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martedì 26 marzo 2024

Spargerl appetithappen - Antipasto di asparagi ( Liechtenstein) - A di Asparago


Per portarvi nel Principato del Liechtenstein questa volta prepareremo un antipasto. Il Liechtenstein è uno degli stati più piccoli al mondo, situato tra Austria e Svizzera ha un territorio prevalentemente montuoso, nella parte settentrionale c'è un'area più pianeggiante. Lungo la valle del Reno sono coltivati gli
asparagi, protagonisti di questa ricetta insieme al pane di segale (alimento base di questo paese),al salmone ed al formaggio cremoso. Potrete ottenere un raffinato, gustoso e veloce antipasto adatto anche alle occasioni più importanti. 




Ingredienti: (per 8 tartine)

  • 4 fette di pane di segale
  • 1 tazza di formaggio cremoso
  • 1 cucchiaio di aneto fresco tritato
  • 1 cucchiaio di succo di limone
  • 1/4 di tazza di capperi tritati finemente
  • 8 asparagi
  • 230 gr di salmone affumicato
  • Scorza grattugiata di 1 limone 
Innanzitutto mescolate in una ciotola il formaggio cremoso con i capperi tritati, l'aneto tritato ed il succo di limone. 

In una pentola bassa e larga portate a bollore dell'acqua leggermente salata e scottateci per 2 minuti gli asparagi che poi passerete in acqua ghiacciata per fermare la cottura e conservare il verde brillante. 

Da ogni fetta di pane ricavate 2 tartine della forma che preferite e fate tostate su una padella le 8 tartine ricavate.

Spalmate su ogni tartina un po' del composto di crema di formaggio cremoso che avevate già condito, ponetevi sopra una punta di asparago con un po' di gambo avvolta in una fettina di salmone e cospargete con zest di limone. 

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lunedì 19 febbraio 2024

Barbagiuan alla zucca (Principato di Monaco) - Z di zucca

 


Prima che la stagione invernale finisca, anche se quest'anno un vero inverno non lo abbiamo certo avuto, possiamo ancora gustarci delle ottime zucche ricche di molte proprietà. 

Ho deciso di cucinare una zucca Butternut dalla tipica forma allungata a pera, la buccia tendente al beige, liscia e sottile. Originaria del Sudamerica e dell'Australia ora viene coltivata anche in Italia ed in Europa. Ha un sapore dolce dal retrogusto di nocciola e come le altre zucche è ricca di sali minerali e vitamine, in particolare la A, betacarotene e C, indispensabili per il sistema immunitario, la vista e la pelle. Combatte l'invecchiamento cellulare con gli antiossidanti e con le sue fibre aiuta la funzione intestinale. 


Con questo splendido ortaggio ho voluto realizzare una ricetta tipica del Principato di Monaco, un raviolo fritto ripieno di zucca nella versione invernale o di bietole o spinaci in quella estiva e fritto. La tradizione del barbagiuan (o barbajuan in ligure, che in dialetto vuol dire "zio Giovanni") va da Cannes a Sanremo, con le tipiche caratterizzazioni che cambiano anche da famiglia a famiglia. Nel Principato dove i monegaschi lo amano viene servito per l'aperitivo anche nei ricevimenti più esclusivi, specialmente nella versione più piccola da mangiare in un boccone, come antipasto ma anche come piatto vero e proprio. È una cosiddetta ricetta della nonna che permetteva anche il riutilizzo degli avanzi e possono contenere oltre le verdure anche riso o ricotta e nella versione con spinaci o bietole anche affettati (come prosciutto, bresaola, pancetta) oltre ad erbe aromatiche. 



Ingredienti: ( per 4 persone)


Per la pasta matta

  • 200 gr di farina 00
  • 2 cucchiai di olio evo
  • 85 ml di acqua
  • una punta di lievito istantaneo per torte salate 
  • un pizzico di sale 


Per il ripieno
  • 300 gr di zucca Butternut
  • 1 spicchio d'aglio
  • 1 porro
  • mezza tazza di riso
  • 2 cucchiai di parmigiano grattugiato
  • 1 uovo
  • 2 chiodi di garofano
  • prezzemolo e maggiorana
  • sale e pepe qb
Per prima cosa tagliate la zucca Butternut dove inizia il rigonfiamento. Dividete ogni metà in 2, togliete i semi scavando delicatamente con un cucchiaio. Con un pelapatate togliete la buccia e tagliate a dadi la zucca, cuocendola in acqua bollente salata e profumata con 2 chiodi di garofano fino a che non è tenera.
Scolatela e fatela raffreddare.

Fate soffriggere il porro in poco olio evo, aggiungete il riso, tostatelo e quindi portatelo a cottura con del brodo vegetale.

Schiacciate la zucca con una forchetta, aggiungete il riso, l'uovo, il parmigiano, l'aglio schiacciato e prezzemolo e maggiorana. Aggiustate di sale e pepe. 



Preparate ora la pasta sulla spianatoia fino ad ottenere un impasto compatto ed omogeneo. Avvolta in pellicola fatela riposare in frigorifero almeno mezz'ora.



Dopo il riposo tiratela con la nonna papera fino al penultimo scatto, ricavate dei dischi con un coppa pasta o volendo potete anche tagliare dei semplici ravioli con una rotella. Ponete un cucchiaio di ripieno su ogni tondo di pasta a cui avrete inumidito il bordo, chiudete la pasta a mezzaluna e sigillate il bordo con i rebbi di una forchetta. 



Friggete i barbagiuan in olio caldo e profondo per pochi minuti fino a doratura. Scolateli su carta assorbente ( ma vedrete che non avranno assorbito affatto l'olio) e mangiateli caldi. 
Se vi dovessero avanzare conservateli in frigorifero e prima di servirli  scaldateli in forno, torneranno come appena fritti! 


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domenica 31 dicembre 2023

Fatayas o Pastels au thon (Senegal) - T di Tonno


Prima che si concludesse questo 2023 volevo realizzare una ricetta che avesse come protagonista il tonno, questo splendido pesce che se non riesce ad essere consumato fresco comunque in scatola riesce a raggiungere ogni luogo. 


Il
tonno è una specie ittica pelagica a sangue caldo che vive in quasi tutti i mari del nostro pianeta ed è considerato un "pesce azzurro", come gli altri pesci azzurri non ha squame, è ricco di Omega3 e di grassi insaturi. Come gli altri pesci azzurri è soggetto alla presenza del parassita Anisachis per cui deve essere consumato dopo l'abbattimento in freezer per almeno 96 ore.

Non potendo essere allevato si pesca in mare aperto oppure viene intrappolato nelle "tonnare", da noi presenti in Sicilia e Sardegna. Particolarmente pregiato è il tonno rosso che vive nel Mar Mediterraneo ed ora purtroppo a rischio di estinzione. Del tonno non si butta via nulla, cuore, fegato e trippa (stomaco) sono consumati come le frattaglie degli animali terrestri, mentre le uova affumicate costituiscono la bottarga, meno conosciuta di quella di cefalo muggine. Persino la raschiatura della testa, della coda, della pelle e della lisca (dopo aver asportato tutte le varie parti in cui è suddivisa la carne) viene cotta e conservata sott'olio,in Sicilia è conosciuta come buzzonaglia o buzzonaccia. 

Fin dai tempi della Roma Imperiale si conservava il tonno in salamoia o sott'olio nelle anfore dell'epoca, mentre dopo il 1810 il francese Nicolas Appert introdusse l'uso di barattoli di vetro chiusi con tappi incerati. 

Solo nel 1850 l'inglese Brian Donkin utilizzò per primo delle scatolette di latta dove cuocere a bagnomaria e poi sigillare l'alimento con la chiusura, dando il via a quelle che ancora sono le comode e leggere scatolette. E il tonno iniziò a subire lo stesso trattamento.

Con le nostre ricette il tonno, sia fresco che in scatola, trova il modo di essere utilizzato in mille preparazioni, ma stavolta sono voluta andare in Senegal per realizzare degli sfiziosi antipasti che sono anche un cibo di strada.

Si tratta dei Pastels au thon o Fatayas, una sorta di panzerotti ripieni di tonno, ma possono anche avere un ripieno di carne o verdure, che le donne preparano, friggono e vendono con dei tavolini sul ciglio della strada. 



Ingredienti: (per circa 16 Fatayas, secondo le dimensioni che vorrete)


Per l'impasto

  • 200 gr di farina 00 ( io ne ho dovuta usare 240 gr)
  • 50 gr di burro fuso e freddo
  • 1 uovo intero
  • 1 tbs di baking powder
  • un pizzico di sale
  • 1/2 cup di latte (118 ml)

Per la farcia 
  • 1/2 cipolla grande
  • 1 spicchio d'aglio
  • 3 cucchiai di olio evo
  • 2 cucchiai di concentrato di pomodoro
  • 240 gr di tonno sott'olio sgocciolato
  • pepe q.b.
  • sale se necessario

Iniziate a preparare l'impasto mettendo in una ciotola tutte le polveri, mischiatele bene, quindi aggiungete il burro fuso ormai freddo e l'uovo intero. Mescolate con un cucchiaio poi aggiungete poco per volta il latte e mescolate il tutto. Impastate con la mano e finite di amalgamare il tutto che dovrà formare una pasta liscia e compatta. Lasciate la massa ottenuta nella ciotola chiusa con pellicola e fate riposare a temperatura ambiente per 1 ora. 

Passate ora a preparare la farcia facendo appassire la cipolla tritata nell'olio, dopo 5 minuti unite l'aglio tritato e dopo pochi minuti il concentrato di pomodoro. Amalgamate il tutto, aggiungete il tonno sgocciolato, fare insaporire con gli altri ingredienti, aggiungete il pepe ed il sale se serve, quindi l'acqua e mescolate fino a quando l'acqua non sarà evaporata. Fate raffreddare la farcia ottenuta.
In alcune ricette aggiungono nella farcia anche prezzemolo tritato e peperone rosso tagliato a dadini. 

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Riprendete la pasta e dividetela in 14 palline di pari peso, con il mattarello allargate ogni pallina a formare un cerchio dallo spessore sottile, adagiatevi un cucchiaio di farcia e richiudete a mezza luna. Sigillate bene il bordo con i rebbi di una forchetta o formando con le dita un cordoncino di chiusura. 

Fate cuocere le Fatayas in olio di semi caldo fino ad averle dorate, adagiatele su carta assorbente anche se non assorbono affatto l'olio e servire tiepide. 


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martedì 12 dicembre 2023

Blinis con salmone (Russia) - S di Salmone affumicato



Già si respira un'aria natalizia, dall'otto dicembre la maggior parte dei presepi e degli alberi di Natale sono stati allestiti e si comincia anche a pensare ai menù dei giorni di festa. Normalmente non sono una appassionata delle ricette super veloci o super facili a tutti i costi, ogni ricetta ha bisogno dei suoi tempi di preparazione e realizzazione. Tuttavia cercando una ricetta che avesse come protagonista il salmone mi è venuto subito in mente un antipasto tipico russo che non ho mai fatto e che è sicuramente molto rapido da realizzare: i blinis con salmone.


blinis, delle focaccine morbide e gonfie, sono molto simili ai pancakes e realizzarli è molto facile. Si consumano tutto l'anno, ma sono immancabili per la Maslenitsa o festa del sole che celebra l'inizio della primavera e della Quaresima. 

Il salmone è un pesce osseo d'acqua dolce e marina tipico dei mari temperati e freddi del nord Atlantico. E' ricco di proteine e di grassi polinsaturi, fosforo e selenio, ed alcune vitamine. Il contenuto di sodio è basso nel salmone fresco, ma non si può dire lo stesso per quello affumicato.

L'affumicatura è un metodo di conservazione che ha origini molto antiche, migliaia di anni, ed i popoli slavi, in particolare nelle regioni russe e polacche, l'adottarono molto presto. Intorno alla pesca ed all'affumicatura del salmone diverse culture svilupparono rituali e cerimonie. Il salmone era considerato simbolo di abbondanza, prosperità, fertilità e per i Celti saggezza e conoscenza. Con il tempo l'affumicatura da semplice metodo di conservazione ha trasformato il salmone in una prelibatezza che consumata nei banchetti e durante i festeggiamenti è simbolo di comunione, unità e celebrazione della vita. 

Forse per questo è anche giusto consumarne nel periodo natalizio, che dite?



Ingredienti: (per 4 persone)

Per i blinis 

  • 1 uovo
  • 80 gr di farina 00 
  • 150 ml di latte
  • 1/2 bustina di lievito in polvere per torte salate
  • un pizzico di sale
Per la farcitura
  • 125 gr di salmone affumicato
  • 120 gr di formaggio spalmabile o panna acida
  • Erba cipollina 
  • Chicchi di melagrana
Iniziate a preparare la pastella per i blinis separando il tuorlo dall'albume che terrete da parte. 
Mescolate il tuorlo con il latte, il sale ed aggiungete la farina mista al lievito passandola al setaccio. Quando la pastella è bella liscia coprite la ciotola con pellicola e lasciate riposare a temperatura ambiente per 1 ora. 
Trascorsa l'ora montate a neve ferma l'albume lasciato da parte e poco per volta unitelo alla pastella mescolando dal basso verso l'alto per non farlo smontare.



Oleate con un pezzo di carta da cucina una buona padella antiaderente, ponetela sul fuoco e quando è calda versate 1 cucchiaio e 1/2 d'impasto per formare il blini.


Fatelo cuocere a fiamma bassa per alcuni minuti e giratelo con una spatola per farlo cuocere sull'altro lato 
altri 2-3 minuti. 

Se voleste prepararli in anticipo potete anche congelarli e scaldarli in forno prima di farcirli. 

Spalmate un cucchiaino di formaggio spalmabile sul blini tiepido, adagiatevi una fettina di salmone affumicato, guarnite con erba cipollina e chicchi di melagrana. 

Come aperitivo per le prossime feste saranno perfetti! 


 
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mercoledì 4 ottobre 2023

Salsa Pebre (Cile) - P di Pomodoro

 


Da quando il pomodoro è giunto da noi grazie alla scoperta dalle Americhe all'inizio del sedicesimo secolo, è una presenza importantissima nella nostra cucina e nella nostra alimentazione. Tuttavia è originario delle regioni basse delle Ande e venne adottato dagli Aztechi che lo iniziarono a coltivare nelle regioni meridionali del Messico. Per questo ho voluto cercare una ricetta tipica dei luoghi dove da sempre questo frutto (già , perché il pomodoro è un frutto) cresceva e faceva parte delle abitudini alimentari della popolazione. 


In Cile questa preparazione che loro considerano salsa, anche se gli ingredienti sono tagliuzzati ma non frullati, è una presenza costante sulla tavola cilena. Accompagna carne e pesce grigliati ma viene consumata anche su panini caldi simili alle nostre crescentine, e accompagna anche insalate sia di riso che di patate. Diciamo che sui panini è da considerarsi una bruschetta cilena che sicuramente incontrerà i nostri gusti. 

Gli ingredienti sono semplici, qualche difficoltà da noi nel trovare il coriandolo fresco, che io ho sostituito con del prezzemolo ed ho poi pestato alcuni grani di coriandolo essiccato aggiungendolo al resto. 

In Cile utilizzano del peperoncino fresco molto piccante, ma voi potrete utilizzare il peperoncino che riuscite a tollerare tranquillamente.

Ingredienti:

  • 2 grossi pomodori rossi sodi
  • 1 spicchio d'aglio
  • 1 mazzetto di coriandolo fresco (o prezzemolo)
  • Qualche cipollotto
  • Qualche peperoncino fresco a alcuni pezzetti di quello essiccato
  • Il succo di un lime (o di un piccolo limone)
  • Sale q.b.
  • Olio evo q.b.
  • Qualche grano di coriandolo pestato (se non avete il coriandolo fresco). 
Tagliate i pomodori ed i cipollotti a pezzetti piuttosto piccoli, fate lo stesso con il peperoncino se lo avete fresco altrimenti Aggiungete un po' di quello essiccato ab pezzettini. Aggiungete il prezzemolo (o coriandolo fresco) tritato a coltello, condite con sale, olio e succo di lime. 
Qualcuno sostituisce il succo di lime con qualche cucchiaio di aceto rosso ( a voi la scelta) e qualcuno aggiunge anche un pochino di acqua. 
Mescolate bene tutti gli ingredienti e fate freddare in frigorifero prima dell'utilizzo.
Io l'ho assaggiata su delle crescentine appena fatte, vi assicuro che è un'interessante alternativa alla nostra bruschetta nazionale. 





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sabato 9 settembre 2023

Olive ripiene alla messinese (Italia) - O di Olive



Siamo giunti alla lettera O con il gruppo "ABC-un mondo d'ingredienti" e per un paese mediterraneo come il nostro la O è sicuramente sinonimo di "oliva". Le olive sono ricche di acidi monoinsaturi alleati di cuore ed arterie abbassando il colesterolo cattivo ed aumentando quello buono, tuttavia sono anche ricche di sodio e quindi da consumare con parsimonia specialmente per gli ipertesi. 

Ogni volta che sento chiedere come sono le olive mi viene in mente Verdone in "Borotalco" che risponde "so' greche!"😉 Queste non sono greche e benché ne avessi di molto grandi per denocciolarle si rompevano tutte e anche l'attrezzo adatto non era ottimale, così ho dovuto ripiegare su altre più piccole ma già denocciolate. Per questa ricetta ottime sono le olive siciliane qualità Giarraffa.


Queste olive ripiene tipiche del messinese sono uno sfizioso aperitivo che non ha bisogno di cottura e con piccole varianti sono diffusamente preparate in tutta la Sicilia. 



Ingredienti: 

  • 300 gr di olive verdi in salamoia grandi e denocciolate
  • 60 gr di pangrattato
  • 1 spicchio d'aglio
  • 1 cucchiaio di pecorino
  • 1 cucchiaio di parmigiano o grana padano 
  • 2 rametti di prezzemolo
  • 1 cucchiaio di capperi sotto sale sciacquati
  • 2 acciughe sott'olio
  • 1 pizzico di origano secco
  • 1 peperoncino piccante
  • 40 gr di sottaceti misti 
  • 2 cucchiai aceto 
  • 2 cucchiai d'olio evo
Tranne le olive, che metterete a sgocciolare in un colapasta, versate tutti gli ingredienti in un tritatutto ed azionatelo fino ad ottenere un composto omogeneo. Farcite ogni oliva che avrete aperto a libro con il composto e richiudetela compattando il ripieno. 
Fatele riposare almeno un'ora in frigorifero prima di servirle. 



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resy alle 21:08

giovedì 10 agosto 2023

Qwırılğan baklajan - melanzane fritte (Kirghizistan) - M di Melanzane



In questo momento da noi le melanzane sono nella loro piena stagionalità e quindi per il gruppo "ABC - un mondo d'ingredienti" non potevo non realizzare un piatto con questo fantastico ortaggio. Ricette del nostro paese a base di melanzane ne abbiamo tantissime, la sfida era trovarne una di un paese straniero che ancora non fosse stato raggiunto dalla nostra carovana. 


Come Sherlock Holmes mi sono messa alla ricerca sul web fino a che non ho trovato un piatto del Kirghizistan che oltre ad avere un nome simpatico (lingue di suocera) nella sua realizzazione ricorda casualmente i nostri sapori, semplici ma gustosi. In inglese è chiamata "insalata di melanzane", ma dell'insalata non ha nulla.

Il Kirghizistan è nell'Asia Centrale, lungo l'antica Via della Seta che veniva percorsa dalle carovane per lo scambio di merci tra Cina e paesi del Mediterraneo. Senza alcuno sbocco sul mare confina con Kazakistan, Cina, Tagikistan e Uzbekistan. È un paese montuoso dai paesaggi spettacolari e quindi immaginiamoci in una yurta,la tipica tenda nomade, davanti ad un tipico pasto kirghiso dalle caratteristiche russe ed asiatiche iniziando da questo antipasto a base di melanzane.



Ingredienti: (per 2 - 4 persone) 

  • 1 bella melanzana 
  • 1 pomodoro rosso grande o diversi più piccoli
  • 1 uovo 
  • Sale q.b.
  • Maionese arricchita con mezzo spicchio d'aglio schiacciato (loro con l'aglio abbondano ma io mi sono limitata)
  • Olio di semi di girasole per friggere

Tagliate la melanzana a fette tonde o per il lungo secondo il tipo di melanzana. Mettetele a bagno in acqua salata per far perdere l'amaro, quindi strizzatele, asciugatele, passatele nell'uovo battuto con un pizzico di sale e friggetele in olio caldo fino a doratura. 
Ponetele a scolare su carta assorbente. 

Per chi è attento alla dieta nessuno vieta di grigliare le melanzane anziché friggerle, ma non sarebbe più la ricetta kirghisa! 😉

Spalmate un velo di maionese all'aglio su due fette di melanzana e chiudeteci una fetta di pomodoro. Se volete utilizzare una sola fetta di melanzana cospargetela di maionese, farcite con mezza fetta di pomodoro e richiudete. Le lingue di suocera sono pronte, potete anche mangiarle fredde come antipasto. 


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lunedì 17 luglio 2023

Mercimek koftesi - polpette di lenticchie rosse (Turchia) - L di Lenticchie rosse



Per scovare una ricetta in cui utilizzare le lenticchie ho sfogliato pazientemente tutti i libri di cucina africana che ho proprio perché molti dei paesi dell'Africa non sono stati ancora raggiunti dall'ABC - un mondo d'ingredienti, così come alcuni paesi mediorientali. La ricerca sia tra i libri che in rete mi dava solo zuppe e sinceramente un po' il gran caldo di questi giorni, un po' perché tranne per alcune spezie erano molto simili alle nostre zuppe tradizionali, l'idea non mi convinceva. Cercando poi tra i paesi mediorientali mi sono imbattuta in queste polpette di lenticchie rosse decorticate, dette anche "lenticchie egiziane", le mercimek koftesi che fanno parte dei tradizionali antipasti turchi o meze che si servono prima delle portate principali ma che sono anche utilizzate come stuzzichini nelle feste. Possono essere preparate in anticipo e si conservano tranquillamente in frigorifero per alcuni giorni.  


Questi legumi sono una valida alternativa alla carne grazie alle proteine vegetali di cui sono ricche, non contengono colesterolo ed i pochi grassi sono grassi insaturi, cioè buoni perché ricchi di Omega 3. Essendo decorticate sono più digeribili e non fermentano nell'intestino.



Ingredienti: (per 15 polpette)

  • 100 gr di lenticchie rosse decorticate
  • 100 gr di bulgur o cous cous 
  • 1 cipolla tritata
  • 1 spicchio d'aglio tritato
  • 2 cucchiai di concentrato di pomodoro
  • 1 cucchiaio di peperone rosso arrostito, spellato e frullato
  • Paprica piccante
  • Semi di cumino in polvere
  • 3-4 cucchiai di olio evo
  • Sale e pepe
  • Un bel mazzo di prezzemolo tritato
  • 1 cucchiaio di succo di limone
Per servire 

  • Foglie di lattuga ben lavate
  • Spicchi di limone

Sciacquate bene le lenticchie e mettetele a cuocere in pentola con circa 300 ml di acqua fredda, fate cuocere a fuoco moderato per circa 20 minuti. 
Trascorso il tempo di cottura toglietele dal fuoco, aggiungete il cous cous con un cucchiaino di sale grosso, mescolatelo con le lenticchie, coprite col coperchio e fatelo riposare per 20 minuti. Voglio precisarvi che in Turchia come in tutti gli altri paesi del medioriente utilizzano il bulgur, ma in questi giorni non l'ho trovato in nessun supermercato ed ho dovuto utilizzare il cous cous, nei vari siti ho comunque letto che il risultato è uguale. 
Nel frattempo in una padella fate imbiondire per alcuni minuti la cipolla e l'aglio tritati, aggiungete il concentrato di pomodoro ed il cucchiaio di peperone frullato e fate insaporire il tutto con un goccio d'acqua per alcuni minuti.
Versate tutto nella pentola dove ci sono le lenticchie ed il cous cous che ha assorbito il calore e la poca acqua che era rimasta delle lenticchie, mescolate bene tutto aggiungete sale, pepe, il succo di limone, la paprica ed il cumino ef il prezzemolo tritato. 
Con il palmo della  mano formate una polpetta allungata e posizionatela su una foglia di lattuga, così con tutte le altre. 
Gustate ogni polpetta con la sua foglia di lattuga spremendoci sopra il succo di limone. 


Sono un ottimo spuntino fresco da tenere in frigorifero, specialmente in queste giornate
roventi. 

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giovedì 18 maggio 2023

Pirozhki - fagottini ripieni (Russia) - F di Fegatini di pollo

Questa volta vi porterò nella grande Russia per una ricetta che è molto amata come cibo di strada ma che viene anche preparata in casa. Si tratta dei pirozhki, dei fagottini di pasta lievitata che possono essere sia dolci che salati. Nella versione dolce sono farciti con frutta fresca e confettura, mentre per la versione salata il ripieno può essere di carne, di pesce, di verdure, di uova sode, di patate, credo che non esistano limiti alla fantasia nel farcirli. Anche la loro forma può variare: rotondi, ovali, quadrati o triangolari, come pure il loro modo di chiuderli. Io li ho chiusi con delle pieghe che formano un disegno sulla parte superiore dei fagottini. Possono essere sia fritti che cotti in forno.

Ho deciso di cuocerli in forno, per aver troppi rimorsi riguardo le calorie, e la farcitura che ho proposto è a base di fegatini di pollo accompagnati da uova sode e mele. 


I fegatini di pollo fanno parte delle frattaglie, ossia il quinto quarto dell'animale. Sono classificati nel  gruppo fondamentale degli alimenti perché hanno proteine ad alto valore biologico, acido folico, vitamina B12, vitamina A e vitamina D, oltre a particolari minerali.  



Ingredienti: (per 18 pirozhki)

Per l'impasto 

  • 290 gr di farina 00
  • 125 gr di latte
  • 1 uovo intero
  • 4 gr di lievito secco attivo
  • 47 gr di zucchero
  • 4 gr di sale
  • 35 gr di burro morbido

Per il ripieno 

  • 400 gr di fegatini di pollo
  • 1 cipolla grande
  • 2 mele
  • 3 uova sode
  • 3 cucchiaio di olio evo
  • Sale e pepe q.b.

Iniziate a preparare l'impasto versando nella planetaria tutti gli ingredienti tranne il burro. Lavorate a media velocità con la foglia per 10 minuti, quindi aggiungete il burro morbido un po' per volta e continuate a lavorare altri 5 minuti fino ad ottenere una massa liscia ed elastica. 
Versatela in una ciotola coperta con pellicola e fate lievitare a temperatura ambiente per 3 ore o tutta la notte in frigorifero.



Ora preparate il ripieno rosolando con l'olio i fegatini lavati ed asciugati, aggiungete la cipolla a fettine, le mele a cubetti e fate cuocere il tutto con il coperchio per 10 minuti. 
Una volta fatto raffreddare il ripieno passatelo al mixer e dopo aver unito anche le uova sode tagliate a cubetti fatelo riposare in frigorifero.
Quando sarà il momento di usarlo dividetelo in mucchietti da 33 gr ciascuno.



Dopo il raddoppio riprendete l'impasto, sgonfiatelo e ricavate dei pezzi da 30 gr ciascuno.
Fateli riposare sulla spianatoia coperti con pellicola per 5 minuti per fare rilassate il glutine, quindi formare con la pirlatura delle palline e fatele riposare coperte con pellicola per 10 minuti.



Allargate la pallina di impasto con il mattarello fino ad ottenere un disco da 10 cm di diametro, posizionate al centro un mucchietto di ripieno, sigillate il bordo con le dita e formare una serie di pieghe sul bordo per chiuderlo. 





Fate lievitare ancora per 1 ora e 1/2 sulla teglia coperta con carta da forno e coperti con la pellicola.

Spennellate i pirozhki con tuorlo d'uovo diluito con un goccio di latte quando il forno è caldo a  170 gradi C, alla stessa temperatura cuocete per 20 minuti fino a che non sono belli dorati. 



Sono favolosi, morbidi e leggeri, uno tira l'altro. Il ripieno è squisito e potete variarlo come volete. 




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mercoledì 10 maggio 2023

Tiropitakia (Grecia) - F di Feta



L
a feta è uno dei formaggi greci più conosciuti in tutto il mondo ed ha ricevuto dall'Unione Europea nell'ottobre del 2002 la Denominazione di Origine Protetta. 


Può essere prodotta con solo latte ovino o con l'aggiunta di un massimo del 30% di latte di capra. E' abbastanza morbida ma compatta, di colore bianco uniforme, non ha crosta e può presentare al massimo piccoli fori. E' prodotta in grandi blocchi che restano in salamoia fino a poco prima del consumo e questo determina il suo sapore sapido e piccante,. Ne esistono due varietà, la "soft" morbida da poter essere spalmata ( è quella più adatta nelle ricette delle torte) e la "firm" più piccante e solida, considerata di maggior qualità ed anche più costosa. 

La sua produzione è veramente antica, se ne fa riferimento già nell'VIII° secolo a.C., il suo nome deriva dalla parola italiana "fetta" ed indica la pratica di tagliare il formaggio a fette per sistemarle nelle botti di conservazione.  

Nella cucina greca è molto utilizzata sia nelle insalate che per farcire panini. nelle frittate, cotta alla griglia, nell'antipasto con olive, olio e.v.o. ed erbe aromatiche (in particolare l'origano), ma è utilizzata anche nella preparazione di dolci o torte salate.

Questa volta ho voluto realizzare la Tiropitakia, una torta salata con pasta fillo che racchiude un ripieno di feta  ed altri pochi ingredienti. 

La tiropitakia fa parte di quei piatti che costituiscono le mezedes, una luna serie di antipasti e finger food che precedono il pasto ma possono anche sostituire gran parte di questo.

L'ho realizzata nella versione a sfogliatine anziché in torta unica e mi sono voluta anche preparare la pasta fillo, quindi rimbocchiamoci le maniche e cominciamo a lavorare.




Ingredienti: (per 6 triangoli)

Per la pasta fillo

  • 200 gr di farina 00
  • 100 gr di acqua tiepida
  • 10 gr di olio di semi 
  • un pizzico di sale
  • ulteriore olio di semi per spennellare le sfoglie
  • amido di mais per spolverare le palline d'impasto

Per il ripieno 
  • 100 gr di feta
  • 50 gr di ricotta
  • 50 gr di yogurt greco
  • 1/2 cucchiaio di parmigiano
  • 1/2 uovo battuto
  • un pizzico di origano
  • sale q.b.
  • pepe q.b.

Per la sfogliatura dell'impasto 
  • 50 gr di burro fuso

Per guarnire la tiropitakia
  • 1/2 uovo battuto 
  • semi di sesamo
Iniziate a preparare la pasta fillo. In una ciotola mettete la farina, il sale, al centro l'acqua appena tiepida e l'olio. 


M
escolate inizialmente con una forchetta quindi continuate con le mani fino a che la ciotola non sarà pulita, trasferite la massa ottenuta e continuate a lavorarla con i palmi delle mani fino ad ottenere un impasto liscio e setoso.




Formate un cilindro e tagliatelo in 6 parti. Arrotolate ogni parte in una pallina, passatele bene nell'amido di  mais e ponetele a riposare nella ciotola sigillata con pellicola per 1 ora a temperatura ambiente. 




Trascorsa l'ora di riposo riprendete una pallina scuotendo l'amido di mais in eccesso, schiacciatela leggermente con la mano quindi allargatela con il mattarello  fino ad ottenere una sfoglia di circa 20 cm di diametro.



Fate lo stesso con altre due palline d'impasto, quindi spennellate una sfoglia con l'olio di semi, adagiateci sopra una seconda sfoglia, spennellate anche questa con l'olio di semi e posizionateci sopra la terza sfoglia. 

Quando saremo più esperte potremo anche spingerci a realizzare la pasta fillo con 5 strati di sfoglia. 

Ora con il mattarello premete delicatamente prima in orizzontale e poi in verticale questa composizione di sfoglie, quindi allargatela con il mattarello fino ad ottenere un rettangolo da 20 cm di larghezza e 40 cm di lunghezza. 



S
ollevatela con il mattarello e posizionatela sulla carta da forno, ricopritela facendo uscire tutta l'aria con un foglio di pellicola, arrotolate il tutto e così potete riporla in frigorifero per un giorno o in freezer (in questo caso passatela in frigorifero la sera prima di quando volete utilizzarla).




Procedete così con il resto delle palline  d'impasto fino ad ottenere in tutto 3 sfoglie.

Passate ora a preparare il ripieno amalgamando bene insieme la feta che sbriciolerete con la forchetta, la ricotta, lo yogurt, il parmigiano grattugiato, un pizzico di origano, il mezzo uovo battuto, pepe e sale appena un pizzichino.

Riprendete una sfoglia, togliete la pellicola e lasciandola sulla carta da forno spennellatela bene con burro fuso. Dividete con un coltello ben affilato la sfoglia nel senso della lunghezza in modo da ottenere 2 strisce da 10 cm per 40 cm. Posizionate un cucchiaio di ripieno nell'angolo in basso a destra, piegate la pasta a formare un triangolo e pian piano continuate a ripiegarlo formando sempre il triangolo fino ad aver utilizzato tutta la striscia di pasta.


Po
sizionate delicatamente i triangoli su una teglia ricoperta di carta da forno, spennellateli con l'uovo sbattuto e cospargeteli di semi di sesamo. 



Fate cuocere in forno già caldo a 200°C per circa 25 minuti, fino a che non saranno belli dorati. 

Potete gustare le
sfogliatine calde, tiepide o anche fredde. Sono favolose e la pasta fillo è leggerissima, ben sfogliata e bella croccante.  


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