sabato 25 ottobre 2014

Primo raduno dell'Abbecedario culinario - Bologna 18 ottobre 2014



Foto di Armonia Paleo
Era gennaio 2013 quando ho conosciuto, grazie al blog di  Tamara "Un pezzo della mia maremma", l'iniziativa di Eloisa (Aiù) della "Trattoria MuVarA" di girare con l'Abbecedario culinario l'Europa alla ricerca dei piatti tipici di ogni nazione visitata.
Prima aveva lanciato altre due iniziative, l'Abbecedario dalla A alla Z e  l'Abbecedario della cucina italiana che io, ahimé, non avevo ancora scoperto.
Faccio quindi parte del gruppo di viaggiatori solo dal gennaio 2013, ma quando abbiamo concluso la nostra avventura in Europa a luglio scorso abbiamo lanciato  ad Eloisa l'idea di continuare il viaggio e magari anche di conoscerci di persona.
Detto fatto Eloisa ci ha organizzato il primo raduno dell'Abbecedario in corrispondenza dell'inizio della nuova avventura gastronomica in giro per il mondo.
E sabato scorso 18 ottobre ci siamo finalmente incontrati a Bologna, città eletta a maggioranza per comodità.

La giornata tanto attesa è iniziata incontrando "Un pezzo della mia maremma" e partendo insieme da Roma.
E' stato bello riconoscerla mentre scendeva le scale ed abbracciarci come se si rivedesse una vecchia amica.
Durante il viaggio in treno, con posti distanti, non  abbiamo potuto iniziare le nostre chiacchiere, ma appena arrivate a Bologna abbiamo recuperato.
Scambiandoci idee sul mondo dei food bloggers e cercando di ricordare come ci fossimo conosciute (mistero non ancora svelato) ci siamo avviate dalla stazione verso Piazza Maggiore dov'era l'incontro.
Quando siamo quasi giunte sulla piazza la domanda che ci è venuta spontanea è stata:
- Davanti a quale lato della fontana del Nettuno si saranno raggruppati, lato A o lato B della statua??- come aveva domandato "Gata da plar"!!
Ridendo ci siamo avvicinate ed abbiamo visto un gruppetto di persone che si abbracciavano sotto un fianco della statua, tanto per contentare tutti!!
Erano loro, abbracci e  sorrisi - Tu sei................io sono..............- e così fino a che non siamo arrivati tutti.
L'emozione di dare un volto, una voce, uno sguardo a quelle persone che da tempo si scambiavano ricette era tanta.
Forse per qualcuno c'era anche un pò d'imbarazzo, ma la simpatia travolgente degli altri ha fatto svanire la timidezza.

Indisciplinati come un branco di scolaretti è stata un'impresa farci alcune foto sotto il lato B del Nettuno, mentre i passanti incuriositi ci guardavano (forse per il cappello da cuoco o il  naso rosso da clown che alcuni di noi avevano messo?).
Un pò alla spicciolata ci siamo mossi verso il ristorantino in via de' Giudei, nel vecchio ghetto ebraico, dando un rapido sguardo alle bellezze della città.


Foto di Gata da plar
Foto di Gata da plar


Foto di Gata da plar

Antichi portici in Piazza della Mercanzia (foto wikimedia di mammamia)


I regali che alcune di loro ci avevano confezionato disposti come segnaposto, le torte stupende preparate da "Torte e dintorni" e da

"Un pezzo della mia maremma", un'atmosfera allegra e piena di calore, quello stesso calore che già si intuiva dalle pagine dei nostri blog, dai commenti alle ricette che ognuno postava.









Foto di Trattoria MuVarA
Sulla strada del ritorno da brave appassionate del cibo una capatina in un noto negozio di casalinghi dove parecchie di noi si sono lanciate alla ricerca della "caccavella mancante", ma poteva essere altrimenti??  ^-^


Foto di Trattoria MuVarA
Tutto come immaginavo, ognuno di noi con le proprie problematiche, le proprie incertezze o le proprie certezze, i sogni, i desideri, ognuno diverso ma complementare agli altri, proprio come le lettere dell'alfabeto che insieme riescono a formare tutte le parole.

Un unico rammarico, che il poco tempo a disposizione sia volato troppo in fretta. 
Avrei voluto parlare di più con tutti, ma ci siamo lasciati con la promessa di organizzare il prossimo raduno in un luogo dove poter cucinare tutti insieme perché condividere le ricette attraverso i blog è bellissimo, ma vuoi mettere stare insieme davanti ai fornelli? Tutta un'altra cosa.

E' stata una giornata speciale come speciali sono le persone che ho conosciuto, a presto cari nuovi amici !

E non poteva mancare la ricetta delle crescentine realizzate con la tigelliera acquistata a Bologna, ricetta volutamente diversa da quella di Tamara di "Un pezzo della mia maremma" per trovare la "ricetta perfetta".




Ingredienti:

  • 500 gr di farina 00
  • 1 bustina di lievito di birra disidratato
  • un pizzico di zucchero
  • 50 gr di burro morbido
  • 200 ml di latte tiepido
  • 100 ml di acqua tiepida
  • 1 cucchiaino di sale
Far sciogliere il lievito nell'acqua tiepida con lo zucchero.
In una ciotola versare la farina, fare un incavo nel centro e versarvi il latte tiepido, il lievito sciolto nell'acqua con lo zucchero, mentre il sale viene sparso sulla farina. 
Dopo aver amalgamato gli ingredienti versare il composto nella planetaria e far lavorare con il gancio l'impasto fino a che non risulta ben liscio ed omogeneo.
Lasciar lievitare in un recipiente chiuso con la pellicola in luogo tiepido per circa due ore.



Riprendere l'impasto già lievitato, lavorarlo un pò a mano sul piano di lavoro, creare circa 21 palline e far lievitare coperte ancora mezz'ora.


Mettere la tigelliera a scaldare sul fuoco 3 minuti per parte, disporvi le palline di impasto e far cuocere a fiamma bassa 5 minuti da un lato e 2-3 minuti dall'altro.
Servirle calde con salumi o formaggi, o con il pesto modenese (lardo macinato con aglio e rosmarino).




Alla prossima!!

venerdì 24 ottobre 2014

Koko araisa - il cibo che sa di buono , di ricordi, di coccole, di casa dalle Samoa


Negli Stati Uniti negli anni '70 hanno coniato il termine "comfort food", che nella nostra lingua potrebbe essere definito il cibo che ci ricorda l'infanzia, il calore di casa, le coccole della mamma, che ci fa stare bene.
Questa ricetta di Samoa sembra sia proprio questo.
Nei vari blogs samoani tutti parlano del "koko araisa" come di un piatto che ricorda la casa, la famiglia, i pomeriggi con i cuginetti al rientro da scuola.

E' un piatto che inaspettatamente mi ha fatto tornare alla mente l'abitudine che aveva mia madre, nelle giornate più fredde, di farsi una minestra di riso cotto nel latte con lo zucchero.
Ricordo che guardavo quella minestra dolce con sospetto senza volerla assaggiare e lei mi diceva che gliela preparava spesso la mamma quando lei ed i suoi fratelli erano piccoli.
Strano come a tanti chilometri di distanza un cibo simile possa avere la stessa carica di ricordi e di sentimenti.

Si tratta di una zuppa di riso cotto in acqua e a cui viene aggiunto del latte di cocco, lo zucchero, il famoso Koko samoa di cui vi ho già parlato qui ed una foglia di arancio chiamata laumoli.

Non viene specificato il tipo di riso utilizzato, sembra vada bene qualunque tipo, al posto del latte di cocco può essere utilizzato del comune latte di mucca o quello che preferite, potete sostituire il koko samoa con del buon cacao in polvere amaro, mentre la foglia di arancio può essere sostituita con della scorza d'arancia o dell'essenza di arancia (visto che serve solo per dare profumo alla preparazione).

Vi riporto di seguito gli ingredienti, tenendo conto che una tazza (cup) corrisponde alla capacità di 250 ml.



Ingredienti per il koko araisa (proporzioni da reggimento):

  • 3 cups di riso
  • 6 cups di acqua
  • 2 cups di latte di cocco (o latte evaporato o comune latte)
  • 1 cup di zucchero semolato
  • 1 cup di cacao amaro in polvere o Koko samoa
  • 1 foglia di arancio (laumoli)
In una pentola capiente versare l'acqua ed il riso.
Mettere sul fuoco insieme alla foglia di arancio che toglieremo alla fine.



A metà cottura aggiungiamo il latte di cocco, lo zucchero ed il cacao sciolto con un pò d'acqua perché non formi grumi.



Portare a cottura il riso.



Potete mangiarlo caldo ma sembra che anche freddo sia buonissimo (dovrebbe diventare una specie di budino).

Tenete presente che con queste dosi ci fanno colazione o merenda una frotta di bambini, con 1/2 tazza di riso e tutti gli altri ingredienti in quantità proporzionate a me è venuta quella tazzona di koko araisa che basterebbe per 4 persone.

Sicuramente una colazione o una merenda ricca per un bambino, meglio di tante merendine confezionate, e poi non vi ricorda una di quelle tazze di latte e riso soffiato al cioccolato che ora sono tanto di moda? ^-^

Con questa ricetta chiudo la mia raccolta samoana per l'Abbecedario culinario mondiale che fa capo a Martissima di "Mangiare è un pò come viaggiare"!



Prepariamo i bagagli per la partenza, da lunedì prossimo saremo in India.