domenica 17 marzo 2019

Gur cake di Dublino per San Patrizio


Oggi 17 Marzo si festeggia San Patrizio, patrono d'Irlanda, e per questa giornata ho voluto preparare una torta molto semplice e di umili origini ma che rispetta l'abitudine del recupero.
La Gur cake, conosciuta anche come Chester cake, agli inizi del secolo scorso deve il suo nome ai ragazzi delle classi sociali più povere che "marinavano la scuola" (detto "on the gur") conosciuti come gurriers, ed il dolce più economico che potevano permettersi bighellonando per le vie della città era proprio una fetta di gur cake, confezionata con gli avanzi di pane e di altri dolci. Più spesso alla fine della giornata i panettieri permettevano ai gurriers di raccogliere le fette di pane raffermo e di torta caduti sul pavimento, loro li portavano a casa dove venivano trasformati in una gur cake. 
Il ripieno allora era composto di avanzi di pane, di altri dolci ormai non più fragranti, zucchero, latte, tè, spezie, frutta secca, ora si possono aggiungere anche cacao, cioccolato, mele, uova, succo d'arancia, praticamente tutto quello che si ha a disposizione.
A Dublino la Gur cake è considerata un simbolo della classe operaia e viene venduta nelle panetterie in quadrotti da 8 cm di lato per 3 cm di spessore.
Lo scrittore irlandese Éamonn MacThomáis, nel suo libro "Gur cake and Coal Blocks" del 1976 così descrive il suo ricordo della Gur cake:
"Quando siamo usciti dal negozio ci siamo immersi nella Gur Cake. Era semplicemente stupenda, bollente, con la pasta ricoperta di zucchero e il succo che trasudava dai grossi ribes e dall'altra materia soffice e marrone. Potemmo sentire il nostro ventre riscaldarsi ".



Ingredienti: (per una teglia da 19 cm x 27 cm)

Per la pasta (shortcrust pastry)
  • 260 gr di farina (io ho usato la 0)
  • 113 gr di burro (o margarina) molto freddo
  • 1 pizzico di sale 
  • 1 cucchiaio di zucchero semolato
  • 120 ml di acqua ghiacciata

Per il ripieno
  • 80 gr di pane raffermo a cubetti 
  • 420 gr di avanzi di dolci
  • 50 gr di uvetta rinvenuta in acqua tiepida
  • 50 gr di mandorle a pezzetti 
  • 300 ml di latte caldo
  • 100 ml di succo d'arancia
  • 6 cucchiai di cacao amaro
  • 100 gr di cioccolato fondente a pezzetti
  • 1 cucchiaio di zucchero di canna muscovado
  • 4 cucchiai di zucchero semolato
  • 1 cucchiaino di cannella in polvere
  • 1/4 di cucchiaino di noce moscata grattugiata
  • scorza grattugiata di 1 limone non trattato
  • i semi di mezza bacca di vaniglia (o 1 bustina di vanillina)
  • 1 uovo medio leggermente battuto

Tagliate a cubetti il pane raffermo privato della crosta e tutti gli altri avanzi di dolce, metteteli in una terrina e bagnateli con il latte caldo fino a che non si siano completamente ammorbiditi. 
Aggiungete quindi il succo d'arancia, l'uovo leggermente battuto e tutti gli altri ingredienti fino a che il ripieno non sia ben amalgamato.
Se l'impasto vi dovesse sembrare poco dolce ( questo dipende dal tipo di dolci usati e dalla quantità di pane raffermo) regolatevi secondo i vostri gusti ed aggiungetene altro.
Io ho aggiunto anche 1 cucchiaio di liquore all'anice che adoro!


Per la pasta mettete la farina, lo zucchero, il sale ed il burro freddo tagliato a cubetti nel mixer. Azionatelo fino a che non otterrete un impasto granuloso, aggiungete l'acqua ghiacciata ed otterrete una palla che si staccherà dalle pareti del mixer.
Il freddo del burro e dell'acqua faranno sì che la pasta risulti croccante! 

Dividetela in due parti e riponetela in frigorifero avvolta nella pellicola per almeno mezz'ora.


Riprendete la pasta (a me ne sono avanzati 150 gr che ho congelato), stendetela a circa 2-3 mm su un ripiano infarinato e ricavate un primo strato che porrete sul fondo dello stampo bucherellandolo.
Versatevi il ripieno compattandolo per bene, ricoprite con un altro strato di pasta, bucherellate anche questo con i rebbi di una forchetta, cospargetene la superficie con zucchero semolato e fate cuocere in forno preriscaldato a 160°C per 90 minuti. 


Fate raffreddare la torta, volendo cospargete appena di zucchero a velo, quindi ricavatene dei quadrati da 8 cm con un coltello seghettato da pane.

Vi assicuro che è deliziosa, il contrasto tra il croccante della pasta ed il morbido del ripieno dai sapori fantastici (più lo arricchirete più sarà gustoso) è veramente piacevole. 
Se volete dare fondo a tutti gli avanzi di pane e dolci che avete in dispensa fatelo, vi piacerà sicuramente! 
Alla prossima! =^-^=

lunedì 11 febbraio 2019

Schneeballen - le palle di neve di Rothenburg ob der Tauber



Questi dolcetti si trovano spesso nei mercatini di Natale della Baviera, ma sono originari di Rothenburg ob der Tauber in Franconia (nord-ovest della Baviera), splendida cittadina medievale tappa importante della suggestiva Romantische Straße che collega Füssen con Würzburg.
Chiamati anche "nidi di cicogna", venivano preparati da oltre 300 anni per occasioni particolari come matrimoni o feste locali ed inizialmente erano ricoperti di zucchero a velo, ricordando proprio delle palle di neve.
Ora invece sono prodotti tutto l'anno anche ricoperte di cioccolato guarnito con frutta secca o confettini.

Per friggere le schneeballen in Germania vendono un ferro apposito e per romperle prima di mangiarle usano dei martelli di legno.
In mancanza del ferro originale mi sono adattata con un filtro per il tè leggermente più piccolo, visto che le schneeballen in genere hanno un diametro che va dagli 8 ai 10 cm, tuttavia anche le mie di 5 cm sono già piuttosto grandi.





L'impasto di questi dolcetti ricorda molto le nostre frappe ed ho voluto prepararli in questo periodo proprio per variare un po' le delizie carnevalesche.

Ingredienti:


  • 300 gr di farina 00
  • 1 cucchiaio di zucchero a velo
  • 8 gr di lievito per dolci 
  • la scorza grattugiata di mezzo limone non trattato
  • 2 cucchiai di liquore all'anice
  • 50 gr di burro morbido
  • 125 gr di panna acida 
  • 1 uovo medio
  • un pizzico di sale

Per la glassatura
  • zucchero a velo
  • cioccolato al latte, fondente e bianco
  • nocciole e pistacchi tritati grossolanamente
  • cocco disidratato

Unite tutti gli ingredienti e lavorare l'impasto fino ad averlo liscio ed omogeneo. 



Dividetelo in porzioni da circa 30 gr, con il mattarello stendete ogni porzione fino a renderla piuttosto sottile.

Con una rondella dentellata tagliapasta incidete delle strisce di circa 1 cm sulla sfoglia lasciando intera tutta la circonferenza.


Con il manico di un cucchiaio d legno sollevate alternativamente le strisce e fate ricadere la sfoglia sul piano formando una matassa che metterete nel filtro per il tè e farete friggere in un contenitore dove il filtro rimanga ben immerso nell'olio di semi di arachidi a temperatura media affinché non si bruci esternamente lasciando crudo l'interno. Con circa 4 minuti la palla di neve dovrebbe essere cotta.




Estraetela dal filtro e fatela scolare su carta assorbente.

Potrete guarnirla con abbondante zucchero a velo, oppure rotolarla nello zucchero semolato misto a cannella, o ricoprirla di cioccolato fuso secondo il vostro gusto e cospargerla di frutta secca a 
piacimento. 




Nei siti tedeschi assicurano che rimangano fragranti per diverse settimane, ma io preferisco gustarle il prima possibile. 

E' un modo diverso di gustare un dolcetto che ricorda le frappe, magari in una veste decorata e golosa che sicuramente farà contenti anche i bambini. 
Alla prossima!  =^-^=