sabato 19 aprile 2014

La Brazadela bolognese della Spisni per Pasqua


Le ricette della Spisni sanno sempre di casa, di tradizione, di buono.
Questo dolce, chiamato anche "ciambella dura", che ha realizzato a "La prova del cuoco" è tipico del suo territorio,  l'Emilia- Romagna (senza voler innescare discussioni campanilistiche), quando i dolci erano un lusso destinato alle occasioni speciali ed alle feste religiose.
La sua storia è antica, sembra risalga al 1250, ed il nome Brazadela deriva dal fatto che veniva servita nelle osterie infilata nel braccio destro, mentre con il sinistro si versava il vino.
Già perché doveva essere "tocciata" nel vino, magari un buon lambrusco, ma veniva anche regalata dal padrino o dalla madrina ai bambini che facevano la Cresima. Venivano preparate 7 o 8 ciambelle di grandezza decrescente, si impilavano e si legavano con un nastro.
Con la glassatura che ha proposto la Spisni diventa un dolce di Pasqua, come ha affermato la straordinaria "maestra", ed io così la ripropongo, con l'unica aggiunta di gocce di cioccolato nell'impasto.

Ingredienti:

  • 350 gr di farina
  • 100 gr di zucchero
  • 1 bicchiere di latte
  • 60 gr di burro
  • 1 uovo intero
  • 10 gr di lievito per dolci
  • la scorza grattugiata di un limone
Per la glassatura
  • 1 albume d'uovo
  • 75 gr di mandorle tritate finemente (che io non avevo)
  • 130 gr di zucchero semolato
Per guarnire
  • mandorle intere
  • granella di zucchero
Sostanzialmente si lavora come una frolla, cercando di non usare troppo le mani ma impastando con un tarocco.

Si lascia sciogliere nel latte caldo il burro e si fa poi freddare il tutto.
In una ciotola si versa la farina, al centro l'uovo, lo zucchero, la scorza grattugiata del limone, il lievito e per ultimo il latte con il burro sciolto.
Si amalgama rapidamente e poi sul tavolo infarinato si lavora il minimo perché tutto sia omogeneo.
Si allarga l'impasto ad uno spessore di 1,5 cm, vi si spargono le gocce di cioccolato o volendo della confettura a piacere, si arrotola l'impasto e si dispone a ciambella in uno stampo ben imburrato ed infarinato.



Si cosparge la superficie con la glassatura ottenuta semplicemente amalgamando l'albume con lo zucchero e la farina di mandorle.


Si versano sopra la granella di zucchero e le mandorle intere e via nel forno già caldo a 160° per circa 50 minuti.


Io, passati i 50 minuti, ho fatto dorare la brazadela pochi minuti sotto il grill.


Ha il sapore delle cose buone e semplici che si facevano in casa con amore.


Per la Pasqua o per una sana colazione o da "tocciare" nel vino a merenda sarà perfetta!!!

giovedì 17 aprile 2014

Dentelles di Bruges - i merletti dolci del Belgio





La ricetta di questi biscotti l'ho scovata per caso.
Cercando immagini dei famosi merletti belgi sotto la voce "dentelle" ho trovato anche queste cialde particolari che si chiamano "dentelles di Bruges", appunto "merletti di Bruges". 

Fin dalle prime immagini che ho visto sul web questa città mi ha affascinato.
Saranno i canali, chiamati "Reien",  che attraversano un centro storico medievale perfettamente conservato avendo resistito indenne a guerre e grandi incendi e che con la neve si trasforma in un villaggio incantato, saranno le vecchie case che già richiamano l'architettura tipica di Olanda e Germania ed i monumenti in stile gotico, ma Bruges è veramente un gioiello e dal 2000 è patrimonio mondiale tutelato dall'UNESCO.  
Bruges è situata nell'estremo nord-ovest del paese,  è la capitale della provincia delle Fiandre occidentali nella Regione Fiamminga del Belgio.
Il Belfort, la torre civica risalente al XIII secolo con carillon formato da 47 campane (foto da wikipedia di Tbc)
Scorcio del Markt (foto da wikipedia di Redlands597198)
Scorcio del Markt - piazza del mercato (foto da wikipedia di Michielverbeek)
Mulino ad est di Bruges  (foto da wikipedia di ZiYouXunLu)

Vista del canale da Rozenhoedkaai ( foto da wikipedia di Jean-Christophe BENOIST)
Il ponte Bonifacius (foto da wikipedia di Jean-Pol GRANDMONT)
Vista del  canale Groenerei  ( foto da wikipedia di Jean-Christophe BENOIST)
Tetti delle case del centro storico (foto da wikipedia  di  MJJR)

Come in tutte le Fiandre anche a Bruges il ricamo con la bobina (la dentelle de Bruges) è una tradizione che risale alla metà del XVI° secolo; mani esperte creano da fili che si incrociano dei disegni impalpabili, anche se sono sempre più rari e giustamente costosi rispetto a quelli realizzati a macchina.

Preziosi pizzi antichi di Bruges (foto da wikipedia di Carolus)

Pochissimi ingredienti per realizzare queste cialde leggerissime come merletti che nella versione olandese si chiamano "Kletskoppen".: zucchero, burro, farina e per chi piace della cannella, eppure il primo tentativo è stato disastroso.
Del merletto le mie cialde non avevano proprio nulla, ho quindi cercato altre ricette (cosa non facile, ho dovuto consultare anche quelle olandesi per confrontarle) ed ho scoperto che usavano la metà della farina rispetto alle quantità di zucchero e burro.
Secondo tentativo dunque, anche perché potevo arrendermi davanti a tre miseri ingredienti più una spezia?? Mai!!! ;-)
Nelle due ricette belghe usano lo zucchero di canna, mentre in Olanda (dove si chiamano "klestkoppen") il normale zucchero semolato ma arricchiscono l'impasto di farina di mandorle o frutta secca tritata.
Ma veniamo alla ricetta di una semplicità disarmante (che però non esime da disastri clamorosi) !!


Ingredienti:

  • 200 gr di burro morbido
  • 200 gr di zucchero di canna
  • 100 gr di farina
  • 1/2 cucchiaino di cannella in polvere
  • 15 ml di acqua

Accendere il forno a 180°.

Mescolare in una ciotola tutti gli ingredienti con una forchetta e posizionare l'impasto a cucchiaini molto distanziati tra di loro su una placca rivestita di carta da forno, dovrebbero entrarcene circa 9 cucchiaini, in fase di cottura si allargheranno molto.




Cuocere a 180° in forno già caldo per circa 8 minuti, fino a quando si scioglieranno ed inizieranno a formare piccole bolle.




Una volta cotte farle freddare sulla teglia e staccarle delicatamente con una spatola.
Ecco perchè si chiama "dentelle", non sembra un pizzo?
Prima che siano completamente fredde potete anche avvolgerle intorno al manico di un cucchiaio di legno. 



Sono ottime accompagnate da un gelato e della frutta fresca o da una crema, sarà gradevole il contrasto tra il morbido del gelato, della crema e la frutta ed il croccante della cialda.

Ho guardato attentamente le foto sul web ed anche le altre dentelles risultano oleose come le mie, ma la prossima volta voglio provare a diminuire il burro di poco meno della metà, vedremo come verranno!!

NOTA: Ho scoperto perché debbono essere lucide. Sapete "klestkoppen" in olandese cosa vuol dire??? "Testa lucida di una persona calva" ^-^ ............. e quindi che lucide siano.

P.S. Se volete dare una forma precisa alle cialde basta mettere una formina di metallo per biscotti intorno ad ogni mucchietto d'impasto, otterrete delle cialde graziose, specialmente quelle a cuore. 



Anche questa ricetta si unisce alle altre raccolte da Martissima di "mangiare è un pò come viaggiare" che ospita la tappa belga dell'Abbecedario culinario europeo.