martedì 12 marzo 2013

Placinta cu mere - la torta di mele rumena




Abbiamo appena lasciato il Portogallo e l'Abbecedario culinario europeo ci ha fatti giungere in Romania, un paese poco conosciuto.
Da quando  è entrata a far parte della comunità europea  ( 1° gennaio 2007) molti cittadini rumeni sono venuti a vivere nel nostro paese, ma del loro sappiamo poco o nulla.
In questi ultimi anni ho avuto modo di conoscere molti rumeni e  da quanto mi hanno detto loro, confermato da chi ha visitato questo paese  recentemente, fuori dalle grandi città si può ancora trovare uno stile di vita rurale che ricorda le nostre campagne di una volta. Non so se questo sia  apprezzato dai rumeni o se preferirebbero una modernizzazione che li solleverebbe dai lavori pesanti. Sicuramente per chi visita il loro paese vedere i carri trainati dai cavalli (con le ruote dotate di pneumatici) passare per le strade o al mattino la consegna del latte porta a porta, la tessitura e la filatura della lana con gli arnesi tradizionali, la lavorazione dei campi ancora con gli attrezzi trainati  da  cavalli o buoi, rappresenta un tuffo in quella vita rurale da noi quasi completamente persa, scandita dallo scorrere delle stagioni  e dai ritmi dei lavori della campagna. Una vita dura che però ha mantenuto integro il territorio......chissà fino a quando!?
Quando ancora lavoravo, una delle accompagnatrici dei nostri gruppi verso i paesi dell'Est europeo era una splendida signorina rumena che oltre al suo lavoro amava dedicarsi ad un'arte che fa parte della tradizione rumena: la pittura naif su vetro.Le mie colleghe ed io eravamo tutte ragazze giovanissime non ancora sposate e lei, per darci un suo ricordo, regalò ad ognuna di noi un suo dipinto su vetro dicendoci che sarebbe stato il suo dono per una nostra vita a due. Alle mie due colleghe fece due icone, a me che invece ero la più piccola (avevo appena 19 anni) volle dipingermi una natura morta con una predominanza di turchese che sapeva fosse il mio colore preferito.
Ricordo ancora quando me lo portò, avvolto in una montagna di carta di giornale perché non rischiasse di rompersi durante il trasporto e da quando mi sono sposata, ormai quasi 32 anni fa, ha il suo posto d'onore sopra al pianoforte. Non ho più avuto modo di vederla o sentirla  da quando ho lasciato il lavoro, ma quel suo quadro è lì a ricordarmi Ermina, discreta e gentile, con i suoi occhi chiari.


Dipinto naif su vetro di E. Candon

La  "pittura su vetro" rumena di icone risale al primi del settecento, quando la Transilvania fu annessa all'impero Ungherese. Oltre al materiale su cui sono realizzate, che a differenza  delle classiche icone sono dipinte su vetro e non su legno, la particolarità consiste nella tecnica con cui sono dipinte.
Il dipinto non è realizzato sul davanti della lastra di vetro, ma sul retro, sovrapponendo quindi i colori ed i particolari da quelli che dovranno essere in primo piano via via fino a quelli che fungeranno da sfondo, ed è proprio questa la difficoltà di questo tipo di pittura.

Con Cristina de "La cucina di Cristina" e con tanti altri viaggiatori della comitiva dell'Abbecedario culinario europeo cercheremo di scoprire, oltre agli aspetti più conosciuti, anche quelli meno noti di questo paese e questa è la prima ricetta con cui mi avvicino alla cucina rumena.


Ve la trascrivo così come riportava il sito rumeno, ma con l'impasto ho avuto qualche problema. Mi è sembrato molto morbido da subito, ma ho pensato che con il riposo avrebbe acquistato consistenza, invece purtroppo è rimasto morbido e non sono riuscita ad avvolgerlo strettamente prima di spianarlo di nuovo. La sfogliatura è venuta, ma non così evidente come secondo me doveva essere.

Ingredienti:

Per la pasta


  • 14 cucchiai di farina (secondo me ce ne vorrebbe un pò di più)
  • 9 cucchiai di olio
  • 2 cucchiai di aceto
  • 12 cucchiai di acqua calda
  • un pizzico di sale
In più serviranno 7 cucchiai di farina e 10 cucchiai di olio per la miscela da spalmare sulla pasta (secondo me ne basterebbe la metà)
          

Per il ripieno


  • 1 kg di mele
  • 2 cucchiai di zucchero di canna
  • cannella in polvere


Versiamo tutti gli ingredienti per la pasta nella planetaria, facciamo amalgamare e poi lasciamo riposare l'impasto avvolto nella pellicola.





Nel frattempo grattugiamo le mele, le facciamo scolare con un colino per perdere il liquido fuoriuscito, le mescoliamo con lo zucchero di canna ed un pò di cannella.




Mescoliamo la farina e l'olio.




Riprendiamo l'impasto, lo stendiamo con il mattarello, ci spalmiamo sopra la miscela di farina ed olio ed avvolgiamo l'impasto più stretto che si può. Poi dividiamo il rotolo in 2 parti uguali e facciamo riposare 30 minuti coperte.






Stendere quindi i due rotoli nuovamente con il mattarello, metterne una sfoglia in una teglia con carta da forno e bucherellarla con una forchetta, cospargendola poi di pangrattato.




Versarci sopra il ripieno di mele e cospargere anche questo con del pangrattato (servirà ad assorbire il liquido delle mele). Ricoprire con l'altra sfoglia che bucherellerete con una forchetta e con un coltello inciderete la pasta per le porzioni (di queste ultime due fasi ho dimenticato di fare le foto).



Cuocere in forno a 180° per 40 minuti e quando è fredda cospargere con zucchero a velo.





Ricorda molto l'apple strudel viennese, anche se meno ricco, e cosa non poco gradita è sicuramente un dolce "light", giusto per non sentirci in colpa! Alla prossima!

3 commenti:

Cristina ha detto...

Ciao Resy e grazie per la ricetta. Secondo me dovevi aggiungere un po' di farina in piu' senza paura, anche se alla fine è perfetta!

muffins ha detto...

Non sono molto esterofila nelle ricette, ma quando si tratta di torta di mele sono disposta a sperimentare. Grazie per la ricetta!

resy ha detto...

Cara muffins, anche i miei sono piuttosto tradizionalisti, ma alle volte è bello confrontarsi con altre cucine e se ti piace lo strudel di mele basta che nel ripieno tu aggiunga un pò di scorza grattugiata di limone ed eventualmente pinoli ed uvetta ed il risultato è lo stesso. Un abbraccio

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