venerdì 4 gennaio 2019

Rosolio di Portogallo di Pellegrino Artusi per il Menù lib(e)ro


Eccoci giunti al 18° ed ultimo appuntamento del nostro menù ideale creato seguendo ricette tratte da libri, sia appena acquistati oppure un po' dimenticati sugli scaffali ... e chissà quale altro viaggio gastronomico si inventeranno le nostre amiche Eloisa e Marta!
Questa volta a guidare la brigata è Brii del blog "briggishome".



Concluderemo questa nostra ricerca con i liquori ed i digestivi ed io mi sono nuovamente affidata al libro di Pellegrino Artusi "La Scienza in cucina e l'Arte di mangiar bene" che fu pubblicata nel 1897, Salani Editore di Firenze.



La scelta è caduta sul "Rosolio di Portogallo" ma confesso di non sapere che in Campania l'arancia fosse chiamata Portogallo e a quanto ho letto sembra che derivi dalla parola greca "portokalòs" che significa appunto arancia.
Ogni volta che ho letto questa ricetta nel libro dell'Artusi mi sono tornati alla mente i racconti di mia madre. Quando i miei nonni con tutta la famiglia vivevano ancora a Palermo, mia nonna aveva l'abitudine di preparare il rosolio ed i liquori più alcolici con i meravigliosi agrumi della loro Sicilia. Non a caso fin dal Cinquecento in Sicilia era consuetudine preparare in casa il rosolio per offrirlo agli ospiti.  Benché sia più diffuso nel sud del nostro paese sono noti anche quello prodotto in Piemonte (che ha ottenuto il riconoscimento di prodotto agroalimentare tradizionale) ed in provincia di Bologna (San Giovanni in Persiceto).
Si può realizzare con petali di rosa, agrumi, caffè, gelso, visciole, fichi d'india, fragoline, erbe aromatiche o spezie.
La parola "rosolio" ha origine dal tardo latino "ros solis", ovvero rugiada del sole, quasi sicuramente per le sfumature che può avere questa soluzione liquorosa. 
Moderatamente alcolico e dolce il rosolio è stato da sempre preferito dalle signore ma dalla metà del secolo scorso è stato pian pano soppiantato da liquori più alcolici. Ultimamente però un italiano trapiantato nel Regno Unito sta riscuotendo un notevole successo con un rosolio di bergamotto prodotto con questo agrume proveniente dalla Costiera Amalfitana. 



Potrebbe interessarti: http://www.napolitoday.it/cronaca/purtuallo-arancia-origine-termine.html
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Ingredienti:

  • 650 gr di zucchero finissimo
  • 360 gr di acqua
  • 250 gr di alcool a 36°   (composto da 91 gr di alcool a 96° e                            159 gr di acqua)
  • una piccola presa di zafferano
  • 1 arancia non trattata
Dopo aver lavato bene l'arancia, rigorosamente non trattata, prelevatene la buccia con un pela patate cercando di evitare l'albedo (la parte bianca).
Ponete la buccia in un contenitore di vetro piuttosto capiente e copritela con l'alcool a 36°, coprite il contenitore con una garza e lasciatela in infusione per tre giorni affinché le scorze d'arancia rilascino tutte le loro essenze.
Trascorsi i tre giorni versate nell'acqua lo zucchero e mescolate fino a che sia perfettamente disciolto.
Versate quindi lo sciroppo ottenuto nel contenitore dove sono state in infusione le bucce con l'alcool e lasciate riposare l'infusione altri otto giorni al buio. 
Trascorsi gli otto giorni versate il rosolio nelle bottiglie filtrandolo attraverso una garza.


Io ho seguito esattamente la ricetta, ma se a voi la quantità di zucchero sembra troppa potete diminuirla un po'. 
Alla prossima avventura gastronomica! =^-^=

venerdì 28 dicembre 2018

Baci di Babbo Natale



Questi dolcetti li ho scoperti nella puntata natalizia del programma Geo & Geo dove erano ospiti Alessandra Bazzocchi e Roberto Casamenti, i quali gestiscono l'osteria "la Campanara" nel borgo medioevale di Pianetto di Galeata (Forlì-Cesena) in quella che viene chiamata la Romagna toscana.
Sono una via di mezzo tra i baci di dama e le pesche dolci romagnole, ma con una farcitura di confettura di castagne, frutti tipici dell'appennino tosco-romagnolo.
Ora non so se sia una loro libera interpretazione di qualche dolce esistente o effettivamente siano tipici del luogo ma li ho trovati deliziosi e li ho voluti rifare.
Sono semplicissimi da realizzare e con il loro colore faranno sicuramente allegria sulla tavola delle feste.
Potrete sostituire la confettura di castagne del ripieno con della crema di nocciole o con della confettura che più vi piace, io per esempio li ho provati anche con quella di frutti di bosco.




Ingredienti: (per 25 baci di Babbo Natale)

Per i biscotti 


  • 300 gr di farina 00
  • 120 gr di zucchero semolato
  • 45 gr di alchermes
  • 1 uovo intero
  • 100 gr di burro a temperatura ambiente
  • 6 gr di lievito in polvere per dolci

Per farcire 
  • confettura di castagne

Per rivestire i biscotti prima di cuocerli
  • zucchero semolato
  • zucchero a velo
Iniziate ad amalgamare in una ciotola il burro a temperatura ambiente con lo zucchero semolato, aggiungete quindi l'uovo intero e l'alchermes, amalgamate ancora e per ultima aggiungete la farina setacciata con il lievito.
Finite di amalgamare sul piano di lavoro, quindi avvolgete l'impasto ben liscio con della pellicola e fatelo riposare in frigorifero per 1 ora.
Trascorso il riposo riprendete l'impasto, ricavate tante palline da 12 gr ciascuna ed arrotolatele prima nello zucchero semolato e poi nello zucchero a velo in modo che ne siano ben ricoperte.
Ponetele su teglie rivestire di carta da forno distanziate tra loro e fate cuocere in forno preriscaldato a 170°C per 12 minuti.
I biscotti non dovranno colorire.
Fate raffreddare i biscottini ottenuti senza toccarli visto che rimangono morbidi. Una volta freddi farciteli con la confettura unendoli due a due per formare i baci.
Disponeteli nei pirottini e...i baci di Babbo Natale sono pronti.

Buone Feste a tutti!!     =^-^=