martedì 27 febbraio 2018

Pan d'arancia siciliano



Il pan d'arancia è un dolce siciliano che come dice il nome racchiude tutto il profumo ed il sapore delle meravigliose arance di Sicilia che sono presenti con il succo, la scorza ed i canditi di questi agrumi.
A dirla tutta l'avevo già fatto un'altra volta frullando le arance intere come dice la maggior parte delle ricette in rete, ma il sapore amarognolo data dall'albedo, la parte spugnosa bianca sotto la scorza, ai miei non era piaciuto.
Nonostante abbia annoverato tutte le proprietà che ha questa parte in effetti poco appetibile (combatte il colesterolo e la cellulite, 
svolge un'azione preventiva contro i tumori e tante altre) il suo sapore ai miei proprio non va giù.
Dal momento che avevo delle arance che provengono da un giardino in cui non utilizzano alcun tipo di prodotto ho voluto cercare nuovamente una ricetta che però non prevedesse di frullarle intere e questa volta sono stata fortunata.
Nel blog di Stefania ho trovato la ricetta che ha avuto dal pasticcere palermitano Giovanni Cappello e che al posto delle arance frullate intere utilizza il succo, la scorza grattugiata e la pasta d'arancia che io avevo fatto in casa. 
Questa volta non avevo la farina di mandorle prevista e l'ho sostituita con altra farina, ma la prossima seguirò la ricetta alla lettera.

Ingredienti: (per uno stampo da Gugelhupf da 21 cm di diametro) 


  • 125 gr di burro morbido
  • 150 gr di farina di mandorle (che io ho sostituito con 150 gr di farina 00)
  • 100 gr di tuorli d'uovo
  • 37 gr di zucchero semolato
  • 25 gr di pasta d'arancia (di cui sotto indico la ricetta)
  • 25 gr di succo d'arancia
  • la scorza grattugiata di 1 arancia non trattata
  • 150 gr di albumi
  • 125 gr di zucchero semolato
  • 175 gr di farina 00
  • 1 bustina di lievito per dolci
Per la pasta d'arancia (di Montersino)

  • 45 gr di polpa e succo di arancia 
  • 30 gr di scorza d'arancia (senza la parte bianca)
  • 50 gr di glucosio o miele
  • 80 gr di zucchero a velo
  • 100 gr di zucchero semolato
Per prima cosa preparate la pasta d'arancia che con le quantità di ingredienti indicate vi potrà servire anche per altre preparazioni, come altri lievitati o creme. Visto il periodo sarà perfetta per arricchire l'impasto delle colombe pasquali.

Dovete togliere tutta la scorza dell'arancia con un pelapatate evitando accuratamente l'albedo (la parte bianca sottostante che è amaro), quindi eliminate i semi e mettete sia la polpa che le scorze, i due tipi di zucchero ed il glucosio (o il miele) nel mixer, quindi frullate fino ad ottenere un pasta cremosa. La vostra pasta d'arancia è pronta. Potrete conservarla in frigorifero in un vasetto sterilizzato. Allo stesso modo sostituendo i limoni alle arance otterrete la pasta di limone. 


Una volta pronta la pasta d'arancia potete iniziare la preparazione del dolce. Nella ricetta ne sono previsti solo 25 gr, ma la prossima volta vorrei provare a raddoppiare la dose togliendo 25 gr di zucchero previsti nella ricetta.

Non vi ho fatto fotografie perché è veramente molto semplice.
Per prima cosa montate con le fruste gli albumi facendoli prima schiumare un poco e poi aggiungendo i 125 gr di zucchero semolato fino ad ottenere una meringa bianca e lucida.
In un'altra ciotola montate con le fruste il burro morbido, unitevi in 3 volte la farina di mandorle, quindi i tuorli sempre in 3 volte. Poi continuando a montare con le fruste unite i 37 gr di zucchero, il succo e la pasta d'arancia, quindi la scorza grattugiata.
Ora aiutandovi con una spatola amalgamatevi alternativamente un po' di meringa ed un po' di farina setacciata insieme al lievito, via via così fino a terminarli. Otterrete un composto sodo e spumoso.
Versatelo nello stampo imburrato ed infarinato, con qualche colpo sul fondo dello stampo fate compattare il composto, quindi cuocete in forno preriscaldato a 160°C per 40 minuti.
Fate la prova stecchino quindi lasciate freddare il dolce prima di sformarlo.
Potete guarnirlo con una semplice spolverata di zucchero a velo, come ho fatto io, oppure con una glassa che otterrete mescolando 
150 gr di zucchero a velo, un pochino di succo di limone e quanto basta di succo d'arancia fino ad ottenere la consistenza che più vi piace, molto densa (aggiungete poco succo per volta) oppure più liquida. Potete finire la guarnizione con della semplice scorza d'arancia a filetti, oppure caramellata o con delle fette intere d'arancia fatte candire in un padellino con un goccio d'acqua e zucchero semolato, a voi la scelta.



Sarà perfetto per la colazione o la merenda, piacerà di sicuro anche ai bambini. 
Se invece volete arricchirlo ulteriormente io lo accompagnerei con una crema all'arancia fatta con:
- 500 ml di succo d'arancia
- 120 gr di zucchero semolato
- 50 gr di amido di mais
- 50 gr di burro o margarina
Amalgamate con la frusta tutti gli ingredienti in un pentolino, tranne il burro che aggiungerete quando avrete ottenuto a fiamma bassa la giusta consistenza.

Non vi resta che provare il pan d'arancia, sarà sicuramente gradito da tutti!!  =^-^=

lunedì 26 febbraio 2018

American apple pie - la famosa torta di mele di nonna Papera



La apple pie è la torta che rappresenta gli United States of America  più di ogni altra, tanto che esiste il detto "americano come la torta di mele"
Eppure questa torta viene da lontano, anche se in America ha assunto le caratteristiche con cui noi oggi la conosciamo e così pure le mele che non sono originarie degli USA.
Il primo che fa un riferimento scritto sulle mele è Alessandro Magno nel 328 a.C. che le trovò in Kazakistan e ne riportò le piante nella sua Macedonia per coltivarle. 
In Inghilterra verso la fine del XIV° secolo era uso preparare torte dolci o salate con l'utilizzo delle mele ma senza involucro esterno di pasta. 
Solo nel XV° secolo i fornai olandesi iniziarono a preparare le torte di mele con il classico guscio di pasta e l'intreccio che conosciamo oggi ed un secolo dopo si diffusero in tutto il resto d'Europa. 
Anche le mele non sono originarie del Nord America. L'unica mela originaria era la crabapple, amara e non commestibile che veniva utilizzata per la fabbricazione del sidro.
Le mele europee giunsero in USA intorno alla metà del XVII° secolo trasportate con le navi, ma si dovettero attendere ancora alcuni decenni perché si avessero i frutti grazie all'impollinazione delle api europee che furono portate nel nuovo mondo.
La torta di mele giunse in America con gli immigrati olandesi, svedesi e britannici ed intorno agli inizi del XX° secolo divenne parte del patrimonio culturale americano.

Vediamo quindi come preparare una squisita "apple pie".
Per prima cosa nella preparazione della pasta brisée per il guscio che racchiuderà le mele bisogna fare in modo che prima gli ingredienti e poi l'impasto siano sempre ben freddi perché il risultato sia una pasta friabile.
Invece per quanto riguarda la scelta delle mele da utilizzare, senza indicare precise varietà che tra l'altro possono variare secondo la zona, l'importante è scegliere 2 o 3 varietà che siano dolci ed aspre in modo da creare un meraviglioso ed articolato sapore. Ricordiamoci che ci sono delle splendide varietà di mele locali, spesso quasi dimenticate e difficili da trovare oltre i confini delle zone di produzione, che hanno sapori e profumi meravigliosi.
Lo stampo ideale sarebbe in alluminio tipo lo stampo per crostata ma dai bordi lisci e più alti.




Ingredienti: (per una tortiera da 22 cm di diametro)

Per la pasta brisée

  • 350 gr di farina 00
  • 15 gr di zucchero semolato
  • 1 cucchiaino di sale
  • 230 gr di burro freddo
  • tra 60 e 120 ml di acqua ghiacciata (secondo quanta ne richiede la farina)
Per il ripieno
  • 1,200 kg di mele di almeno 2 qualità ( una dolce e l'altra aspra)
  • 75 gr di zucchero semolato
  • 65 gr di zucchero di canna
  • 1 cucchiaino di cannella in polvere
  • 1/4 di cucchiaino di zenzero in polvere
  • 1/8 di cucchiaino di noce moscata in polvere
  • un pizzico di sale
  • 2 cucchiai di amido di mais
  • succo di 1 limone (io ho messo anche della scorza grattugiata)
  • 30 gr di burro freddo a dadini
Per rifinire 
  • 1 tuorlo mescolato con 1 cucchiaio di yogurt o di latte
  • poco zucchero semolato o di canna

Iniziate a preparare la pasta brisée. 
Lasciate la farina setacciata in frigorifero per 20 - 30 minuti.

Prendete il burro, tagliatelo a dadini e lasciatelo nel freezer per 15 minuti.

Una volta che la farina è raffreddata mescolatela per alcuni secondi nel mixer con lo zucchero ed il sale.


Aggiungete ora il burro e con il mixer pulsate per 15 secondi fino ad ottenere dei grossi fiocchi. 


A questo punto versate i primi 3 cucchiai d'acqua e pulsate 
nuovamente con il mixer  per alcuni secondi, quindi provate a  stringere l'impasto tra pollice ed indice. 
Se si compatta ha la consistenza giusta, altrimenti aggiungete un ulteriore cucchiaio d'acqua, pulsate con il mixer e ripetete la prova fino a raggiungere la consistenza ottimale. A me sono serviti tutti i 120 ml di acqua previsti.


Versate il composto sul piano di lavoro, compattatelo con le mani senza lavorarlo, dividetelo in 2 parti, ciascuna parte appiattitela e avvolta nella pellicola riponetela in frigorifero per 1 ora.


Passate ora alla preparazione delle mele. 
Sbucciatele, ottenete delle fette di circa 3 mm di spessore ed in una ciotola irroratele con il succo del limone. 
Versatevi poi tutte le polveri e gli zuccheri mescolati insieme e la buccia di limone grattugiata. Amalgamate bene le mele con il resto e fate riposare 30 minuti.

Riprendete la pasta brisée e lasciatela riposare 5 minuti fuori dal frigo. La pasta dovrà presentare delle piccole macchie di burro. 
Allargatela con il mattarello sul piano leggermente infarinato partendo dal centro verso l'esterno girandola continuamente. Quando avrete ottenuto lo spessore di circa 3 mm arrotolatela sul mattarello e spolverando l'eventuale eccesso di farina rivestiteci la teglia imburrata ed infarinata. 


Copritela con della pellicola e riponete la teglia in frigo per almeno 1 ora. 
Stendete anche l'altra metà d'impasto, su un vassoio copritela con la pellicola e mettetela in frigorifero sempre per almeno 1 ora. 

Riprendete lo stampo foderato di brisée, versate le mele con tutto il loro succo e cospargetele con il burro freddo a cubetti.



Ricopritele con l'altra metà di brisée.
Fate ben aderire le due sfoglie, tagliate l'eventuale eccesso, quindi premendo con l'indice sinistro la sfoglia inferiore del rivestimento tra il pollice e l'indice della mano destra che premono la sfoglia superiore formate la classica chiusura ondulata della 
apple pie. Con eventuali avanzi di brisée potete creare delle decorazioni.


Coprite la teglia con della carta alluminio e mettetela nuovamente in frigorifero per circa 30 minuti.

Fate preriscaldare il forno a 200°C.

Spennellate la torta con il tuorlo mescolato allo yogurt o ad un cucchiaio di latte, praticate 6 tagli da 5 cm sulla torta per permettere al vapore di uscire e cospargete la superficie con dello zucchero.


Sistemate la tortiera su una teglia coperta con carta alluminio per raccogliere l'eventuale succo che potrebbe uscire e ponete nella parte bassa del forno per 10 minuti a 200°C, quindi abbassate a 180°C e fate cuocere ancora per circa 70 minuti fino a che la torta non è dorata. 
Se invece dovesse colorirsi troppo copritela con della carta di alluminio.




Fatela raffreddare almeno 3-4 ore, meglio ancora tutta la notte,
prima di consumarla. In America amano accompagnarla con gelato alla vaniglia o panna leggermente montata.
Può essere conservata a temperatura ambiente per 2 o 3 giorni o in frigorifero fino a 5 giorni coperta con alluminio.



Vi assicuro che il suo profumo ed il suo sapore sono fantastici e la pasta brisée si scioglie in bocca, irresistibile!
Alla prossima!! =^-^=


sabato 17 febbraio 2018

Quaresimali fiorentini - i caratteristici biscotti della Quaresima


Dopo esserci deliziati con i dolci tipici del Carnevale da mercoledì scorso siamo entrati in Quaresima.

Per la religione cristiana i 40 giorni che precedono la Pasqua sono un periodo di preparazione spirituale attraverso la purificazione dell'anima e del corpo. L'alimentazione deve quindi essere caratterizzata da rinunce, non si debbono mangiare carne, latticini, tuorli d'uovo e grassi di originale animale in ricordo del digiuno di Gesù nel deserto. Così l'ingegno delle massaie di un tempo, in cui le rinunce erano purtroppo all'ordine del giorno, aveva dato vita a piatti "di magro" che però dessero la giusta energia pur nel rispetto della religione.

Nel nostro paese esistono miriadi di ricette che si rifanno a questa necessità: zuppe, paste e minestre, piatti di pesce.
Più difficile era creare dei dolci che non utilizzassero tuorli, latte e burro, tuttavia da nord a sud le ricette di biscotti quaresimali sono tantissime.

Nonostante il mio babbo fosse pratese e quindi io abbia un legame affettivo particolare con la Toscana, questi biscotti particolari non li conoscevo, forse perché si producono a Firenze esclusivamente nel periodo della Quaresima.

Sulla loro origine ci sono due ipotesi, una che asserisce siano stati inventati da un biscottificio di Firenze agli inizi del 900, l'altra che invece riconosce nelle suore di un convento tra Prato e Firenze la maternità di questi biscotti intorno alla metà del XIX° secolo. La forma di questi biscotti vorrebbe ricordare le lettere delle scritture.


In ogni caso con pochi ingredienti si riescono a creare dei biscotti deliziosi, particolarmente graditi ai bambini che prima di sgranocchiarli possono utilizzarli per formare nomi e parole ed è un modo per utilizzare gli albumi che spesso avanzano da altre preparazioni.

Avendo in casa delle nocciole ho voluto seguire una ricetta in cui ne era previsto l'utilizzo, ma forse per questo ho dovuto utilizzare più chiare di quante ne indicasse la ricetta. 

Se non voleste mettere le nocciole diminuite gli albumi a 3, dovrebbero essere sufficienti.



Ingredienti:

  • 200 gr di farina 00
  • 200 gr di zucchero a velo
  • 50 gr di nocciole ridotte in pasta nel mixer
  • 50 gr di cacao amaro
  • la scorza grattugiata di 1 arancia non trattata
  • un pizzico di cannella in polvere
  • 1/2 bustina di lievito in polvere
  • 6 albumi

 

Mescolate tutti gli ingredienti in polvere, aggiungetevi la scorza grattugiata dell'arancia, le nocciole ridotte in pasta e per ultimi gli albumi montati a neve, mescolandone un po' energicamente per ammorbidire le polveri ed il resto dal basso verso l'alto un po' per volta fino a raggiungere la giusta consistenza.


Otterrete un impasto denso ma che potrete inserire in una sac à poche munita di beccuccio liscio con cui scrivere le lettere su un foglio di carta da forno sotto cui inserirete un foglio con stampate le lettere.


Fate asciugare all'aria le lettere per almeno 2 ore, quindi poggiatele sulle teglie e cuocetele in forno già caldo a 150°C per 15 minuti.

Appena tolte dal forno saranno ancora morbide, ma una volta fredde si staccheranno facilmente dalla carta. Risulteranno lucide sopra e porose sotto.



Sono profumatissimi, gustosi e non stupitevi se vi sgrannocchierete quasi tutto l'alfabeto! =^-^=

domenica 11 febbraio 2018

Torta russa di Verona



Ci sono molte ricette che mi sono appuntate e che per vari motivi non ho ancora realizzato. Questa della "Torta Russa di Verona" è una di quelle, scoperta da tanto e per mancanza di tempo mai realizzata.
Questa volta però avevo tutti gli ingredienti in casa, un Festival di Sanremo in televisione che era più che altro da ascoltare, il momento giusto per prepararla.
Si tratta di un dolce tradizionale di Verona, anche se la sua invenzione risale solo alla metà del secolo scorso da parte di un pasticcere veronese.
Sull'origine del suo nome ci sono due teorie. Una secondo cui sarebbe così chiamata perché ricorderebbe la forma di un colbacco russo. L'altra invece, molto più romantica, vorrebbe che il pasticcere veronese che l'ha inventata lavorasse sulle navi da crociera nei mari del Nord e che l'abbia chiamata così perché dedicata ad una splendida ragazza di Odessa che voleva conquistare.
In ogni caso fa ormai parte dei dolci più amati di Verona ed è abitudine anche prepararla in casa.



Ingredienti: (per una teglia da 20 cm di diametro)

  • una confezione da circa 250 gr di pasta sfoglia
  • 50 gr di farina 00
  • 50 gr di amido di mais
  • 8 gr di lievito per dolci
  • 90 gr di burro a temperatura ambiente
  • 3 uova 
  • 150 gr di zucchero semolato
  • 1 fiala di aroma rum
  • 1/2 fiala di aroma mandorla 
  • 100 gr di amaretti 
  • 60 gr di mandorle senza pelle
  • un pizzico di sale
Per guarnire
  • zucchero a velo
Per prima cosa con il mixer riducete in polvere gli amaretti insieme alle mandorle.


In una ciotola amalgamate con le fruste il burro a temperatura ambiente con 100 gr dello zucchero a disposizione.
In un'altra ciotola montate i tuorli con i rimanenti 50 gr di zucchero. Così diceva la ricetta che ho seguito, ma credo che si possano tranquillamente montare i tuorli con tutto lo zucchero ed unirci poi il burro morbido continuando a montare.
A parte montate gli albumi a neve.


Unite il burro montato ed i tuorli montati anch'essi, aggiungeteci gli aromi di rum e mandorla, il sale, gli amaretti e le mandorle ridotti in polvere.



Quindi aggiungete la rina, l'amido di mais ed il lievito setacciati insieme. 

L'impasto è risultato piuttosto denso, per cui potreste aiutarvi con le fruste elettriche. 
Per ultimi aggiungete gli albumi montati a neve amalgamandoli con un cucchiaio di legno dal basso verso l'alto per non farli smontare (ma sacrificate le prime cucchiaiate di albumi per ammorbidire il composto).



Con la pasta sfoglia, che avrete prima bucherellato con i rebbi di una forchetta, rivestite la teglia foderata di carta da forno lasciando i bordi alti che poi dovrete ripiegare sul ripieno.



Versate quindi il ripieno livellandolo e ripiegatevi sopra i bordi di pasta sfoglia.



Cuocete in forno preriscaldato a 180°C per 1 ora (a me sono serviti 15 minuti in più) ma comunque regolatevi controllando che l'impasto sia asciutto con uno stecchino.

Una volta cotta lasciate la torta nel forno spento per altri 20 minuti. 
Spolverate di zucchero a velo quando è ormai fredda. 

E' deliziosa, un ripieno morbido racchiuso in un guscio di sfoglia friabile, se amate le mandorle provatela assolutamente! =^-^= 

giovedì 8 febbraio 2018

Fiocchi di neve napoletani


E siamo a giovedì grasso. Potevo non fare nemmeno un dolcetto per questa giornata? Assolutamente no, ma stavolta niente fritto e quindi ho deciso di realizzare quelle bontà che a Napoli si possono gustare nella pasticceria del loro inventore, la Pasticceria Poppella nel Rione Sanità. 
La ricetta di Ciro Poppella ovviamente è segreta, diciamo che in rete si trovano delle interpretazioni, come per la Sachertorte, ma se non avete la possibilità di andare a gustare i fiocchi di neve direttamente da Poppella nella splendida Napoli vale la pena provare a farle in casa. Forse non saranno identici agli originali, ma vi assicuro che sono delicati come il loro nome suggerisce, con un goloso candido ripieno, e non stupitevi se uno solo non vi basterà!
Nel ripieno ho solo fatto una sostituzione, al posto della ricotta ho usato del mascarpone che avevo in frigorifero, voi potete usare tranquillamente la ricotta o sostituirla come me.




Ingredienti: (per 20 fiocchi di neve)

Per la pasta brioche 

  • 250 gr di farina (metà manitoba e metà 00)
  • 120 ml di latte intero
  • 1 uovo
  • 50 gr di zucchero semolato
  • 6 gr di lievito di birra disidratato
  • 50 gr di burro a temperatura ambiente 
  • un pizzico di sale

Per la farcitura

Per la crema al latte
  • 200 ml di latte intero
  • 20 gr di farina 00 o maizena
  • 50 gr di zucchero semolato
  • aroma di vaniglia a piacere
              ********
  • 250 gr di ricotta (io ho usato mascarpone)
  • 150 gr di crema di latte (panna da montare)
  • 3 cucchiai di zucchero a velo 

Per guarnire 
  • zucchero a velo

Iniziate a preparare la pasta brioche mettendo il lievito di birra disidratato a sciogliere nel latte appena tiepido insieme ad un cucchiaino di zucchero di quello previsto dalla ricetta. Lasciate riposare una decina di minuti.


Nella planetaria versate la farina setacciata con il sale, lo zucchero, l'uovo leggermente battuto, fate amalgamare con la foglia e quindi versate anche il latte con il lievito.
Per ultimo aggiungete il burro a temperatura ambiente un pezzetto alla volta senza aggiungere il successivo fino a che non  stato assorbito il precedente.


Una volta che l'impasto è incordato lavoratelo sul piano infarinato fino a che non diventa liscio e compatto, mettetelo quindi in una ciotola coperto a lievitare fino al raddoppio del volume.

Mentre la pasta brioche lievita preparate la crema al latte che vi servirà come ingrediente della farcitura.
In una casseruola dal fondo doppio mescolate lo zucchero con la farina e l'essenza di vaniglia, aggiungete il latte, mettete sul fuoco a fiamma dolce girando continuamente fino a che non si è addensata.
Versatela subito in un piatto con pellicola a contatto e fatela raffreddare.


Riprendete l'impasto ormai lievitato, lavoratelo sul piano infarinato e dividetelo in 20 pezzi da 25 gr ciascuno.
Ogni pezzo lavoratelo con pieghe e pirlatura per farne delle piccole sfere perfette che metterete sulla teglia coperta con carta da forno, la coprirete con pellicola e farete nuovamente lievitare fino al raddoppio del  volume.

Una volta lievitate spennellate le piccole brioche con del latte e ponete a cuocere in forno già caldo a 180°C per 20 minuti. 
Le brioche dovranno risultare dorate.


Mentre le piccole brioche cuociono riprendete la crema al latte ormai fredda, unitela alla ricotta setacciata (mascarpone nel mio caso) e alla panna che avrete montato con lo zucchero a velo.
La farcitura per i vostri fiocchi di neve è pronta.


Sfornate le piccole brioche, farcitele ancora tiepide (così risulteranno elastiche e non si romperanno) con la crema ottenuta usando una sac à poche. Dovranno essere riempite al massimo!!! Spolverizzatele con zucchero a velo e servitele fredde.
Questi fiocchi di neve sono deliziosi, dal gusto delicato ma goloso, piaceranno sicuramente molto anche ai bambini!! 

Buon Carnevale a tutti!! =^-^=


lunedì 5 febbraio 2018

Cartocci palermitani alla crema o Macallè per un Carnevale goloso


Come ogni anno quando arriva Carnevale non riesco a rinunciare a qualche dolce fritto.  
Così dopo le solite riflessioni " al forno sono molto più leggeri...e poi non si invade la casa di odore di fritto!", finestre spalancate, cappa aspirante in funzione e cappellino se non posso fare subito lo shampoo, si frigge!
Stavolta sono voluta tornare nell'amata Sicilia per riassaporare il gusto dei cartocci palermitani alla crema pasticcera, ma avrei potuto riempirli anche con crema di ricotta e gocce di cioccolato (come i cannoli siciliani) che a Palermo è la farcitura più classica, oppure con crema al cioccolato o crema ai pistacchi. 
L'importante è ottenere un impasto che dopo la frittura rimanga croccante senza assorbire olio ed ho scelto una ricetta che non prevede uova nell'impasto.
Saranno necessari dei cilindri di alluminio (quelli per i cannoli per intenderci) intorno ai quali avvolgere la pasta lievitata, ma se non li avete potete anche crearli da soli come ho fatto io che non avevo sufficienti cilindri. Basterà utilizzare della carta di alluminio doppia avvolta a cilindro e fermata con una spillatrice ed il gioco è fatto.
Armatevi solo di un po' di pazienza per aspettare i tempi di lievitazione, per il resto è tutto molto rapido.




Ingredienti: (per 11 cartocci)

Per la pasta lievitata

  • 500 gr di farina 00
  • 2 cucchiaini di sale fino
  • scorza grattugiata di 1/2 limone non trattato
  • 50 gr di zucchero semolato
  • 1 bustina di lievito di birra disidratato
  • 250 gr di acqua a temperatura ambiente
  • 70 gr di strutto

Per la crema pasticcera
  • 1 lt di latte
  • 160 gr di tuorli (circa 6)
  • 200 gr di zucchero semolato
  • 120 gr di farina 00
  • scorza di limone non trattato oppure 1 bacca di vaniglia

Per guarnire
  • zucchero semolato
Comiciate a preparate l'impasto mescolando la farina setacciata con sale e scorza di limone. 




In acqua sciogliete il lievito disidratato e lo zucchero, unite il liquido alle polveri ed amalgamate con la planetaria.






Ora aggiungete un poco per volta lo strutto a pezzettini senza aggiungere un altro pezzetto prima che il precedente sia amalgamato e fate ben incordare l'impasto.



Lavorate a mano un attimo sul piano l'impasto che risulterà liscio e compatto e ponete a lievitare nella ciotola fino al raddoppio coperto con pellicola.


Così si presenterà l'impasto dopo la lievitazione.


Mentre l'impasto sta lievitando preparate la crema pasticcera nel solito modo e lasciatela raffreddare coperta con pellicola a contatto.

Sgonfiate l'impasto con i pugni e dividetelo in pezzi da 80 gr ciascuno, formatene dei cordoni lunghi 30 cm e avvolgeteli sul cannello oleato sigillando bene inizio e fine sotto gli altri giri di pasta.
Ponete i cartocci su una teglia foderata di carta da forno coperti con pellicola e fateli lievitare nuovamente fino al raddoppio rigirandoli delicatamente a metà lievitazione.






Friggeteli in olio profondo a non più di 150°C fino alla loro doratura.


Fateli scolare su carta assorbente, sfilate i cannelli e passateli nello zucchero.



Una volta freddi riempiteli di crema pasticcera o crema di ricotta (ricotta, zucchero e gocce di cioccolato), o di crema al pistacchio, o di crema al cioccolato, come più vi piacciono insomma.




Sono deliziosi, asciutti e fragranti, fateli e ne rimarrete conquistati.

Buon Carnevale a tutti!!  =^-^=