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lunedì 21 ottobre 2024

Torta di nocciole



Dopo 1 anno e mezzo di ricette per il progetto "ABC un mondo d'ingredienti" mi sono presa alcuni mesi di riposo, ma il compleanno di fine settembre di uno dei miei nipotini mi ha impegnata nella sua torta decorata che mi ha riportata al primo  amore e prima o poi vi mostrerò le torte realizzate in questi ultimi 5 anni per i miei nipotini. 

Oggi invece ho voluto realizzare una torta alle nocciole che avevo visto qui e che mi era piaciuta. È rapidissima da fare ma vi assicuro che è deliziosa. È una torta da credenza, ma accompagnata da una buona tazza di cioccolato o uno zabaione può concludere egregiamente un pranzo. È una torta tipicamente piemontese dove la nocciola tonda gentile delle Langhe è coltivata, in alcune versioni non vengono utilizzati affatto la farina ed il lievito, in altre invece si. Io ho ottenuto la farina di nocciole tritando al mixer le nocciole intere che secondo me mantengono di più il loro sapore di quelle già ridotte in farina. 



Ingredienti: (per una teglia da 20 cm di diametro) 

  • 120 gr di farina 00
  • 80 gr di farina di nocciole
  • 50 gr fi burro fuso 
  • 150 gr di zucchero semolato
  • 2 uova grandi a temperatura ambiente 
  • 200 ml di panna da cucina
  • 16 gr di lievito per dolci
  • 1 bustina di vanillina ( meglio ancora i semi di una bacca di vaniglia)
  • un pizzico di sale 
Per guarnire
  • 50 gr di granella di nocciole
  • 3 cucchiai di gocce di cioccolato fondente
Iniziate montando le uova intere con lo zucchero e la vaniglia, aggiungete quindi il burro fuso ormai tiepido, la panna da cucina e la farina di nocciole montando sempre con le fruste. Per ultima aggiungete la farina setacciata insieme al lievito ed al sale. Quando il composto è ben amalgamato versatelo nella teglia dove avrete coperto il fondo con carta da cucina e imburrato ed infarinato il bordo. Coprite la superficie con la granella di nocciole mista alle gocce di cioccolato e cuocete in forno statico già caldo a 180 gradi per 35 minuti. 

Soffice e profumata vi piacerà sicuramente. 

lunedì 12 dicembre 2016

Bonèt delle Langhe in monoporzioni...ed è un dolce per le feste!



Il bonèt è un dolce al cucchiaio tradizionale delle Langhe piemontesi tra le provincie di Cuneo ed Asti, territorio collinare di grandi vitigni, della famosa nocciola "tonda gentile delle Langhe" e del pregiato tartufo bianco d'Alba.
Il suo nome potrebbe derivare dalla forma dello stampo in cui veniva preparato, il bonèt ëd cusin-a cioè cappello da cuoco, oppure essere chiamato così perché si serviva per ultimo e chiudeva il pasto, così come il cappello ovvero il bonèt s'indossava per ultimo prima di uscire. 
Le sue origini sono molto antiche, già nel XIII° secolo la sua prima versione detta alla monferrina (non ancora arricchita di cacao e rum che giungeranno dopo la scoperta dell'America) allietava i banchetti di corte.
In qualche ricetta viene anche arricchito di pasta di nocciole, beh con la tonda gentile che è di casa non poteva essere diversamente.
La sua preparazione è molto veloce e semplice, bisogna solo fare molta attenzione alla cottura.
Potete preparare un unico bonèt o come ho fatto io delle monoporzioni, personalmente credo che per servire i dolci al cucchiaio le monoporzioni siano esteticamente più belle.


Ingredienti: (per 11 stampini monoporzione)

  • 4 uova intere
  • 1/2 lt di latte intero
  • 120 gr di zucchero semolato (anche 150 gr se vi piace appena più dolce)
  • 50 gr di cacao amaro 
  • 100 gr di amaretti
  • 1 tazzina di caffè ristretto
  • 2 cucchiai di rum o di Cointreau
Per caramellare gli stampini
  • 200 gr di zucchero semolato

Iniziate la preparazione mescolando le uova intere con lo zucchero utilizzando una frusta a mano ma senza battere perché il composto non dovrà assolutamente inglobare aria.



Allo stesso modo aggiungete il cacao setacciato, il caffè, il liquore ed il latte a temperatura ambiente.






Per ultimi unite gli amaretti sbriciolati con le mani.



Fate riposare il composto in frigorifero per 1 ora.



Passate quindi a preparare il caramello versando un pò di zucchero semolato in un pentolino antiaderente ed a fiamma bassa senza girare fatelo sciogliere, versatevi altro zucchero e così via via fino a far sciogliere tutti i 200 gr.



Il caramello dovrà risultare bruno ma non bruciato altrimenti prende un sapore amaro.

Versatelo a coprire il fondo degli stampini cercando di cospargerlo anche sulle pareti girando ogni stampino e lasciate raffreddare.



Riprendete il composto dal frigo e riempite gli stampini fino all'orlo.



Poneteli in una teglia con il fondo rivestito di carta da cucina e versate all'interno della teglia tanta acqua calda che copra almeno la metà degli stampini.

Ponete ora la teglia in forno preriscaldato a 160°C nella parte bassa e fate cuocere circa 1 ora.
Fate attenzione che l'acqua nella teglia non bolla.
Secondo la tradizione la cottura perfetta eviterà che all'interno del bonèt si formino delle bolle.

Quando vedrete che la superficie dei bonèt è cotta spegnete e fate raffreddare, conservate quindi in frigorifero fino al momento di servire.Il giorno dopo sono ancora più buoni.




Per estrarli dagli stampini passate la lama di un coltello intorno alla parete e quindi capovolgete su un piattino.



Decorate con degli amaretti sminuzzati e volendo con dei ciuffi di panna montata.

Potrete prepararli anche per le prossime feste di Natale, saranno un ottimo modo per completare i vostri pranzi e portare una nota di freschezza tra i vari dolci tradizionalmente natalizi. =^-^=

lunedì 15 agosto 2016

Panna cotta al cioccolato bianco con fragole


Va bene, siamo in vacanza lontani da casa, non abbiamo tutta l'attrezzatura che normalmente ci aiuta nella preparazione delle nostre ricette, non abbiamo il necessario per una buona fotografia dei nostri dolci né piattini e cucchiaini particolari, ma vogliamo farci mancare un dolce proprio a Ferragosto?
Assolutamente no!!
Ed allora un dolce al cucchiaio semplice ma gustosissimo, dall'aspetto invitante e rapidissimo da fare lo troviamo!
Una splendida panna cotta arricchita dal cioccolato bianco e guarnita con fragole sarà un dessert perfetto per concludere il pasto.

Le origini di questo dolce al cucchiaio appartenente alla nostra tradizione sono incerte. Qualcuno afferma che possa essere una trasformazione del “bianco mangiare” siciliano a cui al nord avrebbero sostituito il latte di mandorla con quello vaccino, altri invece ne attribuiscono l’invenzione ad una signora di origini ungheresi che viveva nelle Langhe piemontesi agli inizi del novecento.

In ogni caso è squisito ed arricchito con cioccolato bianco è una vera goduria!


Ingredienti : ( per circa 20 porzioni)

  • 500 ml di crema di latte fresca
  • 500 ml di latte intero
  • 160 gr di cioccolato bianco di ottima qualità
  • 200 gr di zucchero semolato
  • i semi di un baccello di vaniglia
  • 16 gr di gelatina in fogli

Per guarnire

  • 200 gr di fragole
  • 1 cucchiaio di zucchero semolato
  • qualche goccia di succo di limone
  • 1 gr di gelatina in fogli


Scaldate in una casseruola il latte con la crema di latte, lo zucchero ed i semi di vaniglia a 60°C  senza raggiungere il bollore.

Nel frattempo avrete fatto ammorbidire i fogli di gelatina in acqua fredda per 10 minuti.

Quando  latte e crema di latte sono caldi unitevi fuori dal fuoco  il cioccolato bianco sminuzzato e mescolate con una frusta fino a che non si è completamente sciolto.

Unite poi la gelatina in fogli ben strizzata e mescolate accuratamente.

Se decidete di servire la panna cotta in uno stampo unico anziché nei bicchierini  bagnatelo prima di versarvi la panna cotta, questo vi aiuterà nell’estrarla al momento di servirla.

Fate un po’ raffreddare i contenitori e poi metteteli in frigorifero per tutta la notte.

Per estrarla dallo stampo al momento di servirla immergete qualche istante lo stampo in acqua calda.

Guarnite la panna cotta con alcune fragole tagliate semplicemente a ventaglio e con le altre tagliate a pezzetti e passate alcuni istanti in casseruola con lo zucchero ed il succo di limone ed in cui avrete fatto sciogliere fuori dal fuoco 1 gr di gelatina in fogli ammorbidita 10 minuti in acqua fredda e ben strizzata.


Ancora buon ferragosto a tutti!! =^-^=

venerdì 27 gennaio 2012

I Canestrej di Crevacuore



Queste cialde al cacao era da un pò che volevo provarle, per curiosità e perché per farle posso utilizzare il ferro che normalmente uso per le ferratelle abruzzesi di mamma Siberiana.
Come le ferratelle, anche queste cialde hanno origini antiche (intorno al 1600) ed erano preparate in occasione di matrimoni, battesimi e per le feste del paese. La presenza del cacao nella ricetta non stupisce se pensiamo che Torino è famosissima per il cioccolato.
Questa ricetta l'ho presa da Mondocibo.it e ve la riporto qui di seguito.



Ingredienti:

- 150 gr di burro a temperatura ambiente
- 400 gr di farina
- 250 gr di zucchero
- 100 gr di cacao amaro
- una grattugiata generosa di noce moscata
- 1 uovo intero
- 1 decilitro di vino rosso
- 1 cucchiaio di grappa
- un pizzico di cannella (che ho aggiunto io)





In una ciotola mescoliamo insieme tutte le polveri, farina, zucchero, cacao, noce moscata grattugiata e cannella, passandole al setaccio.



Aggiungiamo quindi il burro a temperatura ambiente lavorando il tutto con le mani.
Con un cucchiaio di legno amalgamiamo poi l'uovo, il vino rosso e la grappa.



Formato un composto compatto lo avvolgiamo nella pellicola e lo lasciamo riposare in frigorifero per 1 ora.



Trascorsa l'ora ricaviamo dall'impasto delle palline grandi come una nocciola.



Dopo aver passato un tovagliolo di carta intriso di olio di semi sulle piastre mettiamo il ferro sul fuoco facendolo scaldare bene. Questo sarà necessario solo la prima volta. Se abbiamo tutte le nocciole d'impasto già pronte, il ferro sulla fiamma sarà sempre caldo da non aver bisogno di essere oleato. Posizioniamo due palline di impasto e facciamo cuocere esattamente 7 secondi per lato. Non far cuocere di più altrimenti le cialde si scuriscono e prendono un sapore amaro.



Staccare immediatamente le cialde dalla piastra aiutandosi con la lama di un coltello.



Metterle a raffreddare sopra ad un tovagliolo senza sovrapporle. Una volta fredde potranno essere riposte in una scatola di latta dove si conserveranno per alcuni giorni.
Hanno un gusto speziato che spero vi piacerà! Alla prossima ;-)