sabato 8 marzo 2014

Ābolu plātsmaize ar drumstalām - dalla Lettonia la crostata di mele con crumble



Con la comitiva dell'Abbecedario culinario europeo ci siamo nuovamente spostati, questa volta siamo andati sul Mar Baltico nell'Europa nord-orientale e siamo giunti in Lettonia. 
Ad ospitare le ricette lèttoni che eseguiremo sarà Brii di "briggishome.wordpress.com".



Questa torta che ho voluto preparare sembra sia il dolce nazionale lèttone. Alcune ricette la vogliono senza crumble, altre con, ma poiché la cucina della Lettonia ha dei sapori molto vicini a quelli della Germania ho pensato di realizzare la versione con il crumble che ricorda moltissimo la  Apfel-Streuselkuchen tedesca.

Ingredienti:

Per la base

  • 500 gr di farina
  • 250 ml di yogurt o kefir
  • 250 ml di zucchero
  • 180 gr di burro a temperatura ambiente
  • 2 uova intere
  • 1/2 bustina di lievito per dolci
  • un pizzico di sale
  • 1 bustina di vanillina
  • 5 mele
  • la buccia grattugiata di un limone (l'ho aggiunta io)
  • 1 cucchiaio di cannella in polvere
  • 1 cucchiaio di zucchero
Per la crema
  • 1 uovo intero
  • 1 cucchiaio di zucchero
  • 2 cucchiai di panna acida (io ho aggiunto un cucchiaio di succo di limone a 2 cucchiai di latte e atteso 10 minuti)
Per il crumble
  • 100 gr di burro freddo di frigorifero
  • 3 cucchiai di zucchero
  • 5 cucchiai di farina
Mescolare tutti gli ingredienti per la base, tranne le mele, la cannella e l'ulteriore cucchiaio di zucchero, fino a che non si ottiene un composto omogeneo.
Foderare una teglia da forno con carta da forno, cospargerci il composto livellandolo, cospargerci sopra le mele tagliate a fettine sottili, la scorza grattugiata del limone, il cucchiaio di zucchero e la cannella.




Preparare quindi la crema battendo in una ciotola l'uovo intero con la panna acida e lo zucchero e versarla sopra le mele.



Preparare ora il crumble sbriciolando con la punta delle dita il burro freddo a pezzetti con la farina e lo zucchero fino ad ottenere delle grosse briciole e cospargerlo sulle mele.





Infornare il tutto in forno già calda a 200° per 30 minuti.

Una volta fredda tagliare la torta a quadrotti.



Alla prossima !!


domenica 2 marzo 2014

Štramberské uši - le cialde di Štramberk



A caccia di dolci tipici della repubblica Ceca ho trovato queste cialde veramente simpatiche, anche se l'episodio che ricordano lo è molto meno.
Il loro nome è "orecchie di Štramberk" e sono i dolci tipici di Štramberk, una piccola città nella regione del Nord Moravia. 
La leggenda narra che la regione nel 1241 venne invasa dai Tartari e gli abitanti di Štramberk si rifugiarono su una collina sopra la città. In seguito ad un fortissimo temporale durante la notte un laghetto situato sopra al campo dei Tartari si riempì di acqua piovana ed i cittadini di Štramberk, scavando lungo un argine, lo fecero tracimare sul campo dei Tartari che annegarono.
Quando i cittadini di Štramberk scesero al campo per controllare trovarono, oltre ad oggetti preziosi che i nemici avevano razziato, sacchi pieni di orecchie che i Tartari avevano tagliato ai cristiani per dimostrare al loro Khan quanti ne avevano uccisi nei combattimenti.
Da allora nella città si iniziarono a cuocere queste cialde dal sapore speziato per ricordare la sconfitta dei Tartari.
Attualmente "Štramberské uši" sono un marchio registrato e si possono produrre solo nella città dŠtramberk, anche se con l'aumento del turismo i produttori riescono a far giungere le loro cialde anche nel resto del paese grazie ai distributori.

Štramberk si produce la birra fermentata  Trubač e le terme locali, chiamate "terme della birra", uniscono due grandi tradizioni ceche, quella della birra e quella del benessere, aggiungendo all'acqua termale i lieviti usati nella produzione della birra e una miscela alle erbe, utilizzando vasche in legno che ricordano le botti.

Veduta della città di Štramberk e della torre del castello di Truba (foto da wikipedia di Caroig)

Ingredienti: (per circa 22 cialde da 10 cm di diametro)

  • 2 uova intere
  • 170 gr di zucchero a velo
  • 50 gr di miele
  • 300 di farina
  • 1/3 di cucchiaino di bicarbonato di sodio (che la prossima volta non metterò)
  • scorza grattugiata di un limone
  • 1 cucchiaino di spezie per pan di zenzero (anice, anice stellato, chiodi di garofano, cannella, macis, pimento tutti ridotti in polvere)

La preparazione dell'impasto è molto semplice, basta amalgamare in una ciotola tutti gli ingredienti, lavorarlo sul piano infarinato per compattarlo e coprirlo con pellicola per far riposare l'impasto 24 ore in frigorifero.




Trascorse le 24 ore stendere l'impasto con il mattarello sul piano infarinato fino allo spessore di 2-3 mm e ritagliare dei tondi dalla circonferenza che può andare dai 6 cm ai 10 cm.



Disporre le cialde su carta da forno e far cuocere in forno preriscaldato a 175° per 8 minuti.



Appena estratti dal forno i tondi (che saranno morbidi) dovranno essere disposti in un bicchierino o in un cartoccio a cui avrete dato la forma di cono della giusta misura per far prendere loro la forma tipica.



Nella ricetta che io ho seguito hanno usato il bicarbonato, ma la prossima volta non lo userò, molte cialde che ho visto sul web erano più compatte e non gonfie, infatti in altre ricette non l'ho trovato.

Dicono anche che appena fredde sono dure, bisogna aspettare 3-4 giorni per farle ammorbidire tenendole chiuse in un barattolo di latta (ma forse per queste che hanno il bicarbonato non sarà necessario aspettare).





Si possono mangiare così come semplici biscotti, intingendo magari una estremità nel cioccolato fuso, oppure piene di panna montata e magari guarnite con frutta fresca come fragole e mirtilli.

Vi confesso che io ne ho dovuta assaggiare una subito, oggi è l'ultimo giorno per postare ricette della Repubblica Ceca per l'Abbecedario culinario europeo ospitato per questa tappa da Alessandra di "Ricette di Cultura".



E' squisita e le prossime volte si possono provare anche farcite con crema pasticcera, Nutella, crema diplomatica o allo zabaione o.........beh, c'è veramente solo l'imbarazzo di scegliere la farcitura.