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mercoledì 22 novembre 2023

Pan di ramerino (Toscana - Italia) - R di Rosmarino


Questa volta torniamo in Italia per la ricetta che ha come protagonista principale il rosmarino. In Toscana il rosmarino viene chiamato "ramerino" ed il pan di ramerino, in particolare nelle province di Firenze e Prato (la città delle mie origini paterne) è uno dei pandolci toscani che fin dal Medioevo si preparavano durante la Quaresima e benedetto in Chiesa il giovedì santo, oggi invece si può trovare tutto l'anno


Gli ingredienti sono semplici, ma carichi di significato: il grano rappresenta la comunione, l'uva rappresenta la vita, la croce che si pratica sul pane oltre ad aiutare la lievitazione ne fa quasi un pane devozionale. Il rosmarino, oltre ad essere spontaneamente presente in tutta l'area mediterranea in particolare nelle zone litoranee, era considerato una pianta dalle virtù magiche e terapeutiche.

Il suo nome deriva dal latino Rosae Maris che significa Rosa del mare o Rugiada marina.

Il nostro rosmarino, con il clima pazzerello di questo inizio di autunno con temperature da fine estate, ha deciso che era il momento di fiorire e così il mio ramerino in fiore ha aromatizzato i miei pandolci.

L'olio nuovo extra vergine di oliva che abbiamo comprato è degli ulivi al confine tra Toscana ed Umbria ed è quello che si dice "olio buono", quindi con questi ingredienti e con un po' di uva passa ho iniziato la preparazione di questo Pan di ramerino, tanto amato dal mio babbo, seguendo questa ricetta che mi è sembrata ottima.



Ingredienti: (per 10 panini)

Per il poolish

  • 100 gr di farina 0
  • 100 gr di acqua appena tiepida
  • 6 gr di lievito di birra fresco ( o 3 gr di lievito di birra secco)
  • 1 cucchiaino di zucchero di canna
Per l'impasto
  • Il poolish lievitato ottenuto con gli ingredienti sopra indicati
  • 400 gr di farina 0
  • 50 gr di zucchero di canna
  • 150 gr di acqua a temperatura ambiente
  • 10 gr di sale fino
  • 90 gr di olio evo
  • 5 gr di aghi di rosmarino
  • 150 gr di uvetta

Per spennellare i panini 
  • 1 uovo battuto per spennellarli prima della cottura
  • 75 gr di zucchero sciolti in 75 gr di acqua per lucidarli una volta cotti
Per prima cosa iniziate a preparare il poolish mescolando in una ciotola il lievito, l'acqua, lo zucchero e la farina. Lasciatelo riposare chiuso con pellicola fino al raddoppio nel forno con la luce accesa.


Ora in una ciotola mettere l'uva passa a reidratarsi con 200 gr di acqua e se lo avete 50 gr di vin santo. Tenetela da parte fino a quando deve essere utilizzata.

Prendete ora gli aghi di rosmarino, lavateli, asciugateli e tritateli con un coltello. Metteteli in un pentolino con l'olio evo che farete scaldare su fiamma bassa fino a che fa delle bollicine. Versatelo in una ciotola e lasciatelo raffreddare. 


Quando il poolish è raddoppiato lo versate nella ciotola dell'impastatrice o se non l'avete in una ciotola capiente. Aggiungete lo zucchero, l'acqua e mescolate bene. Aggiungete quindi la farina setacciata ed il sale, impastate bene con l'impastatrice o a mano fino a che il composto non si è ben compattato. A questo punto versateci l'olio aromatizzato passandolo al setaccio se non volete aggiungere anche il rosmarino. Continuate ad impastare fino a quando l'olio è stato tutto assorbito. 
Prendete ora l'uvetta, strizzatela bene dal liquido in cui era in ammollo, asciugatela con un foglio assorbente e cospargetela sull'impasto che avrete allargato sulla spianatoia. Lavorate l'impasto con le mani fino a far inglobare bene l'uvetta. Formate un panetto, mettetelo in una ciotola chiusa con pellicola e fatelo arrivare al raddoppio nel forno con la luce accesa.



Quando l'impasto è raddoppiato versatelo sulla spianatoia infarinata, formate un filoncino e dividetelo con il tarocco in 10 parti. Lavorate ogni porzione ricavandone una pallina da pirlare sulla spianatoia. Ponete le palline su una teglia coperta di carta forno, spennellatele con olio evo, coprite con pellicola e fatele raddoppiare di volume. 



Una volta raddoppiate con il tarocco praticate due tagli profondi in un verso e poi altri due nell'altro a formare una scacchiera. Copritele nuovamente con la pellicola e fatele ancora raddoppiare.



Preriscaldate il forno a 180° C modalità statica.
Quando i panini sono raddoppiati spennellateli con l'uovo battuto e metteteli a cuocere per 25 minuti a 180° C in forno statico. 
Nel frattempo in un pentolino fate sciogliere lo zucchero nell'acqua e spengete. 
Quando sfornate i panini spennellateli subito con l'acqua in cui avete fatto sciogliere lo zucchero per renderli belli lucidi. 

Potete mangiarli accompagnando dei formaggi e dei salumi, in versione dolce farciti con della confettura ma anche da soli in purezza, sono favolosi! 


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sabato 23 settembre 2023

Pita greca all'origano (Grecia) - O di Origano



Da pochi giorni è ricominciata la scuola e con le entrate e le uscite anticipate dei nipotini ho rischiato di non riuscire a proporre una ricetta con una delle erbe mediterranee che più amo, l'origano. 

Ha molte proprietà (combatte l'insonnia, i disturbi nervosi, i reumatismi, l'ittero, aumenta le difese immunitarie) ma non bisogna usarlo in gravidanza. 


Avendo già proposto una ricetta siciliana ho dovuto cercare qualcosa all'estero ed in Grecia la pita, una sorta di piadina, viene spesso profumata con questa erba aromatica. Quindi ho deciso di mettere le mani in pasta e se si vuole organizzare una cena etnica o all'ultimo momento si è rimasti senza pane questa ricetta è ottima. 



Ingredienti:

  • 350 gr di farina 00
  • 200 ml di acqua
  • 1 cucchiaino di sale
  • 2 cucchiai di olio evo
Per condire
  • Origano
  • Olio evo

Fate sciogliere il sale nell'acqua e portare quasi a bollore.
In una ciotola mischiare la farina setacciata con l'acqua salata calda ed i 2 cucchiai di olio. 
Lavorare l'impasto sul piano e lasciarlo riposare per 20 minuti a volto nella pellicola.

Riprendete l'impasto e lavoratelo sul piano infarinato fino a che è bello liscio, sciacciatelo, dividetelo in 8 parti, ognuna delle quali chiuderete a pallina e lo pirlerete. 



Lasciatele riposare 15 minuti sul piano di lavoro coperti con pellicola.



Riprendete una pallina, schiacciatela sul piano ben infarinato e stendetela col mattarello. 



Cuocete a fuoco medio ogni pita per alcuni minuti su una padella antiaderente e voltatela quando inizierà a gonfiarsi. 



Dopo cotta spennellate ogni pita con olio evo e cospargetela di origano. 


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resy alle 21:08

giovedì 22 giugno 2023

Tiella di Gaeta con scarola (Lazio - Italia) - I di Indivia scarola


S
iamo arrivati alla lettera I con il nostro viaggio dell'ABC - un mondo d'ingredienti e la ricerca si è fatta davvero difficile. La prima cosa che mi è venuta in mente è stata l'indivia scarola, molto utilizzata nelle ricette del centro-sud del nostro paese.





Appartiene alla famiglia delle cicorie, cioè delle insalate amare, è ricca d vitamina C, betacherotene, folati, fibre e minerali ed ha un'azione purificante per reni e fegato, aiutando il corretto funzionamento dell'intestino. 

La ricetta in cui ho voluto utilizzarla è un cibo di strada tipico della città di Gaeta, la "tiella di Gaeta", una sorta di pizza ripiena di quello che il territorio di Gaeta metteva e mette a disposizione e che prende il nome della teglia (la Tiella appunto) in cui viene cotta. Gaeta ora fa parte del Lazio, ma è lampante la sua passata appartenenza al Regno di Napoli, a partire dai sapori che troviamo nella sua gastronomia. 

Dal mare vengono polpi, calamari, sarde, alici e baccalà, mentre dall'entroterra scarola, pomodori, cipolle, formaggi e le immancabili e gustosissime olive di Gaeta. Era il pasto che i pescatori potevano comodamente portare a bordo delle barche ed i contadini per il pranzo tra i campi da coltivare. Il ripieno può variare in base a quello che si ha a disposizione, dai ripieni di terra (cipolla, scamorza, uova, parmigiano, spinaci, ricotta, pinoli, uvetta, broccoletti, melanzane, peperoni) a quelli di mare (cozze, vongole), il tutto accompagnato da abbondante olio extra vergine di oliva, aglio e peperoncino. 



Ingredienti: (per una teglia da 28 cm di diametro)

Per la pasta lievitata

  • 400 gr di farina 00
  • 4 gr di lievito di birra liofilizzato
  • 200 ml di acqua tiepida
  • 1 cucchiaino di zucchero
  • 1 cucchiaio di sale 
  • 1 cucchiaio di olio evo
Per il ripieno 

  • 300 gr di indivia scarola lessata in acqua salata
  • 1 spicchio d'aglio
  • peperoncino q.b.
  • circa 20 olive di Gaeta denocciolate 
  • qualche filetto di acciuga sott'olio
  • 3 cucchiai di olio evo 
Iniziate a preparare l'impasto per la pasta lievitata mettendo tutti gli ingredienti nella planetaria, fate lavorare per circa 10 minuti, fino a quando l'impasto sarà ben amalgamato e lascerà le pareti della planetaria pulite. 

Lasciate lievitare fino al raddoppio coprendola con pellicola. 



Per il ripieno fate appena rosolare con l'olio l'aglio ed il peperoncino, aggiungete la scarola lessata per pochi minuti in acqua bollente salata e dopo ben strizzata, facendola insaporire per alcuni minuti e poi lasciandola raffreddare aggiungendo le olive denocciolate. 

Quando la pasta ha lievitato dividetela in due parti, di cui una leggermente più grande. Stendete la parte più grande con il mattarello e rivestiteci la teglia ben oleata, versatevi il ripieno aggiungendo qualche filetto di acciuga. 

Stendete col mattarello anche il resto della pasta e copriteci il ripieno premendo con le mani per compattarlo e sigillate bene tutto il bordo.


Bucherellate tutta la superficie con i rebbi di una forchetta e cospargere con olio evo. 



Mettete a cuocere in forno preriscaldato a 220°C per circa 25 - 30 minuti fino a quando la superficie non è dorata. 

Consumarla non prima di 1 ora dalla cottura. 


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mercoledì 11 agosto 2021

Taralli pugliesi ai semi di finocchio


Siamo arrivati all'ultimo giorno dedicato dalla Fattoria consapevole e solidale alle ricette con spezie ed erbe aromatiche.

Mentre scrivo questo post, nel silenzio mattutino della campagna umbra, rotto solo dai primi cinguettii degli uccelli e dal tubare delle tortore, una nuvola passeggera e dispettosa versa qualche goccia di pioggia nella tazzina di caffè che sto bevendo davanti casa. Una coppia di uccellini che penso sia fuggita da qualche gabbia e si sia straordinariamente ambientata alla vita in libertà, mi fa compagnia da qualche giorno stazionando sui fili della corrente e del telefono che passano sopra casa nostra e davanti. Qui i pali sono ancora in legno, un piccolo borgo con la strada bianca che il comune ha voluto lasciare così come era un tempo. 

Realizzare quest'ultima ricetta fuori casa non è stato semplice. Formiche agguerrite che compaiono dal nulla appena qualcosa di commestibile viene appoggiato sul lavello, una connessione del cellulare che prende solo se usciamo fuori di casa, un'intrusione dei ladri sventata in piena notte dal nostro gatto che ci ha svegliati saltando terrorizzato sul nostro letto, ma tutto sommato sono sciocchezze e quindi tentiamo anche quest'ultima ricetta.

È il modo per concludere questa esperienza della Fattoria consapevole e solidale, in attesa di nuove idee e progetti per continuare a cucinare insieme! 

Protagonisti di questa ricetta sono i semi di finocchio, dal profumo che ricorda l'anice e la liquirizia e dalle proprietà digestive, antinfiammatorie e diuretiche. La ricetta in cui utilizzarli è quella dei taralli pugliesi ai semi di finocchio, uno snack che può accompagnare in un aperitivo dei salumi o formaggi accanto ad un buon bicchiere di vino rosso, ma anche da sgranocchiare da soli come spezzafame.

La realizzazione di questi taralli è molto semplice, anche se ho dovuto rinunciare alla bollitura prima della cottura in forno perché non avrei saputo come e dove farli asciugare una nottata senza che le formiche chiamassero tutte amiche del circondario a banchettare. Se voi vorrete invece procedere alla cottura vi basterà tuffarli in acqua bollente pochi per volta, tirarli su quando vengono a galla come si fa con gli gnocchi, farli asciugare una notte su dei canovacci, quindi il giorno seguente cuocerli in forno a 200 gradi C per 20 minuti. 

Io qui vi indicherò la ricetta senza bollitura, vi assicuro che sono comunque favolosi. 


Ingredienti

  • 500 gr di farina 00
  • 140 ml di un buon olio extra vergine di oliva 
  • 175 ml di vino bianco secco
  • 10 gr di sale fino
  • 1/2 cucchiaino di bicarbonato
  • 12 gr di semi di finocchio
In una ciotola setacciate la farina con il sale, il bicarbonato ed unite i semi di finocchio. Al centro versate l'olio ed il vino bianco ed impastate per almeno 10 minuti fino ad ottenere un composto liscio ed omogeneo. 
Staccate dei pezzetti d'impasto e formate dei cordoncini dello spessore di un mignolo, tagliatene dei pezzi lunghi circa 8 cm o più secondo le dimensioni desiderate e chiudeteli a ciambellina. Fateli riposare per 30 minuti in frigo già sistemati sulla teglia foderata di carta da forno e fate cuocere per 30 minuti a 200 gradi C. Lasciateli nel forno spento fino a che non si raffredda. 
Chiusi in un contenitore di latta o ermetico resteranno fragranti per parecchi giorni.
 
 

 

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venerdì 25 giugno 2021

Pane con le mele senza impasto



Volevo un pane con le mele che ricordasse quello tipico del Trentino Alto Adige ma che non somigliasse più ad un dolce che al classico pane.

Ho trovato questa ricetta de "la chiave nel pozzo" di un pane senza impasto, diretto discendente del pane cafone napoletano, semplicissimo da fare, con una quantità di lievito davvero minima ed ho voluto provare a seguirla. Il mio rapporto con il pane fatto in casa è sempre stato di amore-odio, sono sempre molto critica specialmente su ciò che faccio con le mie mani e se il risultato non mi soddisfa sono la prima a criticarlo. Vuoi mettere il sapore che ha un pane cotto nel forno a legna e con farine ottime?

Beh io il forno a legna non ce l'ho (è uno dei miei sogni) ma il  risultato, seppur suscettibile di miglioramenti, non mi ha affatto deluso.

Questo pane alle mele, chiaramente adatto alla prima colazione con un velo di burro ed una buona confettura, è anche adatto ad accompagnare salumi e formaggi, ottimo con lo speck.

Ingredienti:

  • 500 gr di farina 0
  • 350 gr di acqua fredda
  • 2 gr di lievito di birra fresco
  • 10 gr di sale fino 
  • semola rimacinata per lo spolvero
Per il ripieno
  • 1 mela sbucciata e tagliata a cubetti
  • 1 cucchiaio di zucchero semolato
  • cannella in polvere secondo i gusti
Visto il pochissimo lievito utilizzato questo pane ha bisogno di una lunga lievitazione. 
Sarà quindi necessario iniziare il giorno prima intorno alle 18 (ma con il caldo estivo sicuramente si può iniziare qualche ora più tardi). 
Disponete in una grande ciotola la farina con il sale, mescolate bene perché si distribuisca uniformemente, unite l'acqua fredda in cui avrete sciolto i 2 grammi di lievito di birra e con un cucchiaio mescolate fino a che la farina non avrà assorbito bene tutta l'acqua. Coprite la ciotola con la pellicola e lasciate lievitare a temperatura ambiente fino alle 8 del mattino seguente.
Troverete un impasto triplicato di volume e molto morbido.

Ora in una ciotolina cospargete la mela sbucciata e tagliata a cubetti con lo zucchero e la cannella.

Sulla spianatoia cosparsa di semola rovesciate l'impasto che risulterà molto morbido aiutandovi con un tarocco. 

Con le mani infarinate allargate l'impasto e cospargeteci sopra i cubetti di mela. 

Procedete a praticare le pieghe. Sempre con le mani infarinate prendete un lembo dell'impasto, tiratelo verso l'esterno e ripiegatelo a metà dell'impasto, così fino ad aver allungato e ripiegato tutta la circonferenza dell'impasto. Chiudetelo bene a palla, giratelo e con le mani infarinate date la forma perfetta di palla (una sorta di pirlatura) che posizionerete, con la chiusura sotto, su della carta da forno leggermente spolverata di semola e farete lievitare nuovamente per circa 2 ore nella pentola in cui poi farete cuocere il pane chiusa con un coperchio che potrà andare in forno. La pentola dovrà avere un diametro di 22 cm ed un'altezza di circa 12 cm. Il mio pane si è un po' "accomodato" proprio perché non ho usato una pentola stretta. 

Per rendere la crosta lucente (cosa che io non ho fatto e si vede) a fine lievitazione potete spennellare la superficie con olio evo a temperatura ambiente e praticare dei tagli con una lama molto affilata. 

Disponete ora la pentola con il coperchio nel forno freddo ed impostate la temperatura a 230°C, quando il forno avrà raggiunto la temperatura (questo dipende chiaramente da forno a forno, calcoliamo circa una mezz'ora) abbassate la temperatura a 200°C, togliete il coperchio e fate cuocere altri 20 minuti. 
A questo punto togliete il pane dalla pentola aiutandovi con la carta da forno che avevate lasciato sotto e posizionatelo sulla griglia del forno a modalità ventilato per altri 10 minuti perché finisca di asciugarsi. 

Sfornatelo e fatelo raffreddare in verticale. Picchiettando il fondo del pane dovrà suonare a vuoto.

In alcune ricette ho letto che si può aggiungere anche della frutta a guscio, noci e nocciole, provate anche voi! 


 

Con questa ricetta partecipo alla Fattoria consapevole e solidale che fino al 10 luglio avrà come protagonista la frutta fresca. 

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sabato 15 maggio 2021

Simit, la ciambella di pane turco al sesamo



Adoro il sesamo e dovendo fare un pane per la 
Fattoria consapevole solidale  che fino al prossimo 11 giugno avrà come protagonisti i semi oleosi, mi sono subito venute in mente quelle ciambelle che ad Istambul vendono per le strade con delle vetrine montate su carretti o addirittura nelle ceste trasportate sulla testa dei venditori ambulanti,i simit al sesamo. 

Venditore ambulante di simit al sesamo ad Istambul (foto da Wikimedia di Benreis)


Oltre ad essere buoni i semi di sesamo hanno un elevato contenuto di proteine (18%), carboidrati (20%) e grassi (50%), sono efficaci per la prevenzione dell'osteoporosi per il contenuto di calcio, rinforzano il sistema immunitario e prevengono le malattie cardiocircolatorie. Sono quindi degli alleati della nostra salute, anche se bisogna consumarne non più di 2 cucchiai al giorno.
Possono arricchire delle fresche insalate o essere utilizzati come panatura, oltre a caratterizzare il pane come nel mio caso.  

Parlando del simit sembra che questo pane turco sia nato intorno al sedicesimo secolo nella città di Istanbul durante l'Impero Ottomano. 

Viene consumato in qualsiasi momento della giornata come snack sia in purezza che farcito in versione salata o dolce.

E' diffuso anche nel resto dei Balcani con il nome di gevrek, in Medio Oriente con il nome di susam kebabi, in Armenia con il nome di bokegh è considerato il pane tipico del Natale, mentre in Romania chiamato covrig è ricoperto di sale o semi di papavero e può essere anche dolce con un ripieno di mela o ciliegia. 

Queste ciambelle di pane al sesamo sono semplici e veloci da realizzare, sono croccanti fuori e morbide all'interno. Il colore bruno dorato esterno è dato dalla melassa d'uva, il Pekmez, noi possiamo sostituirlo con una soluzione di acqua e zucchero caramellato o miele.

Ingredienti: (per 4 ciambelle)

  • 250 gr di farina 00
  • 5 gr di lievito di birra disidratato 
  • 1/2 cucchiaino di sale
  • 10 gr di zucchero
  • 120 ml di acqua
  • 15 gr di olio e..v.o.
Per bagnare le ciambelle
  • 200 ml di acqua 
  • 20 gr di miele

Per guarnire 

  • semi di sesamo q.b.
In una terrina unite la farina con il lievito e lo zucchero, versate
l'olio e l'acqua, quindi il sale e lavorare tutti gli ingredienti sulla spianatoia fino ad ottenere un panetto liscio ed omogeneo che farete lievitare coperto con pellicola per 20 minuti.

Dividete il panetto in 4 parti, formate 4 filoni che farete lievitare coperti con pellicola per altri 10 minuti.


Spennellate i filoni con olio e.v.o. e fate lievitare nuovamente altri 10 minuti. 



Formate un cordone con ogni filone e ripiegandolo intrecciate le due parti formando la ciambella.

Immergetela nell'acqua con il miele e passatela nel sesamo.




Disponete le 4 ciambelle sulla teglia coperta di carta da forno, cuocete in forno per 15 minuti a 35°C, fatele raffreddare per 10 minuti fuori dal forno quindi infornatele nuovamente questa volta a 250°C per 10 minuti. 

Il vostro simit è pronto per essere gustato!!



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martedì 30 marzo 2021

Focaccia al formaggio tipo Recco



In casa nostra le pizze e le focacce sono amate alla follia, con qualunque farcitura esse siano spariscono in un baleno. Volendo fare una focaccia farcita con formaggio la scelta è caduta sulla famosissima focaccia di Recco, città della riviera ligure di levante.

L'originale focaccia di Recco ovviamente può essere mangiata solo sul posto, con la formaggetta fresca prodotta proprio per gli associati del consorzio , ma seguendo il disciplinare di produzione della focaccia dello stesso consorzio si può realizzare una buona focaccia anche se non è quella di Recco.

Ingredienti: (per una teglia da 60 cm di diametro per 10 persone)

Per la sfoglia  

  • 500 gr di farina Manitoba 
  • 50 gr di olio e.v.o.
  • 250 gr di acqua naturale
  • sale fino 
Per il ripieno 
  • 1 kg di buona crescenza 
Cominciate a preparare la pasta per la sfoglia unendo in una ciotola la farina con il sale, l'acqua e l'olio. Quando si è raggiunta una massa lavorarla sul piano di lavoro fino a farla diventare liscia e compatta. 
Avvolgetela nella pellicola e fatela riposare a temperatura ambiente almeno 30 minuti.

Tenete presente che con la metà degli ingredienti sono riuscita a realizzare una focaccia da 36 cm x 25 cm e con il resto dell'impasto ho realizzato una focaccia da 30 cm di diametro di cui poi vi dirò.

Dopo il riposo riprendere la pasta, dividetela in 2 parti, schiacciatela leggermente sul piano infarinato, date una prima spianata con il mattarello quindi con le mani ben infarinate allargatela con i pugni chiusi e sul dorso delle mani fino a raggiungere uno spessore di circa 1 mm. 
Con questa sfoglia rivestite la teglia ben oleata, quindi posizionatevi sopra la crescenza suddivisa in pezzi grandi come una noce.



Stendete allo stesso modo l'altra pasta, tirandola con le mani ancora più sottile di quella precedente e posizionatela a rivestire la base con il formaggio cercando di far uscire l'aria.
Tagliate la pasta in eccesso delle due sfoglie e sigillate bene insieme i bordi delle due sfoglie perché non fuoriesca il formaggio durante la cottura.
Praticate con le dita dei piccoli strappi di 1 cm su tutta la superficie, cospargete di olio e.v.o. e di sale fino.



Ponete la teglia in forno preriscaldato al massimo. Dovrebbe cuocere tra i 270° e 320°C, ma se il vostro forno (come il mio) arriva al massimo a 250°C cuocetela per 12 minuti alla massima temperatura fino a che la superficie non sarà dorata con bolle, croccante e con striature marroni. 
Servitela calda o tiepida.

Questa ricetta è destinata alla "Fattoria consapevole e solidale" per i piatti unici con latte e suoi derivati.




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Con il resto della pasta ho realizzato la 
torta salata croata (soparnik) poiché la pasta è realizzata come quella della focaccia al formaggio tipo Recco. 

 

sabato 9 giugno 2018

Pane al rosmarino delle sorelle Simili per Menù Lib(e)ro


Con il Menù lib(e)ro siamo già arrivati al terzo appuntamento che questa volta riguarda il "pane di casa" e ad ospitarci fino al 21 giugno nella sua cucina sarà la chef(fa) Monia di "Gata da plar".



Un argomento suggestivo perché per me uno dei profumi più buoni è proprio quello del pane appena sfornato e perché per creare un buon pane da ingredienti semplici come acqua, farina e lievito bisogna umilmente avvicinarsi all'arte bianca.
Per quanto riguarda il libro da cui scegliere la ricetta non ho avuto dubbi, "Pane e roba dolce: un classico della tradizione italiana" delle mitiche sorelle Simili.


Sul pane al rosmarino, che ho scelto di realizzare, le sorelle Simili scrivono che sembrerebbe sia stato un fornaio ferrarese a realizzarlo dopo aver letto che alla Corte degli Este (un tempo Signori di Ferrara) durante i banchetti veniva servito un pane al rosmarino luccicante di diamanti. Ovviamente i diamanti sono stati sostituiti con chicchi di sale grosso ed io ho utilizzato del sale rosa dell'Himalaya. 
Come specificano le sorelle Simili si tratta di un pane molto profumato destinato ad accompagnare magnificamente i piatti di carne che ben si sposano con il rosmarino. 
Io comunque lo troverei perfetto anche per una bruschetta con dell'ottimo olio extra vergine o con del lardo di colonnata o, perché no, con un pesto di pancetta alla modenese, la famosa cunza.
Ecco a voi la ricetta! Il profumo del pane vi inonderà casa, il profumo più buono del mondo!



Ingredienti: 

  • 450 gr di farina 00
  • 20 gr di lievito di birra
  • 250 gr circa di acqua
  • 2 cucchiai di olio extra vergine di oliva
  • 2 cucchiai rasi di rosmarino fresco tritato
  • 2 cucchiaini di sale
  • sale grosso marino (io ho usato quello rosa dell'Himalaya)
Iniziate a sciogliere in una ciotola capiente il lievito di birra con quasi tutta l'acqua, quindi unite l'olio evo ed il rosmarino.
Aggiungete ora un terzo della farina prevista, circa 150 gr, ed iniziate a battere con la mano sollevando l'impasto.


Unite ora il sale e sempre battendo anche il resto della farina e  dell'acqua.
L'impasto non risulterà troppo consistente. 
A questo punto rovesciatelo sulla spianatoia e lavoratelo per 8 -10 minuti battendolo fino a che non sarà elastico.
E' un bell'esercizio ma l'interno braccia ringrazierà!  ^-^


Prendete l'impasto e mettetelo in una ciotola unta di olio a lievitare coperto per 1 ora e mezza circa.


Riprendete la massa che sarà splendidamente lievitata. 


Rovesciatela sulla spianatoia e lavoratela brevemente ripiegandola in più riprese prima in un verso e poi nell'altro, quindi arrotondatela girandola con i palmi della mano (pirlatura).

 
Lasciatela sulla spianatoia infarinata coperta a campana con un'altra ciotola abbastanza grande da non far toccare le pareti dell'impasto dopo che avrà lievitato ancora 40 - 50 minuti.


A questo punto con una lametta incidete un asterisco a sei punte sulla cupola e dopo averlo spennellato abbondantemente con acqua cospargete i tagli con del sale grosso.


Infornate a 220°C per 15 minuti in forno preriscaldato e su una teglia che avrete fatto scaldare a sua volta.
Abbassare quindi la temperatura a 170°-180°C e passate il pane dalla teglia alla griglia dove continuerà a cuocere per altri 15 - 20 minuti.


Appena sfornato fatelo raffreddare su una gratella.
Se non amate troppo il rosmarino potete sostituirlo con salvia, timo o maggiorana. 

Ora tocca a voi mettere le mani in pasta!! Alla prossima! =^-^=