanno come colore predominante il bianco in quanto la loro vita è ancora come una pagina bianca su cui scrivere.
Superstizione simpatica, i pysanky che le ragazze fanno per i propri fidanzati non debbono avere le due estremità senza disegni altrimenti i ragazzi presto diventeranno calvi!!


Pyrogy ucraini moderni e tradizionali (foto da wikipedia di Lubap)

Ho trovato questo video in cui si può vedere passo dopo passo come nasce un pysanka.

                 
Ed ora veniamo alla ricetta.
Ogni promessa è debito...vi avevo promesso che avrei provato i ravioli ucraini nella versione salata ed oggi che è domenica li ho voluti fare.
Ho seguito la ricetta del ripieno più classico, quello con patate e formaggio, ed ho condito i varenyky con pancetta, cipolla e burro.
Confesso che ognuno nel proprio piatto ha cosparso i propri ravioli con una generosa cascata di parmigiano grattugiato al momento ma ci sta troppo bene. 

Non dico che fossi prevenuta, ma qualche timore sul successo di questo piatto in famiglia lo avevo, invece sono piaciuti tantissimo.

Ingredienti (per circa 70 varenyky):

Per la pasta 

Vi rimando alla ricetta dei varenyky dolci, questa.


Per il ripieno

  • 5 patate medie
  • 250 gr di mozzarella o fior di latte finemente triturato
  • 120 gr di formaggio cremoso tipo Philadelphia
  • 2 cucchiai di burro 
  • 2 cucchiai di pecorino grattugiato (questo aggiunto da me)
  • sale e pepe macinato q.b.
Per condire
  • 1/2 cipolla tagliata a cubettini
  • 125 gr di pancetta a cubettini
  • 4 cucchiai di burro

Cominciamo a preparare il ripieno.
Facciamo cuocere le patate (io con la buccia) in abbondante acqua salata. Una volta cotte le scoliamo, le peliamo e le schiacciamo in una ciotola dove aggiungeremo anche il burro che si fonderà.
Lasciamo raffreddare le patate schiacciate ed una volta fredde vi amalgamiamo i formaggi, il sale ed il pepe.
In una ricetta usavano formaggio americano, di quello che usano per i cheeseburger, ma io ho preferito del formaggio italiano.
Ho trovato anche qualche ricetta in cui aggiungono della cipolla tritata e fatta appassire in poco burro, credo ci stia proprio bene, la prossima volta proverò.


Mettiamo in frigorifero.

Mentre facciamo riposare il ripieno cominciamo a preparare la pasta che dopo il riposo di 15 minuti stendiamo e tagliamo con il coppapasta ricoprendola con un tovagliolo perché non secchi.
Con il ripieno formiamo delle palline che metteremo al centro di ogni cerchio, allunghiamo la pallina di ripieno e chiudiamo prima i bordi del raviolo pressandoli bene e poi con la classica chiusura pizziccata.




A questo punto li disponiamo su un vassoio cosparso di semola di grano duro, e se vogliamo congelarli possiamo farlo con tutto il vassoio e poi li mettiamo in un sacchetto per il freezer.



Se li dobbiamo cucinare subito li copriamo con un tovagliolo fino a che non bollirà l'acqua salata.


In questo vassoio tra i ravioli ucraini c'è un intruso, già, ho voluto provare a chiudere un raviolo a forma di culurgione sardo che ha un ripieno simile. Come prima volta non mi posso lamentare, non si è aperto durante la cottura...presto culurgiones ogliastrini!!
;-)

Nel frattempo in una padella facciamo colorire i cubetti di pancetta, vi aggiungiamo il burro e la cipolla tagliata anch'essa a cubetti fino a che questa non sarà imbiondita.



A 10 per volta immergiamo i varenyky nell'acqua bollente, li mescoliamo delicatamente con un cucchiaio di legno e quando vengono a galla li facciamo cuocere per 2 minuti. Li scoliamo e disponiamo sul piatto da portata.

Una volta cotti tutti i ravioli li irroriamo con il burro e vi cospargiamo la cipolla e la pancetta.


Noi abbiamo spolverizzato ogni porzione di varenyky con del parmigiano reggiano appena grattugiato e sono convinta che gli ucraini ci imiterebbero. Sono buonissimi!!!



Questa ricetta si unisce alle altre raccolte da Stefania di "BigShade" per la tappa ucraina dell'Abbecedario culinario mondiale.

Alla prossima!! =^^=