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martedì 12 agosto 2025

Ova Murine, i cannoli estivi di Sciacca


Dopo diversi mesi di assenza forzata torno con piacere qui sulle pagine del mio blog e sebbene in questi giorni le temperature siano roventi ho voluto provare un dolce siciliano che non ha bisogno del forno. Quando ho letto di questa "versione estiva del cannolo siciliano" la curiosità è stata tanta. Il cannolo siciliano è uno dei dolci che amo in assoluto, potevo non provare quindi questa sua declinazione? 

Il nome potrebbe essere dovuto al colore scuro delle crespelle (ova murine - uova scure) oppure riferirsi alla pella della murena che le crespelle ricordano. 

Questo dolce è tipico della città di Sciacca, città marinara in provincia di Agrigento, dove nel XVII secolo le monache della Badia Grande in occasione della visita di Carlo V d'Asburgo, non avendo a disposizione sufficiente ricotta di pecora che in estate era scarsa, inventarono questa versione sostituendo il ripieno con la crema di latte (da cui deriva il bianco mangiare) ed al posto della cialda fritta (la scorcia) crearono una sorta di frittella a base di uova, zucchero, mandorle ridotte in farina e cacao. Qualcuno aggiunge alla frittella anche caffè in polvere o un cucchiaio di marsala.

Nel ripieno andrebbe anche la zuccata (confettura di zucca verde siciliana) ma per i comuni mortali che non vivendo in Sicilia non ne trovano può essere usato del cedo candito che poi trasformeremo in una sorta di confettura. 



Ingredienti: (per circa 8 - 10 crespelle da 12 cm di diametro)

Per le crespelle 

  • 4 uova 
  • 110 gr di zucchero semolato 
  • 90 gr di mandorle spellate e tostate
  • 3 cucchiai di cacao amaro in polvere
  • 1 cucchiaino di cannella in polvere
Per la farcia 

  • 500 gr di latte intero
  • 50 gr di amido di mais 
  • 80 gr di zucchero semolato
  • 1/2 stecca di cannella
  • una scorza di limone non trattato 

Per guarnire  

  • gocce di cioccolato 
  • zuccata (o 150 gr di cedro candito cotto per 5 minuti in uno sciroppo ottenuto con 150 gr di acqua e 100 gr di zucchero semolato e poi frullato)
Burro o olio evo per friggere le crespelle 

Iniziate a preparare la crema per la farcia mescolando a freddo tutti gli ingredienti in un recipiente capace, cuocendo poi a temperatura bassa e mescolando continuamente con la frusta a mano fino a che la crema non si è addensata. Eliminate la scorza di limone e la stecca di cannella ed una volta fredda passatela al setaccio.

Per le crespelle riducete in farina le mandorle spellate e appena tostate in padella dopo averle fatte ben freddare nel freezer per qualche ora. Il cutter dovrà essere utilizzato a brevi scatti per non fare surriscaldare le mandorle. Con una frusta battete le uova, aggiungetevi lo zucchero e tutti gli altri ingredienti. 

Riscaldate bene una padella da 12 cm di diametro con una noce di burro e versatevi un mestolino d'impasto, fate cuocere alcuni minuti la crespella e quando la superficie è asciutta toglietela con l'aiuto di una spatola. 


Quando le crespelle saranno fredde farcitele al centro con la crema di latte aiutandovi con una sac à poche anche senza beccuccio. Cospargetevi sopra le gocce di cioccolato e un cucchiaino di composta di cedro candito. Chiudete la crespella come un cannolo,  guarnite le due estremità con una ciliegia candita e spolverizzate con zucchero a velo. 



Il vostro cannolo estivo è pronto da gustare! 



martedì 17 gennaio 2023

Gelo d'arancia (Sicilia - Italia) - A di Arancia

 


Innanzitutto buon 2023 a tutti!

Da più di un anno non postavo nuove ricette su queste pagine e ci voleva la banda di "amiche + uno" dell'ABC, capitanata da Aiuolik per trascinarmi in una nuova avventura che ci porterà alla ricerca di pietanze di tutto il mondo partendo da ingredienti che dovranno essere protagonisti principali delle varie preparazioni. In pratica un mix delle avventure gastronomiche che ci hanno già visti viaggiatori virtuali in l'Italia e nel resto del mondo.



Dovremo scegliere gli ingredienti in ordine alfabetico, quell'ingrediente deve essere uno dei principali per la ricetta scelta, per ogni lettera potremo postare tutte le ricette che vorremo scegliendo ingredienti diversi, ma dovranno essere tipiche di paesi diversi (per esempio non ci potranno essere due ricette francesi) e per ogni ingrediente non si potranno postare altre ricette utilizzando il suo nome in lingue diverse (se come ingrediente con M postiamo una ricetta con le "mele" non potremo per la P postare ricette che prevedono "pommes" che in francese sono le mele).

Dopo la ricetta troverete le istruzioni ed il calendario degli ingredienti per unirvi al nostro gruppo. 

Ogni ricetta non deve essere stata già pubblicata.


Quindi allacciamo le cinture e dal 15/01/2023 partiamo con la lettera A.

Come primo ingrediente con la A ho scelto l'ARANCIA, un frutto invernale originario di Cina e Giappone ma che nel bacino del Mediterraneo ha trovato condizioni ottimali.

Ricca di vitamine, in particolare la C, e di sali minerali, come gli altri  agrumi è una preziosa alleata per il sistema immunitario e per la nostra salute in genere. 

Non potevo riprendere questa nuova avventura se non con un dolce e questa volta sono andata nella splendida Sicilia per un dolce al cucchiaio che, visto le feste appena passate, è anche fresco e leggero, ideale per concludere un pranzo senza appesantirsi.

Sto parlando del GELO D'ARANCIA, una delle versioni invernali di questo dolce al cucchiaio tanto amato dai siciliani. Il suo colore meraviglioso e brillante varierà in base alle arance scelte, dal giallo brillante al rosso, e la quantità di zucchero che utilizzerete potrà variare in base al grado zuccherino che avranno le arance utilizzate.


GELO D'ARANCIA ( Sicilia - Italia)

Ingredienti:

  • 1000 ml di succo d'arancia filtrato
  • 200 gr di zucchero semolato (quantità variabile secondo la dolcezza delle arance usate)
  • 100 gr di amido di mais (maizena)
Per guarnire a piacere:
  • arancia candita
  • granella di pistacchio
  • gocce di cioccolato
  • cannella
Dopo aver spremuto le arance (se volete potete anche aggiungere un po' di succo di limone) filtrate il succo con un passino, assaggiatelo per verificare il grado zuccherino della frutta e per capire se la quantità di zucchero da aggiungere è quella giusta. 

Versatelo in una casseruola dal fondo spesso dove avrete mescolato amido di mais e zucchero utilizzando una frusta. 

Quando le polveri si saranno completamente sciolte nel succo ponete sul fuoco a fiamma bassa e sempre mescolando portate ad ebollizione fino a che il preparato non velerà il cucchiaio di legno.

Versate in uno stampo unico o in stampi monodose precedentemente bagnati perché il gelo si stacchi con facilità.

Quando il gelo sarà diventato tiepido ponete in frigorifero per almeno 4 ore, meglio se per tutta la notte.

Al momento di servire capovolgete il gelo su un piattino e decorate a vostro piacere. Io ho utilizzato scorza d'arancia candita da me. squisita, e granella di pistacchio. Voi potrete utilizzare anche gocce di cioccolato, cannella in polvere, scaglie di mandorle a vostro piacimento.

Qui le regole ed il calendario per partecipare all'ABC - un mondo d'ingredienti.





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martedì 31 agosto 2021

Crostata al gelo di anguria



E' l'ultimo giorno di agosto, le vacanze sono finite, il caldo torrido sembra essere passato, ma l'estate non è ancora terminata ed i suoi frutti sono gustosi e resi dolcissimi dal sole di cui hanno goduto.

E' quindi il momento giusto per realizzare un dolce di cui i palermitani vanno matti, una crostata con un ripieno di gelo d'anguria che loro chiamano "mellone" che può essere mangiato anche da solo come in questa ricetta! E' anche un modo per utilizzare quelle angurie poco dolci o troppo farinose che altrimenti non mangeremmo, mentre con l'aggiunta dello zucchero necessario ed aromatizzate con della cannella e, se li avete, con fiori di gelsomino daranno vita ad una crema dal sapore favoloso. 




Ingredienti: (per una tortiera da crostata da 23 cm con bordi alti)

Per la frolla

  • 375 gr di farina 00
  • 150 gr di burro a temperatura ambiente
  • 150 gr di zucchero semolato
  • 2 uova medie intere
  • la buccia grattugiata di un limone non trattato
  • una punta di cucchiaino di lievito per dolci
  • un pizzo di sale

Per il gelo d'anguria 

  • 1 lt di succo di anguria 
  • 90 gr di amido di mais 
  • 200 gr di zucchero (ma la quantità può variare in base alla dolcezza dell'anguria)
  • un pezzo di stecca di cannella

Per isolare la frolla

  • 100 gr di cioccolato fondente
 
Per guarnire
  • pistacchi tritati
  • gocce di cioccolato fondente
La sera prima iniziate a preparare la frolla come al solito, avvolgetela nella pellicola e fatela riposare in frigorifero per tutta la notte.

Per ottenere il succo d'anguria passate la polpa al passaverdure e raccoglietelo in un contenitore.
Iniziate anche a riscaldare in un pentolino 100 ml di succo di anguria con la stecca di cannella e lasciatela in infusione tutta la notte in frigorifero come pure il resto del succo.

Quando riprenderete la frolla lavoratela un po' per farle riacquistare morbidezza, rivestite la teglia imburrata ed infarinata, bucherellate con i rebbi di una forchetta sia il fondo che i bordi perché non si gonfino in cottura, rivestitela con carta da forno e copritela con fagioli secchi. Fatela cuocere a 180°C in forno preriscaldato per circa 25 minuti, quindi togliete i fagioli e la carta forno e proseguite la cottura per altri 10 minuti. Praticamente avrete fatto una cottura in bianco della base di frolla. 

Ora riprendete il succo d'anguria, passatelo attraverso un colino come pure quello aromatizzato con la stecca di cannella.
Versatene una piccola parte in una casseruola dal fondo spesso, aggiungeteci l'amido di mais che farete sciogliere alla perfezione mescolando con una frusta, quindi lo zucchero un po' per volta fino a raggiungere il grado di dolcezza che vi piace. 
Mettete la casseruola sul fuoco a fiamma bassa e sempre rimescolando vedrete che appena si formeranno le prime bolle avrà raggiunto la giusta consistenza ed acquisito un color rosso corallo favoloso.
Versatelo in un contenitore di vetro e fatelo raffreddare.


Quando la base di frolla sarà fredda spennellate tutto l'interno con il cioccolato fondente fuso a bagnomaria, in modo che la frolla non si ammorbidisca a contatto con il gelo.

Una volta che il cioccolato fondente si sarà rappreso versate all'interno il gelo d'anguria ormai quasi completamente freddo. 
Fate riposare per un giorno la crostata in frigorifero e al momento di servirla guarnite con pistacchi tritati e gocce di cioccolato. 
Io non sono riuscita a trovarli ma ci sarebbero stati meravigliosamente anche dei fiori di gelsomino.  




Accompagnato da un buon Passito di Pantelleria godiamoci ancora questo sapore estivo, il colore poi è stupendo! 


venerdì 3 agosto 2018

Gelo di caffè



Dopo il gelo di anguria non poteva mancare il gelo di caffè, altro dessert adattissimo a rinfrescare queste calde giornate di agosto.
Si tratta di una delle tante declinazioni con cui il "gelo" viene preparato in Sicilia, un ottimo modo per concludere il pasto al posto della solita tazzina di caffè. 


Ingredienti: (per 6 porzioni)

  • 1/2 lt di caffè della moka
  • 120 gr di zucchero semolato
  • 40 gr di amido di mais
  • 1 cucchiaio di cacao amaro in polvere
Per guarnire
  • cannella in polvere
  • lamelle di mandorle
Fate sciogliere lo zucchero nel caffè appena fatto ed ancora caldo.
In una casseruola dal fondo spesso setacciate l'amido di mais ed il cacao amaro, quindi aggiungetevi poco caffè già zuccherato ed ormai freddo, mescolate energicamente con la frusta perché non si formino grumi, quindi aggiungete il restante caffè zuccherato.
Ponete sul fuoco a fiamma dolce e girando continuamente con la frusta fino a quando il composto non si sarà addensato.
Versate immediatamente negli stampini inumiditi ed una volta che il gelo sarà diventato tiepido riponete nel frigorifero gli stampini per almeno 4 ore. 
Capovolgete il gelo nel piattino per il servizio, decorate a piacere con una spolverata di cannella e con alcune lamelle di mandorle. 


Ricordate che potrete regolare la quantità di zucchero secondo i vostri gusti, potete anche lasciare in infusione nel caffè caldo una stecca di cannella per aromatizzalo ancora di più.
E se la caffeina vi crea dei problemi potrete sempre ricorrere ad un buon caffè decaffeinato, il gusto non ne risentirà!
=^-^=
 

mercoledì 18 luglio 2018

Gelo d'anguria palermitano (Gelu ri muluni)

 Fino a non molti anni fa l'arrivo dell'estate era sancito dall'arrivo del cocomeraro, il venditore d'anguria, che con il suo banco occupava la sua solita postazione su un marciapiede del mio quartiere con l'ombrellone ed il banco frigo in epoca più recente  ed una montagna di cocomeri accanto all'immancabile "nasone", la nostra fontanella tipica, dove passava tutta la stagione, giorno e notte, a vendere angurie intere o a fette.
Peccato che nessuno abbia raccolto l'eredità del nostro cocomeraro istituzionale, ma come rinunciare ad una fetta d'anguria fresca e dissetante?
A Palermo, quando andai in viaggio con mia madre per conoscere la sua città natale e un po' della meravigliosa Sicilia, scoprii che con l'anguria facevano una sorta di dolce al cucchiaio e durante la  nostra permanenza ogni giorno era regola fare colazione con brioche e gelato ed il pomeriggio rinfrescarci con una granita di limone o con un gelo d'anguria.
Il gelu ri muluni ha probabilmente origini arabe (anche se nella Piana degli Albanesi affermano che è sicuramente giunto con gli albanesi che qui si stanziarono intorno alla metà del XV° secolo) ed è sostanzialmente succo d'anguria e zucchero addensato come il "biancomangiare" con amido di mais, aromatizzato a piacere con cannella o vaniglia e fiori di gelsomino, mentre l'uso del cioccolato sarebbe arrivato con la dominazione spagnola.
Si può gustare durante tutta l'estate, ma è tradizione prepararlo per "u fistinu", la festa in onore di Santa Rosalia , patrona di Palermo, dal 10 al 15 luglio ed a Ferragosto per l'Assunzione di Maria Vergine.
La sua preparazione è veramente semplice.



Ingredienti: (per circa 6 porzioni)

  • 1 kg di polpa d'anguria
  • 100 gr di amido di mais
  • 200 gr di zucchero semolato
  • 50 gr di cioccolato fondente a pezzetti o in gocce
  • 50 gr di zuccata candita a pezzetti o di cedro (facoltativa)
  • semi di vacca di vaniglia 
  • cannella in polvere
  • pistacchi non salati spellati
Iniziate a privare la polpa di anguria di tutti i suoi semi, passatela al passaverdure e quindi al setaccio per eliminare eventuali resti di semi.
In una ciotola versare l'amido di mais e con una frusta fatelo sciogliere a freddo con metà del succo d'anguria evitando accuratamente che si formino dei grumi.
Versatelo in una casseruola d'acciaio con il resto del succo d'anguria e lo zucchero e mescolando con la frusta, formando un otto nella casseruola, portate a fiamma bassa a bollore per 4-5 minuti.
A questo punto avrete una sorta di gelatina a cui aggiungere i semi di vaniglia e se vi piace la cannella, che in alternativa potrete spolverare sopra al gelo.
Versate la gelatina in stampini bagnati monodose o in uno stampo unico e fate raffreddare in frigorifero per almeno 3 ore.
Al momento di servire capovolgete il gelo su un piattino e decorare con le gocce di cioccolato, la cannella in polvere, i pistacchi sminuzzati e, se ne avete, un fiore di gelsomino edule.



Sentirete che sapore e che profumo!! 

Ricordate che con lo stesso sistema potete ottenere un gelo con qualsiasi frutto (fragole, melone, pesca, uva, kiwi, arancia, limone, ananas) o con infuso di cannella, regolando la quantità di zucchero  secondo il grado zuccherino della frutta utilizzata e guarnendolo secondo la vostra fantasia. 

A presto!! =^-^=

martedì 27 febbraio 2018

Pan d'arancia siciliano



Il pan d'arancia è un dolce siciliano che come dice il nome racchiude tutto il profumo ed il sapore delle meravigliose arance di Sicilia che sono presenti con il succo, la scorza ed i canditi di questi agrumi.
A dirla tutta l'avevo già fatto un'altra volta frullando le arance intere come dice la maggior parte delle ricette in rete, ma il sapore amarognolo data dall'albedo, la parte spugnosa bianca sotto la scorza, ai miei non era piaciuto.
Nonostante abbia annoverato tutte le proprietà che ha questa parte in effetti poco appetibile (combatte il colesterolo e la cellulite, 
svolge un'azione preventiva contro i tumori e tante altre) il suo sapore ai miei proprio non va giù.
Dal momento che avevo delle arance che provengono da un giardino in cui non utilizzano alcun tipo di prodotto ho voluto cercare nuovamente una ricetta che però non prevedesse di frullarle intere e questa volta sono stata fortunata.
Nel blog di Stefania ho trovato la ricetta che ha avuto dal pasticcere palermitano Giovanni Cappello e che al posto delle arance frullate intere utilizza il succo, la scorza grattugiata e la pasta d'arancia che io avevo fatto in casa. 
Questa volta non avevo la farina di mandorle prevista e l'ho sostituita con altra farina, ma la prossima seguirò la ricetta alla lettera.

Ingredienti: (per uno stampo da Gugelhupf da 21 cm di diametro) 


  • 125 gr di burro morbido
  • 150 gr di farina di mandorle (che io ho sostituito con 150 gr di farina 00)
  • 100 gr di tuorli d'uovo
  • 37 gr di zucchero semolato
  • 25 gr di pasta d'arancia (di cui sotto indico la ricetta)
  • 25 gr di succo d'arancia
  • la scorza grattugiata di 1 arancia non trattata
  • 150 gr di albumi
  • 125 gr di zucchero semolato
  • 175 gr di farina 00
  • 1 bustina di lievito per dolci
Per la pasta d'arancia (di Montersino)

  • 45 gr di polpa e succo di arancia 
  • 30 gr di scorza d'arancia (senza la parte bianca)
  • 50 gr di glucosio o miele
  • 80 gr di zucchero a velo
  • 100 gr di zucchero semolato
Per prima cosa preparate la pasta d'arancia che con le quantità di ingredienti indicate vi potrà servire anche per altre preparazioni, come altri lievitati o creme. Visto il periodo sarà perfetta per arricchire l'impasto delle colombe pasquali.

Dovete togliere tutta la scorza dell'arancia con un pelapatate evitando accuratamente l'albedo (la parte bianca sottostante che è amaro), quindi eliminate i semi e mettete sia la polpa che le scorze, i due tipi di zucchero ed il glucosio (o il miele) nel mixer, quindi frullate fino ad ottenere un pasta cremosa. La vostra pasta d'arancia è pronta. Potrete conservarla in frigorifero in un vasetto sterilizzato. Allo stesso modo sostituendo i limoni alle arance otterrete la pasta di limone. 


Una volta pronta la pasta d'arancia potete iniziare la preparazione del dolce. Nella ricetta ne sono previsti solo 25 gr, ma la prossima volta vorrei provare a raddoppiare la dose togliendo 25 gr di zucchero previsti nella ricetta.

Non vi ho fatto fotografie perché è veramente molto semplice.
Per prima cosa montate con le fruste gli albumi facendoli prima schiumare un poco e poi aggiungendo i 125 gr di zucchero semolato fino ad ottenere una meringa bianca e lucida.
In un'altra ciotola montate con le fruste il burro morbido, unitevi in 3 volte la farina di mandorle, quindi i tuorli sempre in 3 volte. Poi continuando a montare con le fruste unite i 37 gr di zucchero, il succo e la pasta d'arancia, quindi la scorza grattugiata.
Ora aiutandovi con una spatola amalgamatevi alternativamente un po' di meringa ed un po' di farina setacciata insieme al lievito, via via così fino a terminarli. Otterrete un composto sodo e spumoso.
Versatelo nello stampo imburrato ed infarinato, con qualche colpo sul fondo dello stampo fate compattare il composto, quindi cuocete in forno preriscaldato a 160°C per 40 minuti.
Fate la prova stecchino quindi lasciate freddare il dolce prima di sformarlo.
Potete guarnirlo con una semplice spolverata di zucchero a velo, come ho fatto io, oppure con una glassa che otterrete mescolando 
150 gr di zucchero a velo, un pochino di succo di limone e quanto basta di succo d'arancia fino ad ottenere la consistenza che più vi piace, molto densa (aggiungete poco succo per volta) oppure più liquida. Potete finire la guarnizione con della semplice scorza d'arancia a filetti, oppure caramellata o con delle fette intere d'arancia fatte candire in un padellino con un goccio d'acqua e zucchero semolato, a voi la scelta.



Sarà perfetto per la colazione o la merenda, piacerà di sicuro anche ai bambini. 
Se invece volete arricchirlo ulteriormente io lo accompagnerei con una crema all'arancia fatta con:
- 500 ml di succo d'arancia
- 120 gr di zucchero semolato
- 50 gr di amido di mais
- 50 gr di burro o margarina
Amalgamate con la frusta tutti gli ingredienti in un pentolino, tranne il burro che aggiungerete quando avrete ottenuto a fiamma bassa la giusta consistenza.

Non vi resta che provare il pan d'arancia, sarà sicuramente gradito da tutti!!  =^-^=

lunedì 5 febbraio 2018

Cartocci palermitani alla crema o Macallè per un Carnevale goloso


Come ogni anno quando arriva Carnevale non riesco a rinunciare a qualche dolce fritto.  
Così dopo le solite riflessioni " al forno sono molto più leggeri...e poi non si invade la casa di odore di fritto!", finestre spalancate, cappa aspirante in funzione e cappellino se non posso fare subito lo shampoo, si frigge!
Stavolta sono voluta tornare nell'amata Sicilia per riassaporare il gusto dei cartocci palermitani alla crema pasticcera, ma avrei potuto riempirli anche con crema di ricotta e gocce di cioccolato (come i cannoli siciliani) che a Palermo è la farcitura più classica, oppure con crema al cioccolato o crema ai pistacchi. 
L'importante è ottenere un impasto che dopo la frittura rimanga croccante senza assorbire olio ed ho scelto una ricetta che non prevede uova nell'impasto.
Saranno necessari dei cilindri di alluminio (quelli per i cannoli per intenderci) intorno ai quali avvolgere la pasta lievitata, ma se non li avete potete anche crearli da soli come ho fatto io che non avevo sufficienti cilindri. Basterà utilizzare della carta di alluminio doppia avvolta a cilindro e fermata con una spillatrice ed il gioco è fatto.
Armatevi solo di un po' di pazienza per aspettare i tempi di lievitazione, per il resto è tutto molto rapido.




Ingredienti: (per 11 cartocci)

Per la pasta lievitata

  • 500 gr di farina 00
  • 2 cucchiaini di sale fino
  • scorza grattugiata di 1/2 limone non trattato
  • 50 gr di zucchero semolato
  • 1 bustina di lievito di birra disidratato
  • 250 gr di acqua a temperatura ambiente
  • 70 gr di strutto

Per la crema pasticcera
  • 1 lt di latte
  • 160 gr di tuorli (circa 6)
  • 200 gr di zucchero semolato
  • 120 gr di farina 00
  • scorza di limone non trattato oppure 1 bacca di vaniglia

Per guarnire
  • zucchero semolato
Comiciate a preparate l'impasto mescolando la farina setacciata con sale e scorza di limone. 




In acqua sciogliete il lievito disidratato e lo zucchero, unite il liquido alle polveri ed amalgamate con la planetaria.






Ora aggiungete un poco per volta lo strutto a pezzettini senza aggiungere un altro pezzetto prima che il precedente sia amalgamato e fate ben incordare l'impasto.



Lavorate a mano un attimo sul piano l'impasto che risulterà liscio e compatto e ponete a lievitare nella ciotola fino al raddoppio coperto con pellicola.


Così si presenterà l'impasto dopo la lievitazione.


Mentre l'impasto sta lievitando preparate la crema pasticcera nel solito modo e lasciatela raffreddare coperta con pellicola a contatto.

Sgonfiate l'impasto con i pugni e dividetelo in pezzi da 80 gr ciascuno, formatene dei cordoni lunghi 30 cm e avvolgeteli sul cannello oleato sigillando bene inizio e fine sotto gli altri giri di pasta.
Ponete i cartocci su una teglia foderata di carta da forno coperti con pellicola e fateli lievitare nuovamente fino al raddoppio rigirandoli delicatamente a metà lievitazione.






Friggeteli in olio profondo a non più di 150°C fino alla loro doratura.


Fateli scolare su carta assorbente, sfilate i cannelli e passateli nello zucchero.



Una volta freddi riempiteli di crema pasticcera o crema di ricotta (ricotta, zucchero e gocce di cioccolato), o di crema al pistacchio, o di crema al cioccolato, come più vi piacciono insomma.




Sono deliziosi, asciutti e fragranti, fateli e ne rimarrete conquistati.

Buon Carnevale a tutti!!  =^-^=

venerdì 3 novembre 2017

Tetù e Teio palermitani per la Festa dei Morti


Lo so, sono in ritardo di un giorno con questo post, ma visto che questi dolci nati in Sicilia per la "Festa dei Morti" ora si possono trovare tutto l'anno, nessuno ci impedisce di prepararli in qualunque momento, dato anche che nella versione più antica che io ho voluto realizzare è una ricetta del recupero e l'ho presa da qui.
Sì, proprio del recupero, perché le suore di clausura che li fecero per prime, utilizzavano rimasugli di altri dolci impastati nuovamente, da cui il nome di "ù mistu", ovvero il misto, con cui sono anche conosciuti.
In dialetto siciliano "tetù e teio" vuol dire "uno a te e uno a me" e si differenziano per la glassatura che li ricopre, al cacao per i tetù e bianca per teio.
Va da sé che avendo come ingrediente principale avanzi di biscotti o torte o crostate, ogni volta avranno un gusto differente, ma è il bello di questi biscotti, morbidi e profumati con una glassatura che però non è stucchevole.




Ingredienti: (per 60 biscotti)

Per i biscotti

  • 600 gr di avanzi di biscotti, crostate, dolci vari
  • 100 gr farina di mandorle
  • 200 gr di farina 00
  • 150 gr di zucchero semolato
  • 20 gr di ammoniaca per dolci Nella ricetta originale 15 gr)
  • 120 gr di strutto
  • 2 cucchiaini di cannella
  • scorza grattugiata di un limone e di una arancia non trattati
  • un pizzico di sale
  • 250 ml di latte  (ma regolatevi in base agli avanzi di dolci utilizzati)
Per la glassatura
  • 375 gr di zucchero
  • 115 gr d'acqua
  • aroma di vaniglia (facoltativo)
  • 2 cucchiaini di cacao amaro in polvere

Iniziate a passare al mixer tutti gli avanzi di torte, crostate o biscotti per tritarli finemente.



In una ciotola unire alla pasticceria ridotta in polvere tutti gli altri ingredienti secchi e lo strutto sciolto.




Per ultimo aggiungete il latte regolandovi in base alla consistenza degli ingredienti. Se questi fossero troppo secchi potete aggiungere anche della confettura a vostro piacimento.



Dovrete ottenere una consistenza un po' più dura di una frolla.


Ricavate tante palline un po' più grandi di una noce, disponetele su una teglia foderata di carta da forno un po' distanziate tra di loro e schiacciatele leggermente con il palmo della mano.


Fate cuocere a 180°C in forno preriscaldato per 30 minuti circa, controllando che non colorisca troppo il fondo dei biscotti.

Mentre si raffreddano preparate la glassa.

In un pentolino dal fondo spesso mescolate l'acqua con lo zucchero semolato, ponete sul fuoco e portate a bollore senza mai mescolare ma pulire il bordo della pentola con un pennellino bagnato perché non brucino le eventuali gocce di zucchero. Se avete un termometro da zucchero fate raggiungere la temperatura di 110°C, altrimenti fate la prova prendendo tra pollice ed indice una goccia di zucchero che dovrà fare il filo. 

Travasate qualche mestolino di sciroppo in una ciotola di alluminio e girate con un cucchiaio di legno fino a quando non comincia a diventare bianco. Se dovesse asciugarsi troppo aggiungete qualche goccio d'acqua.


Con un pennello glassate la metà dei biscotti, i teio.


Per i tetù invece aggiungete allo sciroppo ( sempre nella ciotola di alluminio) un cucchiaino di cacao in polvere, mescolate bene con un  cucchiaio di legno e spennellate gli altri biscotti.

Se lo sciroppo nel pentolino dovesse solidificarsi un po' rimettete sul fuoco fino a farlo nuovamente sciogliere. 

Lasciate che la glassa asciughi fino al giorno successivo.


Sono deliziosi, profumatissimi, morbidi all'interno e con la leggera glassatura croccante.

Alla prossima! =^-^=