venerdì 6 settembre 2013

Lussekatter - le focaccine dolci svedesi per Santa Lucia



Con l'Abbecedario culinario europeo siamo ancora in Svezia, questo paese tanto moderno quanto legato alle tradizioni, e ci ospita "Un uomo dal bagno alla cucina" nel suo blog.



Se nel post precedente ho accennato alla "festa di mezza estate" questa volta invece con la ricetta che ho realizzato parlerò della "Luciatåg" cioè la festa di luce che si festeggia per Santa Lucia.
Debbo innanzitutto dirvi che sono nata il 14 dicembre e non ho ricevuto come nome di battesimo Lucia solo per ricordare la mia nonna materna scomparsa poco tempo prima.
Inoltre mia madre era molto legata alla festa di Santa Lucia, come tutti i siciliani, quindi non potevo esimermi dal proporvi questi dolci che in Svezia sono preparati proprio in occasione della sua festa.
Come molte feste anche quella di Santa Lucia è un misto di rito pagano e religioso.
Essendo considerato il giorno più corto dell'anno le luci servivano a tenere lontani streghe e spiriti, cantando tutti insieme intorno al fuoco ci si sentiva più uniti e si aspettava così il Natale.
L'origine del nome, Lussekatter (o Lussebullar), di questi dolcetti svedesi non è certa, sembra che più che a Santa Lucia faccia riferimento a Lucifero.
Secondo un'antica credenza tedesca, Lucifero prendendo le sembianze di un gatto picchiava i bambini, mentre Gesù Bambino regalava ai bambini buoni dei dolci.
Così per tenere lontano Lucifero illuninando la notte questi dolci venivano colorati con lo zafferano che li rendeva più brillanti.
Che siano quindi i"gatti di Santa Lucia" o i"gatti di Lucifero" sono sicuramente da provare.

Per scegliere la ricetta da seguire ho visitato numerosissimi siti svedesi. C'è chi nell'impasto mette un uovo e chi invece no,
le dosi di zafferano variano e qualcuno lo sostituisce con curcuma e cardamomo, le dosi di lievito poi sono tutte notevoli.
Alla fine ho optato per una ricetta che prevede un uovo nell'impasto, una modica quantità di zafferano ed ho diminuito la quantità di lievito di birra allungando necessariamente i tempi di lievitazione.

Ingredienti : ( per 20 Lussekatter da 60 gr ciascuno)

  • 250 gr di latte
  • 100 gr di burro a temperatura ambiente
  • 25 gr di lievito di birra
  • 150 gr di zucchero
  • 1 uovo
  • 650 gr di farina
  • 0,5 gr di zafferano
  • un pizzico di sale
Per decorare
  • uvetta
  • un uovo per spennellare
Scaldare appena il latte in cui farete poi sciogliere il lievito di birra. Aggiungere lo zucchero, il burro e lo zafferano girando con un cucchiaio di legno per farli sciogliere.







Versare questi liquidi nella planetaria, aggiungere quindi l'uovo e la farina setacciata, per ultimo il pizzico di sale e far lavorare nella planetaria per 20 minuti.



Chiudere quindi l'impasto in una ciotola coprendola con la pellicola e lasciar lievitare fino a che non è raddoppiato.




Dividere quindi l'impasto in 20 pezzi da 60 gr ciascuno e da ognuno ricavare un cilindretto lungo 30 cm che arrotolerete ad esse.




Disporli ben distanziati in una teglia rivestita con carta da forno, premere bene l'uvetta in ogni ricciolo e pennellare con l'uovo battuto.



Coprire le teglie e lasciar lievitare ancora fino al raddoppio.
Far cuocere quindi in forno a 190° per 20 minuti.





Si possono mantenere in un sacchetto per alimenti o addirittura congelarli e dicono che riscaldandoli tornano come appena sfornati.
Soffici soffici sono ideali per la colazione.
Alla prossima ricetta !


domenica 1 settembre 2013

Kokosdrömmar - i biscotti "sogni di cocco" per la festa di mezza estate svedese




Con l'Abbecedario culinario europeo siamo ancora nella splendida Svezia e ci ospita sempre il blog "Un uomo dal bagno alla cucina".




Nel post precedente vi avevo già accennato al fatto di aver scoperto tramite IKEA la festa di Midsommar (festa di mezza estate) che in Svezia è la festa più importante dopo il Natale.
Cercando notizie più dettagliate ho scoperto però che questa festa unisce le credenze pagane e cristiane: si festeggia infatti sia il solstizio d'estate che San Giovanni Battista, infatti è anche detta "giorno di San Giovanni".

Ma non appena ho letto di San Giovanni mi sono tornati alla mente i racconti di mio padre di quando ero molto piccola. 
Pur essendo toscano nutriva un amore sviscerato per Roma e da sempre voleva conoscerne la storia e gli angoli più sperduti.

Per San Giovanni, la notte del 23 giugno ed il 24 in cui si festeggia il Santo, fino agli anni 60 a Roma si svolgeva una delle feste più sentite della mia città.
Anche da noi il rito pagano del solstizio d'estate e quello cristiano di festeggiare San Giovanni Battista si intrecciavano.
La festa iniziava la notte della vigilia, chiamata "notte delle streghe" perché le antiche credenze volevano che in quella notte le streghe andassero in giro in cerca di anime.
Fuori della porta di casa si metteva una scopa di saggina ed un barattolo di sale, così la strega non poteva entrare in casa se non dopo aver contato gli zeppi della scopa ed i grani di sale e se sbagliava doveva ricominciare da capo.
I romani partivano dai lori rioni al lume di torce e lanterne per raggiungere la Basilica di San Giovanni in Laterano per pregare il santo e mangiare lumache nelle osterie.
Le corna delle lumache rappresentavano le preoccupazioni e le discordie per cui mangiarle voleva dire distruggere le avversità.
Si mangiava e si beveva in abbondanza, ma soprattutto si faceva rumore con campanacci, trombette, tamburelli e petardi per impaurire le streghe che così non potevano raccogliere le erbe usate per i loro incantesimi.
La festa si concludeva all'alba quando il Papa celebrava la messa nella Basilica e poi dalla loggia gettava alla folla presente monete d'oro e d'argento.

Incredibile come tante usanze siano comuni a paesi così lontani.

Gli svedesi con la festa di Midsommar festeggiano il risveglio della natura nei giorni più lunghi dell'anno andando all'aperto nei prati o nei parchi delle città.
Viene allestito il majstång, un palo a forma di croce che viene decorato con foglie di betulla e fiori e che rappresenta la fertilità, intorno al quale si danza in cerchio cantando canzoni tradizionali e si indossano corone di fiori.


 Majstång a Stoccolma (Foto Commons.vikimedia.org di Fred J)


Il menù tipico è composto da patate novelle lessate con l'aneto, aringhe in tutte le salse, fragole fresche e il tutto accompagnato dallo snaps, una grappa aromatica, e da birra.

Prima che inesorabilmente si torni verso il buio dei mesi invernali si può assistere dalla fine di maggio a metà luglio al sole di mezzanotte che penso sia un'esperienza unica, come pure più avanti da settembre a marzo, nelle limpide notte invernali, si può ammirare lo spettacolo dell'aurora boreale.

In questo blog svedese, da cui ho preso la ricetta, li preparavano per festeggiare Midsommar e quindi ho deciso di farli.



Ingredienti: (per 40 biscotti)
  • 200 gr di burro a temperatura ambiente
  • 145 gr di zucchero
  • 70 gr di cocco disidratato
  • 2 cucchiaini di ammoniaca per dolci 
  • 1 gr di vanillina
  • 5 dl di farina di grano tenero
La preparazione di questi biscotti è molto semplice.
Nella planetaria battere il burro a temperatura ambiente, lo zucchero e la vanillina fino ad ottenere un composto spumoso.




Aggiungere il cocco disidratato, l'ammoniaca e la farina setacciata continuando ad amalgamarli con la planetaria.





Debbo confessarvi che quando sono andata ad aprire le bustine di ammoniaca ho avuto la sorpresa di trovarle......vuote!!
Erano sigillate ma evidentemente avevano passato la scadenza (che non sono riuscita a trovare sulla confezione) ed il prodotto si era.....volatilizzato!!!  :-( 
Così al posto dell'ammoniaca ho utilizzato una punta di bicarbonato di sodio, non so se il risultato sia il medesimo ma ho dovuto rimediare così!!! Penso che l'ammoniaca li avrebbe fatti spaccare in superficie, i miei sono risultati più compatti ma ugualmente friabili.

Otterrete un impasto compatto e non troppo morbido.

Incartatelo e mettetelo in frigo per circa 1 ora.




Formare delle palline (a me ne sono venute 40) e ponetele su una teglia foderata di carta da forno.




Far cuocere per circa 20 minuti in forno a 150°. Sentirete un ottimo profumo diffondersi per la cucina.


Sono ottimi, li riproverò anche con l'ammoniaca per dolci.
Alla prossima!