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giovedì 13 luglio 2023

Boussou la tmessou - biscotti al limone (Algeria) - L di Limone


C
ome non realizzare una ricetta con i nostri meravigliosi limoni, esattamente con i limoni della varietà "femminello" di Siracusa IGP.


Volevo una ricetta di pasticceria che esaltasse il limone e tra la strepitosa pasticceria algerina ho trovato questi biscotti dal nome che definisce esattamente la "scioglievolezza" di questi biscotti. Si chiamano "boussou la tmessou",che vuol dire "bacialo senza toccarlo", per indicare che sono talmente friabili da sciogliersi letteralmente in bocca. Gli ingredienti sono semplici, bisogna solo usare tanta delicatezza sia nell'impastare i biscotti che nel tagliarli e passarli prima nello sciroppo e poi nello zucchero a velo. Tutta la pasticceria tradizionale algerina è caratterizzata dalla finezza nell'esecuzione con uno spiccato senso del dettaglio. 

Sono tra i pochi dolci algerini che non contengono mandorle,  infatti sono anche detti "falsi makrout el louz" che esteticamente sono uguali ma hanno tra gli ingredienti le mandorle. 

Sappiamo che i limoni sono ricchi di vitamina C, ma migliorano anche la glicemia, la colesterolemia, l'assorbimento del ferro combattendo l'anemia, prevengono i calcoli renali e riducono i rischi cardiovascolari e di cancro. 



Ingredienti: (per 22 biscotti) 

Per l'impasto 

  • 125 gr di burro a pomata
  • 50 gr di zucchero a velo
  • un pizzico di sale
  • scorza grattugiata di 1 limone non trattato
  • 1 cucchiaio di succo di limone
  • 1 tuorlo d'uovo
  • 1 cucchiaio di amido di mais
  • 3/4 di cucchiaino di lievito per dolci
  • 280 gr di farina 00
  • 1 bustina di zucchero vanigliato 

Per lo sciroppo
  • 125 ml d'acqua
  • succo di mezzo limone
  • 3 cucchiai di zucchero semolato
  • alcune gocce di acqua di fiori d'arancio

Per guarnire

  • Zucchero a velo

In una ciotola montate con le fruste per 2 minuti il burro, lo zucchero a velo, il succo e la scorza di limone ed il sale. 
Aggiungete il tuorlo e continuate a montare con le fruste fino ad ottenere un composto gonfio e cremoso. 
Con la frusta mescolate ora lo zucchero vanigliato e l'amido di mais.
Con una spatola amalgamate ora in 2 volte la farina mista al lievito per dolci e finite di ammassare l'impasto con le mani delicatamente.
Formate una palla e dividetela in quattro parti. Con ogni parte formare un salsicciotto che avvolgerete nella pellicola e mettetele a riposare in congelatore per 15-20 minuti.
Riprendete un salsicciotto per volta e con delicatezza tagliatelo a rombi che metterete distanziati su una teglia ricoperta di carta da forno e cuoceteli in forno caldo a 190 gradi C per 10 minuti. 
Non toccateli prima che si siano raffreddati.
Nel frattempo preparate lo sciroppo facendo  sobbollire per 15 minuti l'acqua con lo zucchero. Una volta freddato aggiungeteci il succo di limone e le gocce d'acqua di fiori d'arancio.
Una volta che i biscotti sono freddi immergeteli per 3 minuti nello sciroppo ormai freddo e fateli sgocciolate su una griglia. Quindi metteteli in un recipiente pochi per volta ricoprendoli di zucchero a velo e rigirandoli con delicatezza perché ne siano completamente ricoperti lasciandoli così per 5-10 minuti. 
Prendete un biscotto alla volta e con un dito delicatamente eliminate l'eccesso di zucchero a velo, ponete i biscotti nei pirottini e con un setaccino spolverizzateli ancora con altro zucchero a velo.

Vi assicuro che si sciolgono in bocca! 



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mercoledì 31 maggio 2023

Wacholder-Heidesand-Kekse (Germania) - G di Ginepro



Questa ricetta con un ingrediente che inizia per G ci porta nella Landa di Luneburgo, nella Germania settentrionale, poco a sud di Amburgo. In questo parco naturale si trovano cespugli verdi di ginepro tra splendide distese di erica e le pecore Heidschnucke che vi pascolano tutto l'anno provvedendo alla gestione del paesaggio brucando erbe di brughiera e gli alberelli di betulla e pino evitando che si diffondano. 


Le bacche di ginepro essiccate sono spesso utilizzate in cucina per aromatizzare carni e salumi, mentre distillate fresche con alcolici sono utilizzate nella produzione del gin. 

Le bacche di ginepro hanno proprietà diuretiche, combattono le infezioni urinarie ed intestinali, possono alleviare il mal di stomaco ed hanno proprietà antiossidanti, antireumatiche ed antifungine.

Nella Germania settentrionale per il periodo natalizio sono d'obbligo i biscotti Heidesand, dei biscotti di pasta frolla che si sciolgono in bocca, molto simili ai biscotti sablés francesi. Normalmente nella ricetta tedesca il burro viene prima fatto fondere e brunire, poi fatto raffreddare e montato con lo zucchero una volta freddo. In questa ricetta che ho seguito però il burro non è sottoposto a questo trattamento, come nella ricetta francese, forse perché le bacche di ginepro in polvere che sono utilizzate donano già un sapore lievemente amaro come quello del burro brunito. 



Ingredienti: (per 25 biscotti)

  • 1-2 cucchiai di bacche di ginepro essiccate
  • 2 cucchiai di zucchero di canna
  • 200 gr di farina 00
  • 1 cucchiaino di lievito in polvere
  • 125 gr di burro morbido
  • 100 gr di zucchero a velo
  • 1 pizzico di sale
  • 1 cucchiaio di gin o di latte (all'occorrenza)

Per prima cosa passate nel mixer o nel macinacaffè le bacche di ginepro e setacciate quanto ottenuto. Se necessario ripetere l'operazione fino ad ottenere una polvere sottile.

Nel mixer montate il burro con lo zucchero a velo ed il sale. 

Mescolate la farina setacciata con 2 cucchiaini di bacche di ginepro tritate ed il lievito, aggiungetela nel mixer con il burro montato e se l'impasto risulta troppo sabbioso aggiungete il cucchiaio di gin o di latte, a me non è servito aggiungerlo. 

Preparate un foglio di pellicola lungo 30 cm sul tavolo, versatevi un po' dello zucchero di canna che avrete mescolato ad un cucchiaino  di bacche di ginepro tritate e disponetevi sopra il composto preso dal mixer. Formate un bel cilindro e cospargetelo con il restante zucchero di canna e polvere di bacche di ginepro in modo da ricoprirlo interamente. 




Chiudete la pellicola stringendo bene a caramella il cilindro d'impasto e fate riposare nel frigorifero per almeno 1 ora ma anche tutta la notte come ho fatto io. 

Il giorno dopo riprendete l'impasto, tagliate delle fette di circa 3 mm di spessore, posizionatele su una teglia ricoperta di carta da forno e fate cuocere in forno preriscaldato a 180°C per 8-9 minuti. 


A
spettate che i biscotti siano un po' raffreddati prima di rimuoverli dalla teglia perché altrimenti potrebbero sbriciolarsi. 

Conservateli in una scatola ermetica. 


S
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martedì 14 marzo 2023

Cocadas blancas (Colombia) - C di Cocco


È da quando abbiamo viaggiato da un continente all'altro con Aiù e le altre amiche bloggers + 1 per l'Abbecedario culinario mondiale che avrei voluto tornare in Colombia alla scoperte di ricette tipiche. Allora però la Colombia non fu tra i paesi del Sudamerica di cui realizzammo i piatti ed i dolci più interessanti.

Una vita fa feci un viaggio alla scoperta di alcune tra le città colombiane più interessanti: Bogotà, Zipaquirá, Leticia, San Agustin, Cali, Popayan, Cartagena. Ricordo benissimo le meraviglie che visitammo: il Museo del Oro, la Cattedrale di Sale, il Parco Archeologico con i totem precolombiani, la navigazione notturna sul Rio delle Amazzoni scrutando gli occhi degli alligatori che a pelo d'acqua brillavano alla luce delle torce. Le escursioni a cavallo, i pappagalli Ara in libertà nella foresta pluviale e le donne di origine africana di Cartagena dai costumi coloratissimi è impossibile dimenticarli. 

Il sapore della frutta esotica era incredibile, ma tra i piatti che mangiammo quello che più ci sorprese perché inaspettato fu un gulasch con patate cucinato da una signora tedesca che gestiva un albergo molto spartano tra le montagne.


Per la C del nostro viaggio alla ricerca degli ingredienti nel mondo avevo in mente di utilizzare il cocco ed ho trovato la ricetta di alcuni dolcetti, le cocadas, che mi riporteranno idealmente in Colombia.

Le cocadas sono dei dolcetti diffusi in tutti i paesi latino americani dove sarà facile comprarle anche dai venditori ambulanti che le trasportano in grandi ceste tenute in equilibrio sulla testa. 

L'origine delle cocadas dovrebbe essere portoghese e attraverso gli schiavi catturati in Angola (in quel tempo colonia portoghese) dovrebbero essere giunte fino in America Latina diffondendosi e subendo delle piccole caratterizzazioni secondo il paese.

L'ingrediente principale è il cocco, poi si aggiungono lo zucchero che può essere di canna o di panela, il latte, l'acqua o se si ha un cocco fresco l'acqua di cocco. In Colombia sono generalmente aromatizzate con cannella in polvere o chiodi di garofano e qualcuno vi aggiunge il succo di limone. Nelle varie versioni c'è chi aggiunge latte condensato, chi scorza grattugiata di arancia, chi piccole quantità di ananas o guava, chi un uovo.

Si possono anche passare in forno se si vuole farle colorire creando una crosticina croccante fuori che racchiude un cuore morbido all'interno.

Io ho realizzato la ricetta più comune, utilizzando zucchero di barbabietola perché rimanessero chiare e non le ho cotte. 




COCADAS BLANCAS COLOMBIANE

Ingredienti: (per 28 cocadas)

  • 250 gr di cocco rapè
  • 300 gr di zucchero semolato
  • 100 ml di latte
  • 100 ml di acqua o acqua di cocco
  • 30 ml di succo di limone
  • Cannella in polvere a piacere
  • Cocco rapè per guarnire
Versate tutti gli ingredienti in una casseruola antiaderente, a fiamma molto bassa e mescolando continuamente con un lecca pentole per circa 30 minuti fino a che il composto si sarà ben compattato.

Non appena il composto sarà maneggiabile con le mani inumidite formate delle palline di 25 gr ciascuna, rotolatele nel cocco rapè e adagiatele nei pirottini.

Se non vi dovesse piacere la cannella potrete aromatizzarle con vaniglia o chiodi di garofano, anche un goccio di liquore se non sono destinate ai bambini.

Una volta fredde riponetele in un contenitore ermetico, si possono conservare per svariati giorni.

Accompagnatele con un buon caffè, colombiano naturalmente! 




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lunedì 23 gennaio 2023

Canistrelli all'anice della Corsica (Francia) - A di Anice



Una delle spezie che amo particolarmente è l'anice, fin da quando ero piccola tra le caramelle quelle all'anice sono le mie preferite.

I semi d'anice sono ricchi di proprietà benefiche conosciute fin dall'antichità da egizi, greci e romani.

L'anice assunta in tisane ed infusi o come estratto aiuta la digestione, combatte la stitichezza, il gonfiore intestinale, stimola le secrezioni  ghiandolari, ha proprietà espettoranti ed antiflogistiche per le vie respiratorie, è un blando sedativo contro ansia ed insonnia.

Ho scovato una ricetta di biscotti all'anice tipici della Corsica per l'ABC - un mondo d'ingredienti,i canistrelli, da non confondere con i canestrelli piemontesi e liguri. Sono semplicissimi, pochi ingredienti per dei biscotti che hanno un solo difetto, uno tira l'altro.

 





Ingredienti: (per circa una cinquantina di biscotti)

  • 250 gr di farina 00
  • 100 gr di zucchero semolato + q.b. per ricoprirci i biscotti
  • 70 ml di olio di semi di girasole
  • 70 gr di vino bianco 
  • 13 gr di semi di anice 
  • 1/2 bustina di lievito per dolci 
  • un pizzico di sale 
In una ciotola mescolate la farina con il lievito, lo zucchero, il pizzico di sale ed i semi d'anice. Al centro di tutti gli ingredienti secchi versate il vino e l'olio di girasole, iniziate a mescolare con una forchetta, quindi proseguire sulla spianatoia.
Quando avrete un bel panetto compatto stendetelo ad 1 cm di spessore, ricavatene delle strisce da 2 cm che taglierete a rombi.
Rotolate delicatamente i biscotti nello zucchero semolato, adagiateli su una placca foderata di carta da forno leggermente distanziati tra loro (cresceranno un po' con la cottura), cuoceteli in forno già caldo a 180°C per 35 minuti. Non dovranno colorirsi.

Se volete rendere più intenso il profumo di anice potete aggiungere tra gli ingredienti anche 1 cucchiaio di liquore all'anice. 

Conservateli in una scatola di metallo.

Sono ottimi da soli o in accompagnamento ad un tè, un caffè o una tazza di cioccolata calda.   


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venerdì 21 maggio 2021

Fettine del faraone - biscotti di Montersino



Questi biscotti di Luca Montersino li conoscevo da  parecchi anni, ma la decisione di farli era venuta dopo che la mitica amica Doretta del blog "Sarda in saòr" li aveva provati con piccole varianti e ci aveva riferito il consenso di quanti li avevano assaggiati. La preparazione è semplicissima, in più l'impasto si può congelare e prepararli e cuocere all'occorrenza in pochissimo tempo. Nella ricetta originale Montersino usa farina di kamut, anche se precisa che si può usare la farina che si preferisce ed infatti io ho sempre usato farina di grano tenero 00 come Doretta. In più allo zucchero di canna ho sostituito lo zucchero di canna integrale muscovado che dona un leggero retrogusto di liquirizia. Montersino usa come frutta a guscio le mandorle, io ho voluto usare un mix di mandorle, nocciole, noci, pistacchi ed uva passa. Questa tappa della Fattoria consapevole e solidale infatti tratta i semi oleosi fino al 10 giugno. 

 


Sono ricche di sali minerali, fibre, vitamine e proteine ed un loro  consumo regolare ma misurato può aiutare a far funzionare bene il fisico e la mente.

Ingredienti: 

  • 325 g di farina 00
  • 125 g di burro a pomata
  • 200 g di zucchero di canna integrale muscovado
  • 250 g di frutta secca a guscio (mandorle, noci, nocciole) e uva passa 
  • 1 pizzico di sale
  • i semi di 1 bacca di vaniglia
  • un pizzico di cannella in polvere
  • 80 g di uova
Dopo aver amalgamato nel robot con la foglia il burro morbido e lo zucchero aggiungete il pizzico di sale, le uova, la farina, i semi di vaniglia, la cannella e la frutta intera non spellata. Fate amalgamare un po' il tutto, anche se il composto risulterà sgranato e dovrete inserirlo manualmente in uno stampo da plumcake rivestito di pellicola. Pigiatelo con un tarocco perché si compatti e lasciatelo almeno 3 ore in freezer. 
Trascorso questo tempo affettatelo a fette piuttosto sottili con un coltello seghettato da pane, più le taglierete sottili più riusciranno croccanti.



 
Ponete le fettine su una teglia foderata di carta da forno ed infornate in forno già caldo a 200°C per 10 minuti. 
Controllateli perché appena i bordi cominciano a colorirsi dovrete estrarli dal forno. Saranno ancora morbidi, ma prenderanno consistenza appena freddi. 
Potete conservarli in una scatola a chiusura ermetica.



Se deciderete di conservare l'impasto in freezer per cuocerli quando vorrete basterà estrarre lo stampo dal freezer e dopo 10 minuti affettare l'impasto e cuocere i biscotti. Se non lo userete tutto riporrete il restante nuovamente in freezer.

Io ho usato un mix di frutta a guscio, ma voi potrete farne anche con un solo tipo di frutta e addirittura uno stampo per ogni tipo di frutta.

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venerdì 28 dicembre 2018

Baci di Babbo Natale



Questi dolcetti li ho scoperti nella puntata natalizia del programma Geo & Geo dove erano ospiti Alessandra Bazzocchi e Roberto Casamenti, i quali gestiscono l'osteria "la Campanara" nel borgo medioevale di Pianetto di Galeata (Forlì-Cesena) in quella che viene chiamata la Romagna toscana.
Sono una via di mezzo tra i baci di dama e le pesche dolci romagnole, ma con una farcitura di confettura di castagne, frutti tipici dell'appennino tosco-romagnolo.
Ora non so se sia una loro libera interpretazione di qualche dolce esistente o effettivamente siano tipici del luogo ma li ho trovati deliziosi e li ho voluti rifare.
Sono semplicissimi da realizzare e con il loro colore faranno sicuramente allegria sulla tavola delle feste.
Potrete sostituire la confettura di castagne del ripieno con della crema di nocciole o con della confettura che più vi piace, io per esempio li ho provati anche con quella di frutti di bosco.




Ingredienti: (per 25 baci di Babbo Natale)

Per i biscotti 


  • 300 gr di farina 00
  • 120 gr di zucchero semolato
  • 45 gr di alchermes
  • 1 uovo intero
  • 100 gr di burro a temperatura ambiente
  • 6 gr di lievito in polvere per dolci

Per farcire 
  • confettura di castagne

Per rivestire i biscotti prima di cuocerli
  • zucchero semolato
  • zucchero a velo
Iniziate ad amalgamare in una ciotola il burro a temperatura ambiente con lo zucchero semolato, aggiungete quindi l'uovo intero e l'alchermes, amalgamate ancora e per ultima aggiungete la farina setacciata con il lievito.
Finite di amalgamare sul piano di lavoro, quindi avvolgete l'impasto ben liscio con della pellicola e fatelo riposare in frigorifero per 1 ora.
Trascorso il riposo riprendete l'impasto, ricavate tante palline da 12 gr ciascuna ed arrotolatele prima nello zucchero semolato e poi nello zucchero a velo in modo che ne siano ben ricoperte.
Ponetele su teglie rivestire di carta da forno distanziate tra loro e fate cuocere in forno preriscaldato a 170°C per 12 minuti.
I biscotti non dovranno colorire.
Fate raffreddare i biscottini ottenuti senza toccarli visto che rimangono morbidi. Una volta freddi farciteli con la confettura unendoli due a due per formare i baci.
Disponeteli nei pirottini e...i baci di Babbo Natale sono pronti.

Buone Feste a tutti!!     =^-^=

sabato 22 dicembre 2018

Biscotti svedesi al cioccolato per il Menù Lib(e)ro


Con il Menù Lib(e)ro siamo giunti alla penultima tappa che riguarda i dolcetti con cui accompagnare il caffè e fino al 3 gennaio saremo ospitati dalla chef Cristina nel suo blog "La cucina di Cristina".



La pausa caffè, se non è fatta davanti al bancone di un bar con i minuti contati, può essere un momento di piacevole relax. Anche se avete degli ospiti offrire un caffè a fine pasto accompagnato da un dolcetto è sicuramente una cosa molto gradita. 
Per accompagnare il caffè esaltandone al meglio l'aroma sono perfetti dolci o biscotti con: cioccolato, frutta a guscio(mandorle, nocciole, noci), spezie (cannella, anice stellato, cardamomo, zenzero), sapore di agrumi.
Ne "il Manuale dei Dolci - La Cucina Italiana" la ricetta di questi dolcetti caratterizzati dalla presenza di nocciole e cacao mi è sembrata proprio la ricetta giusta.



Sono i "biscotti svedesi al cioccolato", ma la loro consistenza morbida ricorda molto i famosissimi brownies.




Ingredienti per 50 biscotti: (in teglia rettangolare da 30 x 40 cm)

  • 350 gr di farina
  • 200 gr di zucchero semolato
  • 200 gr di margarina o burro
  • 150 gr di nocciole tritate grossolanamente
  • 60 gr di cacao amaro
  • 3 dl di crema di latte (panna da montare)
  • 2 uova
  • 1 bustina di vanillina
  • 2 cucchiaini di lievito in polvere
Versate in una casseruola il cacao setacciato con 100 gr di zucchero
e versate a filo la crema di latte mescolando con una frusta perché non si formino grumi.
Continuando a mescolare con la frusta mettete sul fuoco e portate all'ebollizione, togliete quindi dal fuoco e lasciate raffreddare.

In una ciotola montate con le fruste elettriche la margarina a temperatura ambiente con gli ulteriori 100 gr di zucchero fino ad ottenere una crema soffice. Sempre con le fruste unite le due uova una per volta, la vanillina e metà delle nocciole tritare grossolanamente.

Dopo aver setacciato la farina insieme ai 2 cucchiaini di lievito, unitene 2 cucchiai per volta al composto alternandoli con 2 cucchiai di crema al cacao fino ad esaurire entrambi e mescolando accuratamente dopo ogni aggiunta.



Imburrate la teglia o rivestitela di carta da forno e versateci  il composto livellandolo con una spatola.
Cospargetelo con la restante metà di nocciole tritate e fate cuocere in forno preriscaldato a 180°C per 15 minuti.
Nel libro indicavano 200°C ma dall'odore mi sono accorta che rischiavo di bruciare il composto.



Tolta la teglia dal forno lasciatela stiepidire, quindi con un coltello seghettato tagliate l'impasto in 10 strisce dal lato più lungo, quindi dividete in 5 parti dal lato più corto così da ottenere 50 biscotti.




Staccateli delicatamente dalla teglia.




Come suggerisce il libro sono ottimi accompagnati da panna fresca montata. Un buon caffè affiancato da un dolcetto al cioccolato e nocciole e magari anche una cucchiaiata di fresca panna montata, cosa si può volere di più? =^-^=

mercoledì 28 novembre 2018

Mandorlini di Pontelagoscuro - una ricetta d'amicizia!


Anche quest'anno inizio la mia ricerca di ricette adatte al Natale che ormai è davvero vicino.
Spesso in cucina ci ritroviamo a dover smaltire albumi avanzati da varie preparazioni e questa volta ho scovato una ricetta che ne prevede l'utilizzo per dei biscotti tipici di Pontelagoscuro in provincia di Ferrara.
In dialetto ferrarese sono i "mandurlin dal pont", delle meringhe arricchite con mandorle. Sembra siano nati all'inizio del '900 grazie all'inventiva di un garzone di pasticceria per utilizzare gli albumi che avanzavano dalla preparazione del gelato.
Attualmente sono prevalentemente confezionati in casa. 
Come sono arrivata a questa ricetta?
Sono partita da un libro che ho in casa, ma quando si tratta di ricette regionali cerco sempre nel web conferma della ricetta da fonti locali. Premetto che era notte fonda quando ho iniziato la ricerca ed a un certo punto mi ha incuriosita un post intitolato  "Mandurlin dal pont...ricetta della mia maestra". Lo leggo tutto d'un fiato, rivedo in quella bimbetta irrequieta ed inappetente che racconta come ha ritrovato la ricetta della sua maestra la mia figlia più piccola che alle elementari era uguale a lei e alla quale piacciono da matti le meringhe. Leggo anche i vari commenti al post ed alla fine riconosco nell'autrice del post la mia amica di web Serafina, di cui tra l'altro seguo anche il blog (la stanchezza ed il sonno fanno brutti scherzi!!).
Una persona speciale che ho conosciuto grazie ad un forum di cucina, che ho avuto modo di incontrare durante i nostri raduni, con cui  continuiamo a leggerci grazie ai social insieme a tante altre amicizie nate nello stesso modo.
Leggete il suo post, è carico di simpatia proprio come la sua autrice.
A questo punto ovviamente la ricetta che ho seguito non poteva che essere quella di Serafina.




Ingredienti:

  • 2 albumi
  • 200 gr di zucchero semolato
  • 200 gr di mandorle pelate
  • 70 gr di farina 00
Per prima cosa dovrete tostare leggermente le mandorle passandole su una placca per 10 minuti in forno preriscaldato a 180°C.
Lasciatele quindi raffreddare.
Secondo la ricetta della maestra di Serafina le mandorle vanno lasciate intere mentre in altre ricette sono spezzettate grossolanamente.

Nel frattempo iniziate a montare gli albumi, che dovranno essere a temperatura ambiente, con le fruste elettriche fino a che non siano ben ferme. A questo punto sempre con le fruste elettriche unitevi lo zucchero poco per volta fino ad ottenere una meringa lucida e compatta.

Nel mio libro questa lavorazione viene effettuata tenendo il recipiente a bagnomaria, ma secondo la ricetta della maestra di Serafina questo passaggio non è previsto.

Unitevi quindi le mandorle intere tostate mescolando delicatamente con una spatola dal basso verso l'alto e poi la farina setacciata poca per volta. Risulterà un composto compatto e sostenuto che disporrete a cucchiaiate su di una placca rivestita di carta da forno.



La mia meringa era sostenuta ma più morbida di quella di Serafina, probabilmente i miei albumi erano di uova più grandi. Al momento di versarla sulla placca i mucchietti si sono leggermente allargati e quindi i mandorlini sono venuti più bassi dei suoi. Regolatevi quindi con lo zucchero secondo il peso dei vostri albumi, aggiungetene un po' di più se dovessero essere di uova grandi.

Cuocete in forno preriscaldato a 160°C per circa 20 minuti. Dovranno avere la superficie leggermente dorata.




Saranno croccanti e gustosi, perfetti da offrire ai nostri ospiti o da regalare in una confezione alle persone care. =^-^=

martedì 24 aprile 2018

Juliska pita - paste alla crema e pan di spagna alle noci e cioccolato


Questo dolce l'ho scoperto facendo ricerche tra quelli tradizionali della Croazia, ma a quanto pare è diffuso anche negli altri paesi che un tempo formavano l'ex Jugoslavia. 
Si tratta di un dolce a strati: tra due strati di pasta sfoglia sono racchiusi due strati di crema bianca senza uova (simile alla nostra crema siciliana) ed al centro un pan di spagna alle noci e cioccolato.
E' conosciuto con vari nomi: Juliška, Juli pita,  Julka šnite, in Bosnia invece è conosciuto come Jelka kocke ma non sono riuscita a trovare fonti sulla sua origine.
Si deve preparare comodamente il giorno precedente ed è ottimo per un buffet.

Ingredienti: (per una teglia da circa 25cm x 36 cm ) 


  • 2 rotoli rettangolari di pasta sfoglia da 250 gr ciascuno circa

Per la crema bianca senza uova 
  • 600 ml di latte
  • scorza di limone non trattato
  • 3 cucchiai di farina 00
  • 3 cucchiai di amido di mais
  • 250 gr di zucchero
  • 250 gr di burro (o di margarina secondo la ricetta originale)
  • estratto di vaniglia o una bacca di vaniglia
Per il pan di spagna alle noci e cioccolato
  • 5 uova 
  • 200 gr di zucchero semolato
  • 1 cucchiaino di estratto di vaniglia
  • 2 cucchiai di farina 00
  • 175 gr di cioccolato fondente (al 50-60%)
  • 100 gr di noci tritate
Preparate per prima la crema.
In una casseruola dal fondo spesso fate sciogliere la farina, l'amido di mais e lo zucchero con un po' di latte freddo, mentre il resto del latte lo portate ad ebollizione in un'altra casseruola con la scorza di limone e la vaniglia che poi eliminerete.
Versate quindi il latte caldo sulla farina e l'amido di mais mescolati con lo zucchero e poco latte, rimettete sul fuoco a fiamma bassa fino ad aver ottenuto una crema densa.
Fate raffreddare la crema ottenuta e montando con le fruste vi aggiungete il burro a temperatura ambiente.


Preparate ora il pan di spagna. 
Montate gli albumi con le fruste fino a che sono ben sostenuti.
A parte montate invece i tuorli con lo zucchero e l'estratto di vaniglia, a cui aggiungerete a mano con una spatola la farina, il cioccolato sciolto a bagnomaria e ormai tiepido, quindi le noci tritate.




Per ultimi dal basso verso l'alto aggiungete gli albumi montati a neve.

Versate il composto nella teglia foderata di carta da forno e fate cuocere in forno preriscaldato a 180°C per 25 minuti. Lasciatelo quindi raffreddare, fate sempre la prova stecchino.



Cuocete anche i due strati di pasta sfoglia nella teglia foderata di carta forno dopo averli bucherellati con una forchetta perché non si gonfino in cottura e fate cuocere in forno già caldo a 220°C per circa 15 minuti.
Poiché tagliare le paste successivamente può risultare difficile, vi consiglio di praticare già su uno strato di pasta sfoglia le incisioni che serviranno poi a guidarvi e facilitarvi durante il taglio. Io questa volta non l'ho fatto, ma voi praticate 3 incisioni sul lato più lungo e 7 su quello più corto ottenendo così 32 paste.
Una volta cotti lasciateli raffreddare.



Quando avrete tutte le preparazioni pronte e fredde iniziate l'assemblaggio del dolce.
Nella teglia, foderata di pellicola, mettete il primo strato di sfoglia, quindi versate la metà della crema bianca livellandola per bene.


Ponete sopra alla crema il pan di spagna alle noci e cioccolato, quindi versate su questo l'altra metà della crema, la livellate e coprite il tutto con il secondo strato di pasta sfoglia inciso.



Chiudete tutto con la pellicola e vi posate sopra una teglia con un peso che compatti bene il dolce mentre riposerà tutta la notte in frigorifero.

Il giorno dopo aiutandovi con le incisioni praticate sulla sfoglia tagliate con un coltello lungo seghettato le paste e successivamente spolverizzatele abbondantemente di zucchero a velo.



Nelle mie ricerche ho trovato anche diverse varianti a questa ricetta. 
Alcuni nel pan di spagna al posto del cioccolato fondente usano del cacao amaro, altri non mettono le noci (che secondo me sono invece indispensabili per dare carattere alle paste), altri fanno un solo strato di crema e c'è chi realizza una crema arricchita con la polvere per preparare il budino alla vaniglia, altri ancora cuociono in bianco il primo strato di pasta sfoglia per circa dieci minuti e poi vi versano sopra il composto per il pan di spagna facendo continuare a cuocere insieme i due strati.
Io ho seguito il metodo che secondo me dava il miglior risultato.
Se volete alleggerire un po' la crema bianca (che comunque è buonissima anche così) potete sostituire al burro della panna montata senza zucchero e potete aumentare la dose della crema a vostro piacimento.
Queste paste sono comunque deliziose, ve le consiglio vivamente.
Alla prossima! =^-^=