mercoledì 2 febbraio 2011

Candela Candelora de l'inverno semo fòra..............

.......ma se piove o tira vento ne l'inverno semo dentro!!!

Questo è il proverbio che ho sentito fin da piccola in casa nostra, ma ho scoperto che in altre zone il proverbio dice esattamente il contrario!
Allora? Beh, oggi 2 febbraio a Roma la mattinata è stata allietata da un cielo azzurro, anche se le temperature sono piuttosto basse, mi conviene quindi continuare a credere al proverbio di casa, poi si vedrà!
Passati i giorni della merla che dovrebbero essere i più freddi dell'anno oggi si festeggia la presentazione di Gesù al Tempio che tradizionalmente è la festa della Candelora.
Si benedicono le candele che rappresentano Cristo, "luce che illumina le genti".
Mia nonna in occasione di forti temporali usava accendere le candele benedette della Candelora per allontanarli e solo vedere quelle luci accese mi faceva sentire protetta.
In questo giorno si usa mangiare crèpes dolci e salate, ma l'usanza delle crèpes non viene dalla Francia, o meglio è ripresa dalla Francia ma per ricordare che Papa Gelasio, per sfamare i pellegrini francesi giunti in occasione della Candelora, fece preparare nelle cucine vaticane delle crespelle. Da allora sono diventate tipiche della Candelora e le massaie francesi esprimono un desiderio mentre le voltano nella padella.

La ricetta che vi dò l'ho presa tempo fa dalla trasmissione "La prova del cuoco" e tra le parentesi vi indicherò anche le varianti che avevano indicato.

Dovrebbero andare bene sia per ricette salate che dolci, ma in effetti per le dolci preferisco la ricetta che seguo da una vita e che darò di seguito.

Ricetta base per crèpes salate (si ottengono circa 12 crèpes da 20 cm di diametro)

250 gr di farina 00 (oppure di grano saraceno)
3 uova intere
1/2 cucchiaino di sale fino
50 gr di burro fuso (o 50cl di olio di semi)
1/2 lt di latte (oppure 1/4 di lt di latte e 1/4 di lt di birra)

Mescolare in una ciotola la farina con il sale, aggiungere a filo il latte e le tre uova intere battute a parte. Per ultimo aggiungere il burro fuso e far riposare l'impasto per 1 ora in frigorifero.


Dopo il riposo far riscaldare la padella sul fuoco dopo averla appena unta con il burro (questo solo per la prima crèpe), versare quindi un mestolo d'impasto e girare la padella per coprirne tutto il fondo con il composto.


Aspettare qualche secondo e scuotendo leggermente la padella accertarsi che la crèpe sia staccata dal fondo.

Se la crèpe è staccata farla scivolare sul bordo della padella e con un colpo secco del polso farla girare su se stessa per cuocere anche l'altro lato.


Dopo pochi secondi la crèpe è pronta.



Oggi ho voluto farcirle con prosciutto crudo e con crema di carciofi, irrorandole di
formaggio fatto fondere in poco latte a fuoco basso.
Voi potete farcirle come meglio credete e secondo i vostri gusti.


Ricetta base per crèpes dolci (se ne ottengono sempre 12 ma leggermente più piccole)

125 gr farina 00
25 gr zucchero (circa 2 cucchiai)
30 gr burro fuso
2 uova intere
2,5 decilitri di latte freddo
un pizzico di sale
4 - 5 cl di cognac o rum (o altro liquore di vostro gradimento)

Procedere come per le crèpes salate, facendo riposare l'impasto anche 2 - 3 ore.
Farcitele con Nutella come piacciono ai miei ragazzi, oppure con marmellata o confettura, crema pasticcera e frutta, o con salsa a base di succo d'arancia e flambè con liquore, sono ottime anche in purezza figuriamoci farcite!!

Mi raccomando, provate a voltarle come vi ho detto senza usare attrezzi ma solo con un bel colpo di polso, non volete esprimere un desiderio???




Con questa ricetta partecipo alla raccolta dell'Abbecedario culinario europeo che per la Francia è ospitato da Elena dello "Zibaldone italiano".  

martedì 1 febbraio 2011

Frappe......ma chiamatele pure come si usa nella vostra regione!!



Continuo il mio viaggio fra i dolci tipici del Carnevale con le frappe.
Noi a Roma le chiamiamo "frappe", ma gli stessi dolci chiamati in maniera diversa sono diffusi in quasi tutta Italia.
Non a caso se è vero che ricordano le frictilia degli antichi romani che le preparavano friggendole nel grasso di maiale e rendendole dolci con il miele proprio per il periodo dei Saturnali in onore di Saturno, dio dell'agricoltura e dei raccolti, mangiando e bevendo senza più distinzioni di classi sociali, sicuramente fin dove sono giunti i romani sono conosciute anche le frictilia.

Molti preferiscono cuocerle al forno, ma le vere frappe romane sono fritte e dovrebbero essere ricoperte di zucchero semolato anziché di zucchero a velo.


Questa è la ricetta che ormai è super collaudata.

500 gr farina 00
100 gr zucchero
50 gr di burro
4 uova intere
4 cucchiai di grappa o di liquore a vostra scelta (io ho usato il limoncello ma potete usare alchermes, anice, sambuca, grappa)
4 cucchiaio di vino bianco secco
la buccia grattugiata di un limone e di un'arancia
semi di una bacca di vaniglia
un pizzico di sale
zucchero a velo


Disponete la farina a fontana sulla spianatoia, nel centro versare lo zucchero, il burro ammorbidito, il pizzico di sale e la buccia grattugiata del limone e dell'arancia.

Lavorate il burro con lo zucchero, la farina e le scorze grattugiate tra le dita per formare un composto granuloso.

Ricomponete la fontana e nel centro versate il liquore, il vino bianco ed i semi di vaniglia, amalgamandoli con una forchetta.

Aggiungete quindi le uova ed impastate bene il tutto lavorandolo fino ad avere un composto liscio ed omogeneo.

Lasciate quindi riposare la pasta avvolta in un canovaccio per 30 minuti.

Stendete quindi la pasta in una sfoglia sottile (io ho usato il mattarello ma potete usare la "nonna papera" per far prima), tagliate con una rondella dentellata dei rettangoli lunghi 10cm e larghi 5cm, praticate uno o due tagli al centro e date la forma facendo passare una delle estremità attraverso i tagli.

Mettete sul fuoco abbondante olio (io ho preferito usare olio extra vergine di oliva ma anche un buon olio di arachidi o meglio ancora lo strutto vanno bene), aspettate che sia ben caldo ma non fumante, immergete poche frappe per volta, pochi secondi e quando vedrete gonfiarsi la frappa voltatela. In tutto dovranno cuocere pochi secondi, io le preferisco chiare e non troppo secche.

Sgocciolate bene l'olio, ponetele su carta assorbente, se volete cospargerle di zucchero semolato fatelo subito quando le frappe sono ancora calde, altrimenti se usate lo zucchero a velo fatele prima raffreddare.

Con le dosi della ricetta si ottiene questo bel vassoio di frappe fragranti!!

Buon appetito!