mercoledì 6 marzo 2013

Tarte de Amêndoa - Torta di mandorle dal Portogallo


La leggenda portoghese del mandorlo

Un tempo, quando gli Arabi si erano stanziati nell'Algarve, la regione più meridionale del Portogallo,vi viveva un giovane e coraggioso Principe dagli occhi neri e la pelle scura che sognava di salpare in cerca di terre sconosciute.
Ottenuta dal padre una nave, salpò con pochi fedeli amici in direzione delle terre del Nord.
Dopo un viaggio durato mesi durante il quale tutti ormai disperavano di rivederlo in vita, finalmente fece ritorno con la sua nave portando con se una splendida fanciulla di nome Gilda.
Era una Principessa di un lontanissimo paese del Nord dalla pelle candida, gli occhi azzurri come il cielo ed i capelli biondi come l'oro. Il Principe arabo ne fece la sua sposa ed i due vivevano felici in quella terra dal sole caldo, il cielo azzurro ed i fiori di mille colori. La Principessa era felice ma il suo sposo notava un velo di tristezza nei suoi occhi. Dopo molte insistenze lei gli confessò che le mancava la neve candida del suo paese che con il suo manto ricopriva silenziosa ogni cosa.
Il Principe avrebbe fatto di tutto per rendere felice la sua amata, ma non sapeva come.
Un giorno, passeggiando sulla riva, vide un uomo in mare che stava affogando. Si tuffò e lo trasse in salvo. Quando l'uomo lo ringraziò augurandogli tutta la felicità che desiderava il Principe gli confidò la sua tristezza per non poter rendere completamente felice la sua sposa.
L'uomo, che proveniva dalla Sicilia, allora gli disse che se lui gli avesse dato una nave per tornare nella sua terra gli avrebbe riportato la  neve. Il Principe rispose che la neve si sarebbe sciolta, ma cedette all'insistenza dello straniero e gli diede la nave.
Dopo un pò di tempo l'uomo tornò con gli alberi di mandorlo della sua Sicilia dicendo al Principe di piantarli.
Scettico il Principe li fece piantare.
Passarono i mesi, quando una mattina di febbraio svegliandosi il Principe si affacciò e vide tutti i mandorli bianchi per i candidi fiori che sembravano ricoperti di neve. 
Da allora la Principessa non fu più malinconica, ogni inverno aveva la sua candida neve e da allora i mandorli dell'Algarve fioriscono presto.

Mandorli in fiore dell'Algarve

Questa bellissima leggenda per introdurre la ricetta di un dolce portoghese che ha come protagonista la "mandorla".
Si tratta della Tarte de Amêndoa, torta di mandorle, di cui ho trovato varie versioni tra i siti portoghesi, di cui una con pasta sfoglia ripiena di una crema con mandorle. Io ho realizzato quella più frequente che ricorda moltissimo la Bienenstich tedesca di cui io vado matta.
La sua preparazione è molto rapida, infatti non ho fotografato tutti i passaggi in quanto molto semplici, ma il risultato merita.
Anche questa ricetta farà parte della raccolta di ricette portoghesi de "la melagranata" per l'Abbecedario culinario europeo.





Ingredienti: (per una teglia da 24 cm di diametro)
Per la base
  • 120 g di zucchero
  • 100 g di burro
  • scorza di 1/2 limone
  • 2 uova intere
  • 250 g di farina
  • 2 ccucchiaini e 1/2 di lievito per dolci 
  • 0,5 dl di latte
 Per la glassatura


  • 120 g di zucchero
  • 120 g di burro
  • 0,5 dl latte
  • 120 g di mandorle a lamelle


Per prima cosa bisogna montare bene il burro morbido con lo zucchero fino a renderlo spumoso.
Continuare con le fruste elettriche aggiungendo un uovo per volta alternandolo alla farina setacciata con il lievito ed un pizzico di sale e al latte, fino a terminare tutti gli ingredienti.
Otterrete un composto omogeneo e sostenuto che verserete nella teglia a cerniera imburrata ed infarinata.





Mettere nel forno caldo a cuocere a 170° per 20 minuti.

Nel frattempo preparate la glassatura mettendo in una casseruola il burro con il latte e lo zucchero a fuoco dolce, mescolare ogni tanto fino a far bollire dolcemente per 5 minuti. Una volta spento il fuoco versarvi le mandorle.




Versare quindi la glassatura sulla torta che avrete tolto dal forno, spalmandola con una spatola e rimettere nuovamente in forno per altri 10 minuti.

Sformare la torta quando è diventata tiepida avendo cura di passare un coltello lungo tutto il bordo della tortiera per far staccare bene la glassatura senza che la torta si sbricioli quando aprirete la teglia a cerniera.



Vi lascio con l'immagine di questa invitante fetta.

Forse non riuscirò a realizzare altre ricette portoghesi entro domenica, di sicuro con tutte le notizie, ricette e foto che abbiamo raccolto finora si è acceso il desiderio di conoscere questo straordinario e poco sponsorizzato paese.Ho sempre pensato che le mète meno frequenti sui dépliants turistici sono sicuramente altrettanto affascinanti di quelle più note e, cosa da non sottovalutare, sicuramente meno care.  Da lunedì prossima tappa dell'Abbecedario sarà la Romania.....cominciamo a documentarci !!
A presto!

8 commenti:

Martissima ha detto...

quanto mi piacciono queste favole con i principi innamorati, anche se non sono più in età di favole ^___^ questa torta con quella glassatura è proprio principesca!!

Mammalorita ha detto...

vorrei tanto andare in portogallo ma dalla sicilia non c'è un volo diretto e quindi ho sempre rinviato per il momento mi accontenterò di rifare questa magnifica tarte de amendoa!!!!un saluto...

Manuela e Silvia ha detto...

Siamo state in portogallo ma di questa leggenda proprio non sapevamo nulla, fatto sta che la torta di mandorle e limone ci piace davvero moltissimo!
baci baci

resy ha detto...

Grazie a tutte! Anch'io ho scoperto per caso la leggenda su un sito inglese e mi è piaciuta!!

Ale ha detto...

adoro tutto quello che è con le mandorle, interessante la tua torta!

Patrizia ha detto...

Non so se mi piace più la leggenda, la grazia che hai nel raccontare o questa deliziosa torta!
Forse tutto!
Grazie!!!

resy ha detto...

@ Ale é veramente buona, se poi si vuole arricchire con degli strati di crema diventerà super!!

Patrizia grazie, che bei complimenti!!

Michela @ COOKALASKA ha detto...

buonissima questa torta! mi segno la ricetta!

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