lunedì 26 ottobre 2020

La "crostata beneventana" o "torta portoghese"




Dopo tanto tempo torno a pubblicare una ricetta che ho provato e che mi è piaciuta molto.

In questo ultimo anno e mezzo la famiglia si è arricchita di 2 nipotini che sono la nostra gioia, ma la cucina è stata per forza maggiore una cucina di "sussistenza". Niente più tempo di sperimentare o di provare nuove ricette, ma la passione comunque è rimasta inalterata. 

Questa ricetta non ricordo più neppure come l'ho trovata nel web, probabilmente per caso girovagando tra le cucine tipiche del nostro meraviglioso territorio. 

La chiamano "crostata beneventana" o "torta portoghese", ma anche tra le informazioni che ho trovato il dubbio sulla reale provenienza di questa ricetta rimane. 

Di certo il liquore che viene utilizzato in questa ricetta, il famoso liquore "Strega", è nato a Benevento e forse questo basta a dare la connotazione beneventana alla crostata.

E' un dolce molto semplice avendo una frolla come base, dei savoiardi da adagiare sopra ed un composto di latte, uova e zucchero arricchito di liquore Strega che dopo la cottura si trasforma in una golosa crema. 

Veniamo quindi alla ricetta.


Ingredienti: (Per una tortiera da 24 cm di diametro)


Per la frolla

  • 250 gr di farina OO
  • 1 uovo intero
  • 125 gr di burro a temperatura ambiente
  • 100 gr di zucchero semolato
  • scorza grattugiata di mezzo limone non trattato
  • un pizzico di sale
Per il ripieno

  • 600 ml di latte
  • 3 uova intere
  • 250 gr di zucchero semolato
  • 30 ml di liquore Strega
  • scorza grattugiata di mezzo limone non trattato
  • essenza di vaniglia
  • 25 savoiardi
Innanzitutto preparate la frolla e avvolta nella pellicola fatela riposare almeno 30 minuti in frigorifero.

Nel frattempo portate a bollore il latte con la scorza di limone grattugiata e la vaniglia, quindi lasciate raffreddare.

Dopo aver fatto riposare la frolla in frigorifero stendetela e rivestiteci la teglia imburrata e infarinata.

Disponete i savoiardi a lisca di pesce sulla frolla.




Battete le uova con lo zucchero ed aggiungeteci il liquore, mescolate il tutto con il latte aromatizzato ormai freddo e versate il composto sui savoiardi. 




Dopo 10-15 minuti spingete delicatamente i savoiardi perché si inzuppino per bene, quindi infornate a 180°C in forno già caldo per 35-40 minuti. 




Fate raffreddare e cospargete di zucchero a velo.




Questa la ricetta originale, ma potete aggiungere al composto di uova il liquore che preferite oppure del caffè. Sotto ai savoiardi potete posizionare delle amarene sciroppate oppure aggiungere al composto di uova delle gocce di cioccolato, insomma potete declinare la torta in molti modi. 

Alla prossima!



mercoledì 24 aprile 2019

La "Pastiera Napoletana"...non solo per Pasqua


Se cercate sul web la ricetta della "pastiera napoletana" ne troverete una marea, da quelle dei pasticcieri più famosi, campani e non, a quelle casalinghe di tanti appassionati di questo dolce che vantano l'unicità della loro ricetta personalizzata o tramandata in famiglia.
Personalmente il mio ricordo legato alla pastiera è quello di una gita scolastica a Napoli che andò in maniera catostrofica (tutto il giorno bloccati sul molo Beverello col pullman in panne), ma la pastiera che acquistai in una pasticceria della galleria Umberto fu amore al primo morso.
Anche se i dolci lievitati la fanno da padroni per me la Pasqua è la "Pastiera Napoletana", e proprio il lunedì prima di Pasqua si è svolta a Napoli presso l'Hotel Palazzo Caracciolo MGallery by Sofitel la prima edizione de "Sua maestà la pastiera", un evento durante il quale i migliori pasticcieri campani hanno proposto ricette tradizionali ed innovative per celebrare questo dolce che rappresenta la cultura partenopea.
La leggenda narra che la pastiera fu creata dagli dei con i prodotti che la popolazione di Neapolis offrì alla sirena Partenope che dall'isolotto di Megaride (dove sorge Castel dell'Ovo) allietava tutti con il suo canto melodioso.
Per queste feste ho quindi voluto preparare anch'io "sua maestà la pastiera" e visto che in famiglia non hanno mai gradito i canditi che invece in questo dolce sono un ingrediente indispensabile ho provato il metodo suggerito dal pasticciere del Gran Caffè Gambrinus e cioè di frullarli. 
In realtà ho unito due ricette eccellenti: quella di Alfonso Pepe e quella del Gran Caffè Gambrinus viste in tv rispettivamente a "Geo & Geo" ed a "Detto Fatto" la settimana scorsa.



Ingredienti: (per una teglia da pastiera di 24 cm di diametro)


Per la frolla

  • 250 gr di farina 00
  • 100 gr di zucchero semolato
  • 100 gr di burro
  • 1 uovo intero
  • i semi di mezza bacca di vaniglia

Per il ripieno
  • 250 gr di ricotta di pecora ben sgocciolata
  • 250 gr di zucchero semolato
  • 250 gr di grano cotto
  • 1 noce di burro
  • 60 ml di latte
  • 2 uova intere ed 1 tuorlo
  • 1 cucchiaio di miele
  • 50 gr di arancia candita
  • 1 cucchiaino di acqua di fiori d'arancio
  • scorza grattugiata di limone ed arancio
  • i semi di mezza bacca di vaniglia

Iniziate a preparare la frolla disponendo la farina a fontana, al centro amalgamate lo zucchero con il burro morbido e  semi di vaniglia, quindi vi aggiungete l'uovo intero e per ultima incorporate la farina.Lavorate brevemente l'impasto, lo avvolgete nella pellicola e lo fate riposare in frigorifero per almeno mezz'ora.

Nel frattempo preparate il ripieno.
Con un frullatore ad immersione frullate metà del grano cotto ed i canditi con un goccio di latte, unite il tutto al restante grano cotto ed alla noce di burro, fate cuocere sul fuoco per qualche minuto e poi lasciate raffreddare. 
In una ciotola lavorate la ricotta con lo zucchero ed il cucchiaio di miele, unite il grano cotto con i canditi frullati ormai freddi quindi le uova intere ed il tuorlo che avrete prima battuto leggermente con l'acqua di fori d'arancio ed i semi di vaniglia. 
Per ultima aggiungete la scorza grattugiata di arancia e limone ed il restante latte affinché si ottenga un composto piuttosto fluido.
Stendete la frolla ad uno spessore di circa 3-4 mm e rivestite completamente la teglia imburrata ed infarinata lasciando da parte un po' di frolla per ricavare sei strisce di pasta.
Bucherellate con i rebbi di una forchetta il fondo della frolla, versate il ripieno, decorate con le strisce di pasta e fate cuocere in forno preriscaldato a 180°C per 1 ora.



Nelle due ricette che ho unito non era prevista la cannella che invece in molte altre è indicata. Se la amate come me versatene una
punta nell'impasto.
Potete conservare per una settimana la pastiera fuori dal frigorifero in luogo fresco. 
La Pasqua è passata ma la pastiera ci accompagna tutto l'anno, quindi provatela, magari per il prossimo 1° maggio.
Alla prossima! =^-^=