martedì 18 marzo 2014

Speķa pīrādziņi - piccoli calzoni ripieni di pancetta dalla Lettonia



Fino a domenica prossima con l'Abbecedario culinario europeo siamo ancora in Lettonia e le ricette sono raccolte da Brii di "briggishome.wordpress.com".


Riga (in Lettonia) ed Umeå (in Svezia) sono state nominate capitali europee della cultura per il 2014.
Per questa occasione a Riga, oltre ad un fitto calendario di eventi, si è rivalutata artisticamente la "via dell'ambra", il percorso che seguivano i commercianti di questa resina fossile dal Baltico fino al Mediterraneo, principalmente verso Italia, Grecia ed Egitto che in tempi antichi erano i maggiori trasformatori della resina grezza in oggetti preziosi.


L'antica "via dell'ambra" (da wikipedia immagine di Bonas)
Ambra fossile con inglobata una formica (da wikipedia foto di Mbz1)
Sembra valga la pena visitare a Riga, davanti alla Cattedrale, un museo dell'oreficeria in oro e argento e che ricostruisce l'evoluzione dell'ambra.

Fin da quando li ho visti la prima volta fra le ricette lèttoni ho deciso che avrei provato questi speķa pīrāgi.
Mi piacevano troppo questi piccoli panini che ricordano tanto i "calzoni" che si vendono nelle nostre pizzerie.
Ogni famiglia lèttone ha la propria ricetta, il ripieno può essere di pancetta, anche mista a carne macinata di manzo, prosciutto e pollo, ma può essere anche di pesce, di cavolo, di funghi oppure dolci con mele, rabarbaro o ricotta. Anche la quantità di grasso presente nell'impasto può variare secondo le diverse ricette.
Preferibilmente preparati per le feste, dal Natale alla Festa di mezza estate, i pīrāgi (da cui il diminutivo pīrādziņi) costituiscono anche un ottimo spuntino per ospiti inattesi e sono perfetti se accompagnati da una birra. 
Proprio per la varietà di ripieno che potevano avere i  pīrāgi potevano essere preparati tutto l'anno e con la scoperta dell'America e la conseguente coltivazione della patata, questa era spesso aggiunta all'impasto per sostituire la farina che poteva mancare.
Ecco quindi che alcune ricette ancora prevedono le patate nell'impasto, come quelli preparati da Carla nel suo post.
La lunghezza dei pīrāgi può andare da 5 cm a 13 cm secondo se si vogliono utilizzare come spuntino o come pasto sostanzioso.

Ingredienti:

Per la pasta lievitata

  • 500 gr di farina
  • 1 cucchiaino di sale
  • 7 gr di lievito di birra disidratato
  • 2 cucchiaini di zucchero
  • 300 ml di latte
  • 200 gr di burro
  • 200 gr di panna acida 
Per il ripieno
  • 250 gr di pancetta a cubetti o tritata
  • 1 piccola cipolla tritata
  • pepe q.b.

  • 1 uovo per spennellare i pīrāgi

In una ciotola porre 150 ml di latte appena tiepido con i 2 cucchiaini di zucchero ed il lievito, mescolare bene e lasciare riposare coprendo con la pellicola per 10 minuti.




In un tegamino far sciogliere il burro con gli altri 150 ml di latte ed aspettare che diventino tiepidi.



Se non trovate la panna acida potete farla unendo 100 ml di panna fresca con 100 ml di yogurt greco ed 1 cucchiaio di succo di limone. Mescolare bene e lasciare riposare 10 minuti.

Setacciare la farina con il sale e versarla nella planetaria.
Versarvi la panna acida, il latte con il burro sciolto ed il composto di lievito, azionare la planetaria con il gancio e far lavorare fino a che la pasta  non si stacca dalle pareti. Se fosse necessario aggiungere ancora della farina.




Quando l'impasto è diventato omogeneo e staccato dalle pareti capovolgerlo e lasciarlo lievitare in luogo tiepido coperto con pellicola fino al raddoppio (circa 40 minuti o 1 ora).




Nel frattempo saltare in una padella antiaderente la pancetta e quando inizierà a sciogliersi il grasso aggiungere la cipolla, un pò di pepe e far cuocere 5 minuti.

Riprendere l'impasto ormai lievitato, porlo su un piano infarinato, appiattirne un lembo con le mani, disporvi un cucchiaino di ripieno, ripiegare il lembo dell'impasto e coppare con una tazzina facendo attenzione che si chiudano bene le giunture.






Lasciar riposare i pīrāgi su una teglia con carta da forno, spennellarli con l'uovo battuto e cuocerli in forno già caldo a 230° fino a che non sono dorati.




Possono essere mangiati sia caldi che freddi e, come ha avuto la fortuna di fare Carla a Riga, possono essere anche "cibo di strada" se acquistati e mangiati mentre si ammirano le bellezze di Riga.
Non hanno un faccino invitante?? ;-)

lunedì 17 marzo 2014

La Alexander torte della Lettonia


Alla ricerca di ricette per la raccolta dell'Abbecedario culinario europeo ospitato per la Lettonia da Brii di "briggishome.wordpress.com" ho ritrovato una  torta che avevo già notato quando eravamo alle prese con le ricette dell'Estonia.



Come spesso accade, anche per questa torta non si conosce con esattezza il paese di origine e l'occasione per cui era stata creata.
Io prendo per buono quanto affermato nel libro "Latvian Cooking" di Ingrid Wallace: - "Questa ricetta è stata inventata nella capitale della Lettonia Riga più di cento anni fa, durante una visita di uno zar russo (che dovrebbe esser stato Alessandro I)............ in più ogni casalinga lettone ha la sua propria ricetta della  Alexander Cake,  in tutte le forme e dimensioni ".

Ha un impasto molto semplice, ma allo stesso tempo talmente delicato che durante l'assemblaggio si rischia di mandare tutto in briciole.
Normalmente la farcitura è con confettura di lamponi, ma sembra vada bene anche qualunque altra confettura purché sia aspra per contrastare il dolce della pasta e della glassatura.

Ingredienti:

Per la pasta

  • 250 gr di burro
  • 450 gr di farina 00
  • 100 gr di zucchero semolato
  • 1 cucchiaino di lievito per dolci
  • 1 uovo intero
Per la farcitura 
  • 350 gr di confettura di lampone (o altra purché sia aspra)
Per la glassatura
  • 250 gr di zucchero a velo 
  • 4 cucchiai d'acqua (io uno l'ho sostituito con alchermes)
  • 2 cucchiaini di succo di limone 
Dopo aver formato una fontana con la farina, lo zucchero ed il lievito, impastare con la punta delle dita il burro freddo di frigorifero tagliato a tocchetti fino ad avere delle briciole.


Amalgamare ora questo impasto di briciole con l'uovo, dividere l'impasto in due parti uguali, avvolgerle nella pellicola e farle riposare per 1 ora in frigorifero.



Stendere sulla carta da forno con il mattarello ognuna delle due parti di impasto e disporle in teglie da 20 cm x 25 cm e farle cuocere in forno già caldo a 175° per 20 minuti.


Con l'aiuto della carta da forno si sposta il primo strato di pasta sul vassoio facendo molta attenzione perché è molto friabile.
Dopo aver fatto sciogliere sul fuoco in un pentolino per 3 minuti la confettura ( che avrete passato al setaccio se ha i semi) distribuirla sul primo strato di pasta.
Io ho utilizzato dell'ottima confettura di mirtilli che ai miei piace tanto.


Con l'aiuto della carta da forno disporre sopra il secondo strato di pasta e ricoprirla con la glassa ottenuta mescolando lo zucchero a velo con l'acqua ed il succo di limone.



A piacere guarnire con piccole decorazioni di zucchero e tagliare a quadrotti con delicatezza.



Anche la glassatura potrete aromatizzarla come più vi piace, anche al cacao. E'ottima per accompagnare un buon caffè pomeridiano.